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Referendum, la sinistra immorale del No

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ROMA – Referendum, votare No si può. Ci mancherebbe. Si può e ci sono ragioni per votare No. Molti trovano ragioni per votare No. Alcune buone, altre meno. Ma c’è una ragione immorale per votare No. Immorale è la parola giusta, altra non ce n’è. Ed è immorale la ragione del No della sinistra D’Alema, Cgil, Anpi e via enumerando i “compagni a difesa della Costituzione più bella che c’è”.

Immorale è infatti un pubblico agire che così si forma e manifesta. Stazione prima, prima stazione mentale della sinistra immorale del No: Renzi è per il Sì, Renzi è il Sì. Seconda stazione: abbatti il Sì, abbatti Renzi. Terza stazione: quindi viva il No. Anche se è No a quello che da 30 anni tu stessa sinistra “compagna” hai detto in Congressi e programmi e Parlamenti che faceva bene all’Italia? Anche, chi se ne frega. E’ questa l’immoralità, non certo il votare No.

Che faccia campagna per il No M5S o la Lega, Salvini o la Meloni o Brunetta non solo ci sta, è ovvio e doveroso. E anche che provino ad approfittare dell’identificazione tra il Sì e Renzi stesso. Loro come ogni opposizione hanno il diritto-dovere di provare ad usare ogni strumento per far cadere il governo, anzi cancellare Renzi dalla politica. Certo, Forza Italia la riforma che oggi boccia con un No l’ha votata. Certo, se M5S collaborasse a rifare la Costituzione invece che gridare sempre al “mamma li turchi…”. Ma sono nel pieno diritto politico di fare altrimenti. Non violano nessuna etica civile praticando la loro incoerenza o disinteresse astuto.

Ma così non è per la sinistra del No. E non parliamo della sinistra che ama chiamarsi alternativa, insomma Rifondazione Comunista e i suoi discendenti e reincarnazioni e tutta quella galassia di asteroidi minimi ma rocciosi che sempre hanno detto riforma uguale trucco del capitale.

No, parliamo di chi per tre decenni tre a varie riprese ha predicato che il doppio turno di ballottaggio era il meglio della democrazia elettorale. E che ora scopre che il doppio turno di ballottaggio è la culla e il trampolino della dittatura. Parliamo di chi per tre decenni ha predicato l’abolizione del Senato come seconda Camera legiferante e oggi predica l’abolizione del Senato come seconda Camera legiferante come pugnalata alle spalle della libertà. Parliamo di chi da tre decenni indica nel rafforzamento dei poteri del governo una condizione di modernità e oggi indica nel rafforzamento dei poteri del governo il grimaldello della dittatura. Parliamo di chi da 30 anni ha cercato la forma migliore di legge elettorale maggioritaria e oggi bolla come sfregio alla rappresentanza popolare le leggi elettorali maggioritarie. Parliamo di chi da 30 anni analizza e indica i danni della proporzionale e oggi la proporzionale rivuole come baluardo anti regime.

Parliamo dei D’Alema, uno per tutti. Ma sono tanti. Parliamo della sinistra Pd, della Cgil, dell’Anpi, dei Comitati per il No fatti da questa sinistra. Non è che hanno cambiato radicalmente idea su legge elettorale, Costituzione, bicameralismo, istituzioni. E comunque l’avessero fatto con tale radicalità avrebbero almeno perso una qualche cedibilità, sarebbe per loro almeno civilmente educato e rispettoso avvertire: scusate, ci eravamo sbagliati. Non  non hanno cambiato idea e comunque ambiare idea non è immorale.

Immorale in politica non è neanche agire per secondi fini, per vendetta, per abbattere il nemico. La sinistra Pd considera Renzi tiranno e soprattutto usurpatore. Lo vuole cacciare, ne ha fatto missione. Nulla di immorale. E neanche immorale, magari infantile a 67 anni suonati, è la rabbia personale di D’Alema contro Renzi per una nomina attesa e mancata, quella del posto della Mogherini. Magari uno si stupisce che tanta scienza, cultura, esperienza…finiscano in stizza indomabile.

Immorale è posporre, sacrificare quel che si sa, si pensa, si è scritto e votato come buono e utile per la cosa pubblica, sacrificare appunto la “res publica” alla missione dell’abbattere il tuo nemico. Immorale è ammantare la missione dell’abbattere Renzi (cosa legittima eccome) come mobilitazione pro democrazia e libertà.

Questo è immorale e tanta immoralità la può ben misurare chi per decenni li ha sentiti dire e li ha visti operare a favore delle cose che sono nella riforma. E’ il  loroNo che è immorale non il No al referendum. Immorale perché è l’eterno No dei sepolcri imbiancati.