Lucio Fero

Di Maio nella storia, c’è già stato: è reincarnazione di…

Di Maio nella storia, c'è già stato: è reincarnazione di...

Di Maio nella storia, c’è già stato: è reincarnazione di… (Di Maio con Di Battista e Fico)

ROMA – Di Maio Luigi, vice presidente della Camera e, si dice da tempo, candidato M5S in pectore alla Presidenza del Consiglio quando ci saranno elezioni. Di Maio, visto l’altra sera appunto alla Camera mentre intimava a Gentiloni, governo tutto e a tutti i deputati non a Cinque Stelle lo sloggio, decretava “la fine dell’Impero”, sbeffeggiava: “Uscendo spegnete la luce”. Visto e mentre lo vedevi e ascoltavi, sentivi di averlo già visto. Non una volta ma tante. Visto nei libri di storia. Perché nella storia Di Maio c’è già stato. Un sacco di volte. I Di Maio sono come i caporali di Totò nel film appunto “Siamo uomini o caporali”. Ci sono sempre, sono una specie diffusa e tenace. Si reincarnano uno dopo l’altro, uno dentro l’altro.

I Di Maio li trovi ad esempio nei primissimi decenni e secoli dopo Cristo. Li ritrovi tra i militanti cristiani appunto che ritengono loro devota missione sterminare, sì sterminare, le tracce della cultura precedente. Le tracce e anche i libri appunto, vedi le biblioteche della classicità. E insieme ai libri gli scienziati, gli studiosi, i saggi, i filosofi…tutti coloro che facevano ostacolo alla nuova fede. Per il trionfo del mondo nuovo quello precedente doveva essere raso al suolo, cancellato, bruciato. E prima ancora negato nella sua legittimità e dignità. Ci sono stati nella storia cristiani così, masse e leader cristiani così, in fondo mossi da qualcosa non molto dissimile da ciò che oggi muove l’ideologia armata islamista a radere al suolo chiese, statue, colonne, ogni traccia del mondo di prima. Ci sono stati cristiani così ed è solo uno degli esempi possibili di ciò che fanno gli apostoli del mondo nuovo incorrotto e purificato. I Di Maio li trovi già lì, basta aver letto un libro, magari di storia.

Ma non certo solo tra i cristiani del primo secolo, i Di Maio li ritrovi ad esempio nelle Assemblee della Rivoluzione Francese. Hanno come attività e cruccio esclusivi la denuncia del tradimento e la richiesta di epurazione. Ogni tentativo di governo è per loro prova di tradimento del popolo. Di fatto sabotano ogni passo della Rivoluzione ma se ne dicono gli unici figli. Gli altri li bollano come impostori, da eliminare. Dichiararsi figlio o amico del popolo è il badge identificativo dei Di Maio ed è l’unica sovranità riconosciuta dai Di Maio: quella che promana da se stessi. Figli e amici del popolo per auto nomina che legittima a sbarazzarsi degli altri, anzi lo fa diventare una missione salvifica. Basta leggere un libro.

I Di Maio li ritrovi nei coloni europei in Sudamerica, quando fanno piena pulizia dei falsi dei, della falsa cultura e delle “caste” locali. Infatti i Di Maio portano e possiedono il “verbo”. Basta leggere un libro

I Di Maio li trovi per secoli e nei secoli tra le fila di quelli che guardano con sospetto al “maligno” e al “male” che si incarna negli scienziati, nei laboratori, nella medicina, nell’economia…ovunque. Caste denunciano i Di Maio, caste che sottraggono il potere al popolo. Perché per i Di Maio di ogni secolo il sapere e la competenza sono acido corrosivo e se il popolo vuole davvero il potere, deve guardarsi se non disfarsi di sapere e competenze. Basta leggere un libro.

I Di Maio li trovi nelle rivolte popolari sanfediste contro la casta degli Illuministi “globalizzatori”. I Di Maio li ritrovi in Vandea e nel Mezzogiorno d’Italia con il cardinal Russo. I Di Maio li ritrovi nella Rivoluzione Sovietica, in quella parte della Rivoluzione dove si coltiva l’idea e la prassi secondo cui l’uomo nuovo per vivere e svilupparsi ha bisogno che l’uomo del vecchio mondo e sistema sia messo in condizioni di non nuocere. Su questa linea i Di Maio li ritrovi per affinità culturale giù, giù, fino ai Pol Pot. Basta leggere un libro.

I Di Maio li ritrovi ogni volta che nella storia i puri e gli incorrotti si danno la missione di ripulire il mondo. Tra i crociati mossi anche dai predicatori di fine di mondo fino agli squadristi delle dittature europee del secolo scorso. Basta leggere un libro per trovare il tratto comune, le reincarnazioni, la persistenza: noi siamo il “bene” e il “bene” ha diritto, anzi dovere di spianare il mondo del “male”. Chi non  si arruola o converte con il “bene” non ha diritto di cittadinanza, non è cittadino del mondo del “bene”.

Basterebbe aver letto un libro, magari di storia, per capire cosa davvero dice (più o meno a sua inconsapevolezza) Di Maio alla Camera quando si autoproclama popolo giustiziere e unico ed esclusivo interprete, anzi ventriloquo della volontà popolare. Già, ma chi lo ha letto o lo legge un libro di storia? Alzi la mano chi lo ha fatto. Oceano di braccia conserte.

Post Scriptum: talvolta non basta neanche averlo letto un libro di storia. Ad esempio, uno per tutti di vasta antropologia contemporanea nella cosiddetta classe dirigente, Enrico Mentana di libri di storia di sicuro ne ha letto più d’uno. Ma ciò non lo dissuade dal fare ormai ogni sera dal suo Tg7 la ola furbetta ai Di Maio. Fa finta di non capire, fa finta sia “polemica” o “folklore” o “campagna elettorale già iniziata” (Mentana questa della campagna elettorale già iniziata lo dice senza sosta da almeno 10 anni, potrebbe farla finita ma in fondo non è colpa sua, è da 20 anni che la politica italiana tutta non fa e non sa fare altro che campagna elettorale). Fa finta Mentana e si sente astuto, realistico, aggiornato nel non vedere in Di Maio Luigi M5S i Di Maio che ha letto nei libri. Con lui, fanno come lui tanti dei pochi italiani che un libro di storia l’hanno letto. Anche questo nella storia c’è già stato. Un sacco di volte.

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