Lucio Fero

Nato, da “ombrello” per Berlinguer a “minaccia” secondo M5S

Nato, da "ombrello" per Berlinguer a "minaccia" secondo M5S

Nato, da “ombrello” per Berlinguer a “minaccia” secondo M5S

ROMA – Nato, alleanza militare atlantica tra Usa e paesi dell’Occidente europeo. Formatasi e sottoscritta quando le democrazie occidentali si contrapponevano al blocco delle Repubbliche popolari a guida sovietica. Una storia, quella della Nato, molto lunga e complessa per riassumerla in poche righe, in un articolo, in un post su un blog. La Nato non era e non è un’associazione benefica, filantropica e pacifista. E’ forza militare.

Per molti anni nel secolo scorso, negli anni dai cinquanta agli ottanta, mentre gran parte dei partiti e movimenti socialisti d’Europa progressivamente accettavano e apprezzano la tutela e la sicurezza che la Nato garantiva ai rispettivi paesi, partiti e movimenti comunisti e d’ispirazione comunista avversarono la Nato. Via la Nato dall’Italia e via l’Italia dalla Nato era lo slogan delle manifestazioni e mobilitazioni del Pci. Fino a che (molta acqua era passata sotto in ponti, in particolare l’acqua dell’invasione sovietica prima dell’Ungheria nel ’56 e poi della Cecoslovacchia nel ’68) un segretario del Pci oggi particolarmente amato nel ricordo e particolarmente rimpianto da chi si sente di sinistra davvero (per capirci da chi rimprovera a Renzi di essere destra)…

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Fino a Che Enrico Berlinguer non disse pubblicamente in una famosa intervista (allora i leader politici parlavano per via di intervista una volta l’anno più o meno e un’intervista era davvero un fatto politico, non le dieci dichiarazioni al giorno di oggi) di sentirsi, lui e l’Italia “più al sicuro sotto l’ombrello della Nato”. Già perché la Nato, e cioè soprattutto gli americani, si erano accollati per decenni il peso, il costo e la responsabilità della difesa militare dell’Europa occidentale. Saranno anche stati e lo erano truci militari e tronfi generali, ma le democrazie, i Parlamenti, le libere elezioni, i partiti politici e le libere elezioni in Europa occidentale le difendeva di fatto un solo vero esercito, appunto la Nato.

Ignare e anche volutamente ignare le pubbliche opinioni, in particolare quella italiana, ignorano e preferiscono continuare a ignorare un aspetto molto prosaico e concreto della vicenda. Eccolo: la difesa militare e la deterrenza e sicurezza militari le pubbliche casse del paese le hanno pagare e sostenute molto, molto a sconto. La gran parte del peso economico della Nato è stata ed è sulle spalle degli Usa e per noi la difesa è da sempre poco più che gratis. Va così da talmente tanto tempo che siamo convinti debba andare sempre così per una sorta di legge naturale.

Poi compare un presidente Usa molto tentato, anzi convinto, da forme modernissime dell’antico isolazionismo statunitense. (Per capirci se a governare gli Usa fosse stata la scelta e gli uomini dell’isolazionismo i soldati americani non sarebbero venuti in Europa a combattere né nel 1917 contro il Kaiser e neanche nel 1943 contro Hitler). Trump ha già borbottato che non vuole più spendere dollari per pagare la difesa e la sicurezza agli europei. Se America spende meno per la Nato in Europa, Putin non può che esserne contento. Il processo, la direzione è quella di un indebolimento di fatto della Nato a meno dell’improbabile circostanza di governi ed elettorati europei chje decidano di spendere di più del loro per la loro difesa.

Uno scivolamento, uno slittamento, anzi un notevole smottamento appare anche nell’umore pubblico in Italia. Manlio Di Stefano, che per M5S scrive sul sacro blog che la Nato è “minaccia” che riempie di carri armati l’Europa e che bisogna subito si faccia referendum in Italia per uscire dalla Nato, non è di per sé nessuno. Neanche è M5S per tutto e per sempre perché M5S muta e cangia con gran velocità. Però gli umori anti Nato dei molti Di Stefano dentro e fuori M5S mostrano l’incredibile e stupefacente parabola.

Una volta i comunisti e i “rossi” e un po’ la sinistra tutta era anti Usa e anti Nato e era più o meno filo russa perché a Mosca era nata, anche se sopravviveva malata e a stento, la rivoluzione bolscevica. Fino a che la sinistra europea tutta, anche i comunisti, anche Berlinguer che per esperienza personale sapeva quel che diceva, non prese atto che la Nato era “ombrello” che garantiva e proteggeva.

Ora anti Usa e anti Nato sono Putin e soprattutto tutti gli anti Unione europea di tutta Europa: i Farage, le Le Pen, gli anti Merkel, i Salvini e i grillini. Anti Usa ma pro Trump, pro Putin senza se e senza ma, pronti come il sacro blog ad ospitare scritti in cui i guerrafondai stanno a Washington e Putin è un pacifista incompreso. Ecco, questa è la geografia contemporanea degli schieramenti e relativi valori. Se un’occhiatina alla mappa, alla carta geografica la dessero i non pochi che si ritengono democratici, progressisti, eredi orgogliosi di Berlinguer, di sinistra vera e democratica appunto e che hanno votato M5S…

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