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Renzi ammette botta. Di Maio fa “ciaone”. Salvini ola a M5S

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ROMA – Matteo Renzi ammette la botta: “Non sono di quelli con il sorriso d’ordinanza, non dico abbiamo vinto. Anzi a Napoli è andata malissimo e proporrò di commissionare il Pd in quella città”. Il capo del governo e segretario del Pd ha davanti a sé l’inaspettato e pericoloso ballottaggio a Torino tra Fassino e l’Appendino, il fastidioso ballottaggio a Bologna tra il Pd e la Lega, la moneta da gettare in aria e chissà come cade del ballottaggio a Milano tra Sala e Parisi e la missione impossibile di Giachetti a Roma nel rincorrere la Raggi. Quattro ballottaggi di cui uno praticamente perso in partenza, ma soprattutto la sensazione, anzi la nozione, che rinforzi e aiuti ne arriveranno pochi. Anzi, più che attendere un arrivano i nostri” al secondo turno Renzi e il Pd devono guardarsi da un assedio che si stringe.

Chi ha votato Lega o Meloni ben difficilmente voterà al ballottaggio per il candidato Pd, meno difficile vada a votare il candidato M5S a dispetto di Renzi. A Roma può arrivare qualche briciola di votanti Marchini, pochissima roba. Fassino, Merola e Sala devono farcela da soli. Anche un’intesa, tutt’altro che facile, con gli Airaudo, Fassina, Rizzo non sarebbe di gran soccorso, le liste “rosse” hanno elettoralmente solo gli occhi per piangere, i loro elettori potenziali votano M5S insieme ad elettori che furono di An, Pd…

Renzi ammette la botta, anche perché il danno è evidente e sarebbe ridicolo negarlo: al Pd non è andata bene e rischia di andare peggio. Se gli va al meglio possibile Renzi salva il salvabile: Torino, Milano, Bologna. Ma se ne perde una delle tre è chiara e netta sconfitta.

Quelli cui invece è andata bene non si tengono né si contengono. Luigi di Maio intona e invia un “Ciaone” all’indirizzo di Renzi premier per lo meno prematuro nei tempi. Insomma di Maio esagera e spacconeggia sia per esigenze di copione sia per effettiva ebbrezza da successo. Oggi un ballottaggio nazionale Renzi-M5S è un’incognita e questo è già gran successo per M5S. Ma incognita vuol dire incognita, di Maio vende la pelle dell’orso avendo catturato…un cervo.

A Salvini tanto bene non è andata: i candidati “suoi” sono fuori gioco o impegnati in mission impossible come a Bologna. Il candidato di centro destra che può farcela, Parisi a Milano, proprio “suo” non è, è un moderato conservatore di quelli che a Salvini fanno venire le bolle. Però Salvini ha spezzato le reni a Marchini, sai che impresa. In mancanza di trofei personali, dalle tribune Salvini fa la ola a M5S: “Sono anti sistema e anti cricca Europa”.