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Rai specchio d’Italia: è pieno di 10mila al mese senza qualità

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ROMA – Rai specchio d’Italia, è stato scritto, sentenziato, riproposto migliaia  migliaia di volte. Fino a diventare un trito e ritrito farfugliare da convegno minore sociologico/politico. Ma Rai specchio, appena un po’ deformato e deformante dello ethos italico contemporaneo è vero, dannatamente vero.

In Rai è pieno di diecimila euro al mese senza qualità. Diecimila al mese non sono un peccato né morale né mortale. Il denaro non è né lo sterco del diavolo né quello della casta se te lo meriti e te lo guadagni. Quindi non è che diecimila al mese siano troppi o pochi. E’ che in Rai è stato facile afferrarli diecimila al mese o giù di lì ed è facilissimo tenerseli a vita. Afferrarli senza vera qualità e tenerseli senza sopravvenuta qualità.

E’ un giudizio presuntuoso e impietoso ma assolutamente fondato e dimostrabile: intere carriere giornalistiche e dirigenziali, interi elenchi di direttori, vice direttori, capi redattori, conduttori, responsabili di questo e di quello hanno attinto ai diecimila (netti) al mese o lì intorno passeggiano a fine mese perché…Perché non si sa bene. Anzi si sa: perché li prendeva quello prima di me, li prende quello a fianco a me, perché va così, perché una targhetta, un’etichetta, una qualifica garantiscono quei soldi. Eccolo il giudizio presuntuoso ma fondato: nella gran parte dei casi la qualità del lavoro restato valeva e vale la metà, cinquemila al mese.

Ma in Rai moltissimi hanno afferrato, come dire, l’opportunità. L’opportunità di farsi pagare oltre il merito, il prodotto, la qualità. Di farsi pagare a prescindere. Solo in Rai, scandalo Rai? Tutto il paese ha fatto così. I nostri dirigenti pubblici sono di gran lunga i più pagati d’Europa. Come i nostri parlamentari e sindacalisti e consiglieri comunali e regionali. I nostri consigli di amministrazione di aziende pubbliche, semi pubbliche e private sono i più vasti per numero di componenti. La nostra produttività sui luoghi di lavoro è la più bassa. I nostri professionisti appena fino a ieri erano protetti dalle tariffe più alte e dalle mura corporative più alte. Moltissimi hanno colto, come dire, l’opportunità. A suo tempo anche i commercianti colsero l’opportunità del cambio moneta.

Un intero paese (anzi intero proprio no, qualcuno è rimasto fuori, sono tanti, facciamo 10 milioni su sessanta) ha colto l’opportunità di vivere, farsi pagare, frasi proteggere, farsi assistere, garantire al di là, sopra, oltre quanto valesse ciò che il paese produceva in termini di ricchezza. E ora difende questo surplus acquisito con la rabbia di chi sta subendo uno scippo.

E’ questa la Rai ed in fondo è questo anche il paese: pieno di diecimila a mese senza qualità. Nel portafoglio della sua classe dirigente e quindi nella cultura della sua gente.


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