Blitz quotidiano
powered by aruba

Pensioni: a 60,4 anni o 65,3. Tante eccezioni alla Fornero (66,7)

La foto di di Lucio Fero

Leggi tutti gli articoli di Lucio Fero

ROMA – Pensioni di anzianità a 60, 4 anni e pensioni di vecchiaia a 65,3 anni. Qui e oggi, Italia cinque anni dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, in pensione ci si va a questa età. Inps ha comunicato l’età media effettiva di pensionamento dei lavoratori dipendenti che risulta appunto di 60 anni e 4 mesi se la pensione è di anzianità (cioè espressa dalla somma di anni di contributi versati e anni anagrafici). Oppure di 65 anni e tre mesi se la pensione è di vecchiaia (cioè maturata in primo luogo per dato anagrafico).

La legge Fornero è entrata in vigore quasi cinque anni fa. Le sue disposizioni prevedono che oggi l’età pensionabile sia di 66 anni e 7 mesi e di fatto rendevano quasi impossibili le pensioni di anzianità (quelle allora, ed era il 2011, percepite sotto i 65 anni di età).

Risulta evidente dai dati dell’Inps che dopo quattro anni di applicazioni della legge Fornero (una delle più avversate dalla pubblica opinione) nella realtà della Previdenza e delle pensioni degli italiani ci sono un sacco di eccezioni alla legge Fornero.

Certo non si va più in pensione di fatto tra i 59 e i 60 anni come prima della Fornero (questa gli italiani non la perdonano, erano sicuri, certi della pensione a 60 anni e considerano uno scippo non averla più a quell’età). Certo i 60 anni bisogna varcarli e di molto per andare in pensione.

Ma, numeri Inps alla mano, il racconto popolare e di massa per cui “oramai bisogna avere 70 anni per andare in pensione…” semplicemente è sbagliato. Semplicemente non risponde a verità.

Se la media delle pensioni di vecchiaia è di 65, 3 anni (e non 66 e passa) vuol dire che molti, individui o categorie, a quattro anni dalla Fornero sono riusciti ad andare in pensione prima di quanto ci fosse scritto nella legge Fornero. Per non dire delle pensioni di anzianità che ancora hanno mandato in pensione in media a 60 anni e poco più.

In maniera evidente i dati dicono che per via di percorsi individuali o per deroghe di settore o di categoria o per le mille vie e sentieri parlamentari, sindacali, aziendali un sacco di italiani ce l’hanno fatta a dribblare la Fornero. E un sacco di eccezioni ci sono state alla legge Fornero.

Lo si può considerare un bene, il meritato successo di chi ha evitato l’ingiustizia somma di andare in pensione a 65/66 anni. Oppure lo si può considerare un danno collettivo e una prova provata della porosità delle leggi italiane (soprattutto quelle impopolari). Di certo c’è l’Italia raccontata in ogni dove e lamentata in ogni testa, l’Italia che non va in pensione mai non c’è, non esiste. Anzi quella che andava in pensione a 60 anni e pure prima in qualche modo eroicamente resiste, resiste, resiste…