Lucio Fero

Mafia, ‘ndrangheta o…società civile? Chi nuota nel lago dei corrotti?

Mafia, 'ndrangheta o...società civile? Chi nuota nel lago dei corrotti?

Mafia, ‘ndrangheta o…società civile? Chi nuota nel lago dei corrotti? (nella foto Ansa, una scena dell’inchiesta che ha portato al sequestro dei Lidl)

ROMA – Mafia dicono le cronache, mafia che riusciva a controllare, si era introdotta anche nei supermercati di un gigante del low cost, Lidl. La stessa mafia dicono le cronache che aveva infiltrato perfino la società che garantisce i servizi di sicurezza del Tribunale di Milano.

E ‘ndrangheta che comandava da anni, un decennio, sul Cara di Isola Capo Rizzuto, che faceva i soldi con e sui migranti. Una ‘ndrangheta, dicono le cronache, che arruolava e stipendiava anche un parroco e aveva dalla sua il governatore delle Misericordie. Insomma in Calabria rubare i soldi destinati all’accoglienza è da anni una consolidata e diffusa impresa criminale.

Nelle cronache di un solo giorno comprati, complici e impiegati dalla mafia e ‘ndrangheta dalla Lombardia alla Calabria appaiono un parroco, vigilantes, pensionati raccomandati dai sindacati, cooperative, associazioni di volontariato. Le cronache di un solo giorno…

Ma sono settimane, mesi e anni che con estrema puntualità ogni volta che c’è indagine o notizia di appalto truccato, tangente, bustarella, imbroglio o truffa sempre appaiono come comprati, complici, impiegati da mafia e ‘ndrangheta fior di imprenditori, artigiani, professionisti, associazioni, cooperative…

Sempre, una costante presenza di una sorta di esercito del crimine di riserva. Mafia e ‘ndrangheta non hanno difficoltà ad arruolare, mai e in nessun luogo. Commentando l’ultima indagine in terra lombarda, il magistrato inquirente Ilda Boccassini ha detto “C’è estrema facilità a trovare funzionari pubblici o privati disposti a farsi corrompere. E’ come pescare nel laghetto delle trote allevate per la più facile delle pesche”.

Basta gettare l’amo della corruzione e subito si tirano su un sacco di “pesci”. Pare proprio stiano lì apposta, in attesa di farsi pescare. E non c’è dubbio che le cose stiano proprio così. Gli episodi di corruzione acclarata nella Sanità, nell’uso del territorio, nella Pubblica Amministrazione se n’è perso il conto. Anzi, li si mette nel conto come cosa ovvia.

E’ accaduto, accade che si sia sviluppata un’inclinazione sociale di massa, si è formata una professionalità, si è perfezionato un mestiere, si è via via creata una “eccellenza” italiana: la caccia al denaro pubblico. Quello italiano o europeo fa lo stesso: al Cara calabrese dei cento milioni di fondi europei si calcola ne abbiano messi in tasca 36.

Il primo passo, il primo pensiero di molti che intraprendono in Italia è dove e come ottenere un finanziamento pubblico. Di qui purtroppo il secondo passo che è molto diverso ma non molto distante. Eccolo il secondo passo: costruire una catena di relazioni, appoggi e pagamenti per prenderselo quel denaro pubblico. Non è assalto alla diligenza da parte di banditi. La diligenza non viene assalita, è la diligenza che, d’accordo il postiglione e le guardie, su indicazione del responsabile della stazione di posta e con gli impiegati di banca che caricano l’oro anche loro della partita, si dirige a casa dei banditi.

Che poi…banditi!? Cooperative, volontariato, imprese, imprenditori, ingegneri, geometri, sociologi, sindacalisti, perfino preti. Ogni categoria e mestiere, uomini e donne di ogni fascia d’età e livello sociale. Quando la diligenza arriva col denaro pubblico questo oltre che nelle tasche di mafiosi o ‘ndranghetisti va a irrigare il campo e territorio sociale, diventa affluente del lago dei corrotti come lo chiama Boccassini.

Ma chi nuota allora davvero nel lago dei corrotti? Solo mafia e ‘ndrangheta o non anche e non proprio la…società civile? Ah, certo…la Casta. La politica che fa ricettazione e spaccio del denaro pubblico. Ma forte, insopportabilmente forte è nelle cronache la traccia di qualcosa di tremendo, di tremendamente vero: questa che chiamiamo Casta la cosiddetta società civile se l’è fatta a sua immagine e somiglianza.

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