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Kung fu Panda, i due papà son allucinazione, anche di stampa

La foto di di Lucio Fero

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ROMA – Kung Fu Panda 3, vado a vedere il film con i miei nipotini. Siccome sono un cittadino mediamente informato, so della polemica di un mattacchione con trascorsi para politici che oggi gioca a fare il santone della famiglia. So che tale Adinolfi Mario ha inondato giornali, agenzie di stampa e pure televisioni con la drammatica denuncia: attenti, in quel film si nasconde e alligna il maligno. Nella forma e nella narrazione di un personaggio, anzi il personaggio principale, anzi l’eroe: il Panda con due papà.

Due papà? Sarà quella del Panda una Unione civile, peggio un matrimonio gay? I due papà conviveranno sotto lo stesso tetto e avranno alle spalle anni e anni di convivenza omo? Il Panda figlio sarà il risultato di una stepchild adoption o addirittura di un utero affittato? Da nonno progressista, laico e liberale nessuna delle ipotesi mi terrorizza. Però sono curioso, e anche un po’ scettico, su come tale diciamo così problematica possa essere declinata e delibata in un cartone animato. Insomma non è che ci creda tanto che ci sia tutta questa roba, anzi che questa roba ci sia. Ma sono uno che legge i giornali, guarda i tg. E tutti hanno reagito all’inondazione come reagiscono le spugne, hanno assorbito. I due papà due in Kung Fu Panda 3 sono sui giornali, sui siti, sulle agenzia di stampa, in televisione. Quindi devono esserci nel film. O no?

Per fortuna che ero un po’ scettico. Ma non sono riuscito ad essere scettico quanto la realtà avrebbe richiesto. La realtà è che i due papà in Kung Fu Panda 3 sono un’allucinazione. Di Adinolfi, di qualche comitato vario. E anche di stampa. Passi per Adinolfi che appare lucido solo nell’indovinare i meccanismi per apparire sugli organi (ci perdonerà la parola…) di informazione. Passi per i comitati che scattano con sequenza pavloviana. Ma tutti gli altri, i giornali, i siti, le tv che hanno “riportato”? Riportato che?

Il Panda in questione da piccolo è stato nel film abbandonato dalla mamma. Abbandonato per salvarlo dai cattivi che davano la caccia ad entrambi. Mamma Panda lo nasconde per salvarlo e poi  si fa inseguire dai cattivi. Il piccolo viene trovato da un maschio oca che lo cura e lo alleva come un figlio, insomma lo adotta. Molto tempo dopo papà Panda che riteneva il figlio morto, sente la “voce dell’universo” che gli dice di cercare il piccolo (ovviamente per salvare l’universo ma questa è altra storia…). Papà Panda ritrova il figlio e insieme al padre adottivo oca lo aiutano a salvare il mondo.

I due papà omosessuali non ci sono nel film, sono un’allucinazione. C’è un padre naturale che perde il figlio e lo ritrova e un padre adottivo. Gridare alla “teoria gender” (d’altra parte neanche questa esiste se non in allucinazioni) nel film Kung Fu Panda 3 è come gridare al rapporto lesbico tra Rea Silvia e la Lupa in relazione a Romolo e Remo. Rea Silvia madre li lascia nella cesta sul Tevere, la Lupa li trova e li allatta. E’ il mito fondativo di Roma il mito di due lesbiche che fanno famiglia?

Bisogna non sentirsi tanto bene, soffrire appunto di allucinazioni (e soprattutto di ciò che causa allucinazioni, nella fattispecie qualche diagnosi viene immediata ma…non è il caso) per vedere i due papà gender in Kung Fu Panda 3. E bisogna essere afflitti da una pigrizia professional depressiva per “riportare” come fosse niente meno che notizia un’allucinazione. Bastava andare a vedere il film, mandarci uno, uno solo tra i mille e mille giornalisti e farselo raccontare.