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Referendum, 10 volte Sì. E per spot il Totti di “Rigore!..Pe’ noi”

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ROMA – Referendum, il 4 dicembre data del voto si avvicina e il No resta in testa nei sondaggi sulle intenzioni di voto. Raccontano i giornali che per tentare di recuperare Renzi pensi ad una campagna finale con spot del tipo “Se vince il No Natale con la Casta”, cioè vittoria di quelli di sempre e quelli di sempre. Oppure messaggi del tipo se vince il No te lo saluto lo spread. Affossi il governo? Affossi il portafoglio, anche il tuo. Recupero ardua, rimonta appesa al sottilissimo filo di una massiccia affluenza alle urne.

Ecco qui di seguito comunque 10 volte perché Sì, perché si può votare Sì.

1) Per abbassare lo stipendio dei consiglieri regionali al livello massimo di quello dei sindaci (tradotto in concreto da 8/9 mila netti a fine mese a 5/6 mila netti). C’è nella legge ma chissà perché se lo dimenticano quasi sempre quasi tutti.

2) Per le bugie senza onore dei D’Alema/Bersani. In politica mentire non sempre è peccato. tanto meno cambiare idea. Ma alcuni decenni (decenni!) a sostenere il doppio turno e il ballottaggio come chiave democratica (sì, proprio democratica dicevano) per aprire il sistema politico italiano bloccato e poi andare a raccontare al paese che loro vigilano insonni sulla democrazia minacciata dal doppio turno e del ballottaggio…E poi spiegare sofferenti che loro votano No non perché la riforma, ma perché la riforma più Italicum fa “combinato disposto” e quindi quando Renzi gli dice che ok l’Italicum si cambia, confermare il No perché, letterale, “non si fidano”. Queste non son semplici bugie, sono bugie senza onore, neanche quello della lotta politica dentro lo stesso (stesso?) partito.

3) Perché con il No vincente può arrivare il governo Grillo, perfino nella versione Di Maio. Se vi piace l’idea del governo Grillo (può piacere, eccome) il vostro voto è No. Se il governo Grillo nell’Italia 2017/2018 vi lascia un tantino perplessi (e perplessi può essere parola molto dolce e tenue) allora il vostro voto è Sì.

4) Perché con il No vincente se non è governo Grillo, è governo che molti di voi definirebbero “governo inciucio”. Un governo di un annetto per trovare un accordo sulla legge elettorale con cui votare, accordo obbligato tra i Bersani/D’Alema, i Berlusconi/Brunetta, i Salvini/Meloni, gli Alfano e perché no anche i Sinistra Italiana mente M5S gioca a chiamarsi fuori.

5) Perché c’è una Associazione nazionale Partigiani d’Italia che si è fatta setta intollerante e che cova odio fino al delirio. Un’Anpi dove puoi trovare in piazza a Latina un dirigente che proclama alla tv “Renzi è peggio del Duce” mentre lui sta manifestando contro l’obiettivo comune. Comune a quelli di Forza Nuova che stanno sul marciapiede di fronte. Un’Anpi che non rinnova la tessera a chi fa propganda per il Sì, un’Anpi cui capita di mettere in rete il “Bordello Leopolda” dove Renzi e la Boschi si vendono semi a tariffario.

6) Perché il No è un grande e forte dispetto…alla moglie. E ognuno, richiamando alla mente il detto popolare, intenda.

7) Perché Berlusconi, Monti, D’Alema, De Mita testimonial de No di cui guerrieri Salvini e Grillo qualcosa sulla vera natura del No dovrebbe suggerirla anche al più candido degli elettori. Magari un dubbietto, una domandina sul carattere rivoluzionario de No. Se è certo un “vaffa” come dice Grillo è un “vaffa” a salve.

8) Perché se è No, diciamola tutta, è Mai. Mai una riforma né ora né mai più.

9) Per fare un dispetto ai sondaggi, ultimamente capita spesso.

10) Perché il No ha un sacco, proprio un sacco, di motivi. Ma pochissime e deboli ragioni.

E come spot per il Sì andrebbe preso il Totti dello spot in cui recita la parte del politico che comizia: “Bisogna partire con il piede giusto” e mostra il suo. Poi aggiunge “Creeremo 80mila posti…allo stadio”. Quindi conclude: “Rigore!” e la platea mugugna ma subito aggiunge ancora “Pe’ noi”. Ecco i politici per il No sono veramente come quel Totti finto.