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Merkel: riportare migranti in Africa. Contro il nazional-populismo

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ROMA – Merkel cancelliere tedesco ha capito che le democrazie si stanno suicidando sulla questione dei migranti. Milioni di rifugiati dall’Africa e dall’Asia sulla dimensione geografica del continente e anche in rapporto alla popolazione europea sarebbero facilmente “solubili”, assorbibili. Non è vero che gli extra europei sono numericamente “troppi” in Europa. Ma è assolutamente vero che sono già troppi, più che troppi, per il sistema politico-sociale. In una parola l’Europa non ce la fa a restare democratica se ogni giorno imbarca migliaia di profughi e migranti.

Non ce la fa. Può essere giudicato ovvio e inevitabile, oppure lo si può constatare come un dramma e un profondo vizio. Resta il fatto che non ce la fa a restare democratica sotto la pressione migratoria. L’Europa di fronte ai migranti secerne, produce, emana, confeziona, sviluppa non tanto razzismo quanto nazional populismo che contiene ovviamente anche profonda xenofobia ma che nell’avversione allo straniero unisce molto altro. Il nazionalismo appunto, l’idea che la propria nazione debba essere “prima” e, poiché ogni nazione vuol essere “prima” e “primi” tutti insieme non si può essere…

Il nazionalismo, il protezionismo economico che ha sempre promesso tutela ai “noi” contro “loro” e le loro merci e ha sempre prodotto che i “noi” stessero economicamente peggio, dando ovviamente la colpa alle trame brame di “loro”. Il richiamo ad età più o meno del’oro in cui eravamo “puri”. E il populismo inteso come narrata onnipotenza del volere popolare, qualunque cosa possa volere.

Questo che un consigliere di Trump ha definito appunto nazional-populismo (“che faremo trionfare per mezzo secolo”) Angela Merkel ha capito molto bene cosa sia, forse anche per qualche assonanza nell’impasto delle sillabe. Ed ha quindi deciso di ricandidarsi per il quarto mandato. Ma con un programma che non sia la prosecuzione del suicidio delle democrazie sulla questione migranti.

Ecco quindi che il programma per il prossimo congresso della Cdu (partito della Merkel) contiene ed esplicita l’idea e la proposta di letteralmente “riportare in Africa e non in Italia i migranti salvati in mare”. Marcata e netta è l’intenzione di “evitare abusi nella richiesta di asilo” e di rispedire indietro i migranti accogliendo solo i profughi. Con luoghi e strutture di setaccio sì in Europa ma anche in Nord Africa.

E poi ancora divieto del velo integrale, nessuna timidezza nella promozione e primazia della cultura europea anche verso le comunità immigrate e perfino pene più alte per i furti negli appartamenti.

Merkel ha osservato le democrazie occidentali, la sua stessa Germania, muovere verso il suicidio perché il principio della doverosa accoglienza e basta produce e sforna anti corpi della democrazia, fabbrica nazional-populisti. Quindi dice alle democrazie d’Europa: è ora di rimandare a casa i migranti. Di accogliere solo i profughi da guerre e persecuzioni. E di spiegare a tutti che in Europa vigono e vivono i valori e la cultura europei. E di usare la legittima forza dello Stato perché così sia.

Se davvero i governi europei riuscissero a rimandare indietro migranti dopo averli salvati in mare, ad accogliere profughi e solo profughi, ad impedire alti tassi di clandestinità, a far cittadini europei chi arriva da altrove e ha titolo per restare, allora chi dovesse ancora opporsi all’accoglienza potrebbe anch’egli essere perseguito con durezza.

Lasciar che sbarchino, che vegetino in attesa della richiesta o rifiuto del diritto di asilo, parcheggiarli in dormitori, sperare varchino i confini, lasciare che i sindaci di tre Comuni su quattro disertino, cedere alle barricate qua per sperare che invece là…questo è invece il suicidarsi quotidiano, il fabbricare nazional-populisti.