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Partigiano compagno? No, bolla anti Renzi da Papa Smuraglia

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ROMA – Bolla anti Renzi, bolla “papale” emessa dal Papa Anpi Carlo Smuraglia. Che da Papa (neanche tanto contemporaneo) pensa, argomenta, pontifica appunto. Un Papa che indossa i paramenti del “compagno”, che ritiene di essere il depositario se non l’incarnazione dell’autentica e una e una sola verità della Resistenza, che monopolizza e riserva alla sola “chiesa” chiamata Anpi l’ortodossia della lotta partigiana contro i nazifascisti. Un “compagno” talmente immerso nella sua liturgia da voler arruolare in blocco chi combattè e mori partigiano nella odierna battaglia referendaria (e non solo) contro Renzi. Smuraglia, un Papa intollerante e pure prepotente.

Accade infatti che Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) decida in piena libertà e diritto di votare No al referendum dove Renzi vota Sì. L’Anpi, come chiunque altro, ne ha libertà e diritto e ha anche ovviamente il diritto di fare campagna per il No.

Ma…ma la campagna per il No l’Anpi di Smuraglia la vuole andare a fare con dei banchetti propaganda anti Renzi alle feste de l’Unità del partito…di Renzi. Solo una volontà evangelizzatrice similare a quella della Chiesa della Controriforma può spiegare a sostenere questa pretesa. Nessuno mai dà ad altri casa propria come sede per la propaganda contro se stesso. Pretenderlo è prepotenza inaudita.

Ma ecco qui la vocazione “papale” di Smuraglia: il Pd è casa dell’Anpi, usurpata dall’usurpatore Renzi. E chi lo dice? Lo dice il depositario dell’ortodossia, cioè l’Anpi di Smuraglia. Per cui gli infedeli di Renzi (se vogliono la salvezza eterna?) aprano casa loro agli evangelizzatori dell’Anpi.

Forse sarà il caso di non sorvolare sul fatto che all’interno dell’Anpi non tutti sono stati d’accordo con la scelta del No al referendum e relativa campagna. Sono stati zittiti o accompagnati alla porta. Il tutto ovviamente nel rispetto e trionfo del dibattito democratico.

Dibattito democratico o meno di cui a Smuraglia interessa meno che nulla. E’ accaduto ancora che Renzi abbia pubblicamente invitato Smuraglia a un confronto sul Sì o No al referendum. Palco della Festa de l’Unità, Renzi e Smuraglia faccia a faccia, uno spiega e sostiene il Sì, l’altro spiega e sostiene il No e “poi la gente decide e vota come gli pare e…pace”. Così Renzi. Dunque finita? Anpi ha avuto soddisfazione, spazio, confronto ai massimi livelli e con la massima visibilità…

Ma non è questo quel che cerca il tetragono Smuraglia. Ricevuto l’invito emette cupo comunicato: “L’ipotizzato confronto a livello nazionale, del tutto anomalo,con sede, interlocutori e modalità non definite…”. Smuraglia, la sede è la Festa nazionale de l’Unità, l’ha detto, il video è in Rete, l’interlocutore è Renzi, l’ha detto lui, le modalità quelle di un faccia a faccia…Smuraglia, fai a non capire? Sì, Smuraglia la butta in tribuna perché al gioco del confronto non vuol giocare.

Vuole altro gioco c’è scritto nel comunicato “le modalità della presenza dell’Anpi” alle Feste de l’Unità sono quel che Smuraglia vuole. Vuole i suoi banchetti a fare propaganda contro Renzi in casa Pd ad attestare che il vero Pd non è Renzi e i suoi. Vuole i banchetti, i banchi della “vera” fede in casa dell’infedele.

Solo un’avversione di fatto religiosa più che politica può spiegare questa “missione” astiosa di Smuraglia e dell’Anpi. Ok il No al referendum, libera la campagna per il No. Ma la pretesa dei banchetti e lo sdegnoso rifiuto, quasi il rattenuto disprezzo a confrontarsi con il miscredente usurpatore sono la traccia, il segno, il marchio di una cultura intollerante e faziosa che non rende onore ai partigiani.