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Pensioni, sciopero generale anti Tsipras. C’era una volta…

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ROMA – Pensioni, la Grecia è in sciopero. Sciopero generale e massiccio. Generale e duro. Generale e furente. Generale e furioso lo sciopero. Fermi i treni e i traghetti, gli arei e i Tir. Chiusi i benzinai e i Tribunali. In sciopero gli avvocati e i tassisti, i contadini e gli operai. La Grecia sciopera per tenersi le pensioni che ha contro chi vuole cambiargliele.

E chi è quello al governo, il leader contro cui la Grecia sciopera? Un premier della destra moderata ed europeista, messo lì dalla Merkel? No, acqua…Allora un tecnocrate, un “maledetto professore” tipo da noi Mario Monti? No, acqua…Allora un “sinistro” che poi neanche tanto lo è e che fa politiche “di destra”, tipo insomma da noi un Renzi? No, acqua…Allora un tipo Grillo o Salvini andati al potere ma che poi non sanno come trovare i soldi a fine mese per pagarle le pensioni? In fondo è già andata così proprio con Berlusconi…No, ancora acqua…

Allora uno come…come fosse andato al governo Bersani e la Cgil della Camusso gli scioperasse contro inbsieme ai Cobas e al sindacato leghista? Fuochino. Allora uno come Stefano Fassina o Maurizio Landini o a suo tempo Bertinotti diventato presidente del Consiglio e costretto a passare dalla “narrazione” dei diritti acquisiti alla pratica dei diritti reali? Sì, fuoco: quello contro cui la Grecia sciopera è Alexis Tsipras. Lo stesso Tsipras sotto io cui nome in Italia è stata fatta, presentata e votata una lista elettorale. Era più o meno un altro mondo e un’altra Europa con Tsipras, ce ne sono ancora tracce sotto forma di eletti al Parlamento europeo.

Lo stesso Tsipras idolo, bandiera, speranza, leva della sinistra/sinistra che aveva formato “brigate kalimera” per andare in Grecia a sostegno. A sostegno di Tsipras. Lo stesso Tsipras contro cui oggi sindacati, associazioni e lobby unite proclamano e attuano il terzo sciopero generale. Lo stesso Tsipras contro cui oggi si rivolta la Grecia che vuole tenersi le pensioni così come sono.

Già perché Tsipras vuole tagliare quelle alte e anche quelle medie. Ma nella sua legge c’è la pensione minima garantita. E vuole far pagare più contributi e introdurre trattamenti pensionistici uguali per tutti e non differenti per categorie. E vuole poco a poco far andare i greci in pensione più tardi con l’età.

Ad occhio non proprio una cosa reazionaria e di destra, anzi. Anzi alquanto giacobina con quella pensione massima a 2.300 euro e con la pensione garantita a tutti di 384 euro. E dannatamente ovvia nel suo aumentare contributi ed età pensionabile. Ma ora contro Tsipras è grande sciopero. Perché c’era una volta uno Tsipras di sinistra che ora ha tradito? No, perché una parte non piccola dello schieramento che sosteneva Tsipras in Grecia e che innerva le sinistra alternative in Italia è sì popolo. Ma di sinistra ha poco o nulla intesa come riformismo, giustizia ed equità sociale. Non è Tsipras che c’era una volta, è la sinistra che c’era una volta, prima di essere okkupata dalle corporazioni del pubblico impiego, della pubblica spesa e del pubblico spreco.