Lucio Fero

Macron: “Noi, l’Illuminismo”. Allons enfants de les lumieres…

Macron: "Noi, l'Illuminismo". Allons enfants de les lumieres...

Macron: “Noi, l’Illuminismo”. Allons enfants de les lumieres… (foto Ansa)

ROMA –  Macron: “Noi, l’Illuminismo”. Lo ha detto nel suo discorso di ringraziamento alla Francia che lo aveva appena eletto presidente, ha rivendicato ed esibito l’Illuminismo come cifra e senso del 66 per cento di voti ottenuti, come misura e rotta del governo che verrà e soprattutto come identità e orgoglio della Francia: l’Illuminismo come patria dei francesi.

Non lo ha detto conversando in un convegno o salotto o pranzo di gala o degustando un gelato in una privata o pubblica promenade. Non lo ha detto in una conferenza stampa o dibattito televisivo. Macron ha detto e voluto dire “noi francesi figlio dell’Illuminismo e questa vittoria è nel segno dell’Illuminismo” nel momento in cui la volontà popolare lo faceva presidente.

Perché ha detto Illuminismo, parola che non compare nel lessico abituale dei politici contemporanei? Qualche cronista politico smaliziato, di quelli all’italiana, avanza l’ipotesi che abbia detto quella parola “strana” perché ha studiato, perfino filosofia, e quindi gli è scappata una parola difficile.

Insomma Macron presidente con il vezzo di parlar “alto” e con il difetto, perdonabile, di aver studiato. Si narra addirittura che una volta abbia detto che chi ha letto più libri ha più autorità di chi non lo ha fatto. Una frase del genere secondo il metro della politica e del giornalismo politico italiani sta a metà tra lo scandalo osceno e la prepotenza arrogante, legger libri ancora ancora…ma vantarsene e pretendere un qualche riconoscimento sociale dall’averli letti no, questa è casta, intollerabile casta.

Nel dubbio comunque, dopo un primo interrogarsi televisivo sul perché e per come Macron rivolgesse ai francesi quella parola che sa di libri e di cultura, un consenso generale nelle cronache e commenti ha stabilito di cancellarla da resoconti e analisi. Illuminismo…e che sarà mai? Nei titoli non c’entra, la gente non sa, non capisce e neanche noi tanto: stampa e televisione italiane hanno deciso che era meglio sorvolare sulla strana parola.

E così hanno calato un velo, tessuto più d’ignoranza che d’ogni altra fibra, sulla invero inconsueta circostanza di un premier, di un presidente appena eletto che pronuncia una parola che sui social non va certo alla grande ma che nei libri è parola chiara e parola chiave: Illuminismo. E’ la parola che nella storia segna il confine e definisce la diversa identità tra una “civilisation” e l’altra. E non solo oggi, lo fa da secoli.

Illuminismo: ragione, scienza, laicità, Stato laico, diritti universali dell’uomo, tecnologia, commerci, uguaglianza di genere, culto, etnia, fraternità, democrazia, Parlamenti, corpi intermedi. E su tutto i “limi” della ragione che si interroga, indaga, coltiva la fede in se stessa e nessuna altra fede che non sia sottoponibile alla critica della ragione. Anche le ragioni del popolo devono sottostare al vaglio della ragione, per questo si fanno le Costituzioni, da qui nasce il concetto e la pratica dell’interesse generale.

Questo è l’Illuminismo dei philosophes e scienziati e politici del Settecento di cui non a caso diffidava Jean Jacques Rousseau (diffidenza reciproca) pur essendo Rousseau non certo uomo, anima e mente dll’ancienne regime. (sia detto d’inciso ma non tanto d’inciso, non a caso M5S ha nel nome di Rousseau la sua piattaforma e un suo brand-riferimento ideologico, non a caso essendo M5S una della forme più compiute contemporanee di anti-Illuminismo).

La Francia per bocca di Macron presidente rialza e sventola niente meno che la bandiera dell’Illuminismo nei giorni del sovranismo, delle frontiere chiuse, del pensiero magico, del rapporto mistico e magico tra volontà popolare e governo, della riscoperta dei miti del sangue e della terra, del disprezzo delle competenze e dei saperi e della rivolta anti Stato e istituzioni.

La bandiera dell’Illuminismo che ha fondato e innervato la storia delle democrazie parlamentari innalzata nei giorni in cui si narra che la democrazia parlamentare è stanca ed ha stancato. Innalzata e sventolata agli occhi dell’Europa e del mondo perché la Francia, rivendica Macron snocciolando la storia, è più di ogni altro paese la patria della “raison”. Allons enfants de…les lumieres.

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