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Boschi tanga Quirinale, legge Cirenga…Non bufale, sono bugie

La foto di di Lucio Fero

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ROMA – Boschi Maria Elena che giura al Quirinale mentre le si vede spuntare un tanga, con tanto di foto. La ragazza americana con tre mammelle. I gatti bonsai allevati in bottiglia. Laura Boldrini con un passato da ragazza coccodè. Michael Jackson risorto che fa il benzinaio in incognito in Canada. Paul McCartney morto e da allora impersonato da un sosia. E ultima ma non certo ultima la legge Cirenga appena votata dal Senato: 134 miliardi (miliardi!) stanziati per versarli ai parlamentari che dopo aver perduto l’incarico e la sedia non trovano lavoro e quindi sono “in crisi”.

Dobbiamo alla pazienza, attenzione, arguzia di Gian Antonio Stella il piccolo ma significativo elenco delle “notizie” che oggi fanno, eccome se fanno, opinione. Girano sul web e non restano certo ferme lì. Trasmigrano nei racconti di chi le ha trovate sul web, diventano memoria, viaggiano sulle labbra, si fanno tradizione orale. Diventano cultura, sì cultura.

Supporre, prendere in esame anche per un solo istante che si possano allevare gatti bonsai in bottiglia pre-suppone appunto una cultura. Cultura dalla quale sono assenti e/o espulsi ogni elementi e riferimenti pragmatici-scientifici. Non solo occorre non sapere nulla, assolutamente nulla di biologia, fisica, geometria…Occorre anche avere una cultura per cui il plausibile, il possibile cedano inginocchiandosi il passo al magico.

Cultura del magico è quella dove i morti non sono mai morti per davvero, fioccano le reincarnazioni, gli alieni abitano gli umani, soprattutto quelli di successo ovviamente. Cultura del magico altro che scherzo e gioco. Questa cultura contende il territorio, anzi avanza e conquista territorio rispetto a quella scientifica, empirica. Questa cultura è già in cattedra, ogni giorno in cattedra con milioni di scolari attenti oggi alla lezione sui gatti bonsai, domani…

Cultura che è anche ideologia. Perché quella della legge Cirenga non è una bufala, come dolcemente e indulgentemente spesso vengono definite cose che sono altre cose. Sono non bufale ma volute e coscienti menzogne, bugie che sanno di esserlo. Che però traggono forza proprio dalla loro falsità. Può succedere quando la cultura che incontrano è quella del mondo magico. Cultura del magico e ideologia populista sono sorelle gemelle, pilastri di una stessa porta. Quella che conduce…vediamo dove conduce.

Si legge ancora oggi sul web e lo si legge da quattro anni (lo ricorda Stella sul Corriere della Sera) che il Senato ha approvato con 257 voti favorevoli e 165 astenuti il fondo per i parlamentari in crisi: 134 miliardi. La notizia è corredata da commento (“questo mentre i malati si pagano le cure da soli”) e da un appello (“rifletti e fai girare”) e infine da una invettiva (“perché il telegiornale non lo dice?”).

Se il telegiornale non lo dice vuol dire che è vero…I parlamentari nascondono il voto quando si assegnano soldi…Si sono presi altri miliardi…Hanno fatto una legge per essere pagati a vita…Maledetti e noi dobbiamo pagare tutto…Proprio sicuri che queste “bufale” viaggino e abitino solo il web? Non le trovate ogni giorno nei discorsi, sentimenti, argomenti del collega di lavoro, vicino di casa, conoscente occasionale? Non sono a guardare bene la culla e il lievito di montanti comportamenti elettorali? Quanto di queste “notizie” ad esempio sgocciola nel No al referendum? Se sgocciola, soltanto sgocciola e non innaffia.

Ci vuole una forte ideologia di sostegno per diffondere e accogliere la “bufala” di 134 miliardi (miliardi!) per i parlamentari. Un pizzico, appena un po’ di ignoranza pura (il non avere la nozione di cosa è un miliardo di euro, con 134 miliardi si paga il Parlamento tutto per un secolo e 134 miliardi sono una ventina più di tutta la spesa sanitaria…). Un po’ di arroganza plebea (chi se ne frega se la cifra è marziana, magari fa più effetto). La certezza che la platea applaude a prescindere e soprattutto nulla sa e vuol sapere: si battaglia con la Ue per 4/6 miliardi in finanziaria e si spendono 134 miliardi per gli onorevoli? Non può essere, quindi è. Funziona così, come per il tg non dice, quindi è vero.

Ed anche il senatore Cirenga non c’è, non esiste. Ma questa circostanza non fa da quattro anni né un baffo né un graffio al racconto della legge che i parlamentari si sono fatti di nascosto. Perché appunto non è una bufala, uno scarto nella produzione della comunicazione di massa, un bizzarro incidente di improvvisati informatori. Tutt’altro è una militante menzogna, assemblata con i materiali di una cultura ormai spesso dominante e diffusa da e per una ideologia che vota e lotta, eccome se lo fa.