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L’Inverno sta arrivando…e non è Il Trono di Spade

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ROMA – L’Inverno sta arrivando e non è Il Trono di Spade, non è infatti una meravigliosa fiction, è la malinconica Storia. Storia nostra, storia maledettamente contemporanea di noi occidentali, europei soprattutto.

Non abbiamo più come popoli e individui nel nostro orizzonte e nel nostro agire nessuna “rossa primavera” o “sol dell’avvenire” o “impero” o “progresso” o “meravigliose sorti” o “evangeli” da esportare. Non abbiamo più nulla da sognare, conquistare, coltivare, studiare o anche semplicemente messianicamente attendere che palingenesi politica e sociale venga a rovesciare il mondo e a farlo più bello e più giusto che pria…

Abbiamo solo e soltanto un grande bisogno, una grande e sempre più spesso matta voglia, un istinto di massa a difendere, con ogni mezzo, quel che abbiamo e temiamo di perdere. Ci barrichiamo contro l’Inverno che arriva. Generale è la rinuncia a dominarlo l’Inverno che arriva da fuori, collettiva ed elettoralmente vincente è la richiesta, implorazione, grida a tenerlo l’Inverno che arriva, ineluttabilmente arriva, a tenerlo appunto fuori.

L’Inverno sta arrivando ed è una economia planetaria fondata sul debito e sul capitale finanziario più che sulla produzione di merci e servizi. In questa economia gli occidentali, in particolar modo gli europei, prendono in termini di welfare, garanzie sociali, costo del lavoro, pubblici servizi, più di quanto danno in termini di prodotto e produttività. Forte è l’istinto a barricarci, a tener fuori il gelo sui nostri “diritti”.

L’Inverno sta arrivando ed è tecnologia che tritura medio ceto e reddito medio. E’ degrado progressivo dell’ambiente. E’ soprattutto invasione, la “Barriera” che tracima altra umanità. Il Parlamento britannico nega assistenza a tremila orfani siriani per “non incoraggiare” a mandare minori soli in Gran Bretagna…Gli elettori austriaci premiano chi prometta diga e cacciata degli stranieri…La burocrazia italiana altro non sa fare con gli sbarcati che quello che fa con gli italiani: assistenza senza obblighi e responsabilità, li si tiene a far nulla e a consumare il loro tempo e il nostro pubblico denaro…

Ma, per quanto possa apparire improbabile, queste son forme minime di ciò che accade, forme minime del grande fenomeno che è quello di una civiltà, quella occidentale-europea, che sente l’Inverno, il suo Inverno che arriva, e sceglie di barricarsi, tumularsi, immobilizzarsi. Fermarsi e restare immobile è la strategia di sopravvivenza scelta, quando una civiltà l’ha adottata non è però mai sopravvissuta integra.

Ma questa è la scelta, sempre più di popolo. Diffidare della scienza, cautelarsi dalla razionalità, chiudersi a protezione, tenere l’Inverno delle guerre, migrazioni, crisi in un “altrui” delimitato dalla nostre Barriere. E non avere più nulla di egemonico da dire al resto del mondo se non “state lontani da noi”. Non una fede religiosa da esportare, non una ideologia politica, non un modello di produzione, non una filosofia della storia, non un modello scientifico.

Tutta la tensione, energia, speranza nelle nostre società è di farcela, noi proprio noi prima che cali il grande gelo. Andare in pensione prima che…Respingere l’invasione prima che…Un gigantesco e presto isterico “io speriamo che me la cavo”.

Ha scritto su La Stampa Antonio Scurati: “La formidabile serie tv (Trono di Spade) esprime alla massima potenza la condizione storica della cultura occidentale…è il canto epico di una cultura ancora egemone ma declinante, di un Occidente secolarizzato, spoliticizzato, sfiduciato, disperato…I Draghi oltre il Mare Stretto, gli Estranei oltre la Barriera di ghiaccio…Se viene l’inverno può essere lontana la primavera?…Nel continente occidentale la risposta non è più così scontata”.

In quel continente occidentale che nelle primavere credeva e se le fabbricava: era il cinquecento del rinascimento, il seicento della scienza empirica, il settecento dell’illuminismo, l’ottocento del positivismo, il novecento del capitalismo e del socialismo. Ora non più l’Inverno sta arrivando, lo si vede ovunque, e sarà lungo.