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Renzi antipatico, per questo perde? Sostiene Ferilli…

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ROMA – Renzi è antipatico, è notizia consolidata e ufficiale. Antipatico alla gente e anche uomini e donne dello spettacolo (l’asse Dario Fo-Sabrina Ferilli) e anche allo storytelling dell’informazione (da Mentana alla Berlinguer) e anche a grandi giornalisti (Scalfari) e anche a zia Peppina, nonno Peppe…Per non parlare dei giovani che Renzi l’hanno proprio sullo stomaco.

Leggero, impalpabile e per iniziati è il dibattito se Renzi antipatico sia stato di suo fin dall’inizio e quindi la sua antipatia si sia ineluttabilmente svelata dopo iniziale copertura furbetta, oppure se antipatico sia diventato a seguito di clamorosi errori negli ultimi due anni. L’uovo o la gallina? Come che sia, antipatico resta.

Tra giornalisti e, si fa per dire, politologi (insomma quelli che vanno in tv a dire banalità nel migliore dei casi o che più gravemente, nel senso di pesantezza, le stesse banalità senza peso scrivono sulla carta stampata) va forte l’argomento secondo cui Renzi è antipatico perché si è circondato del “giglio magico”, cioè solo degli amici suoi. La gente, i milioni e milioni di italiani cui Renzi sta antipatico, non sanno nemmeno cosa è il “giglio magico” né chi ne fa parte. E Berlusconi ai tempi suoi non perse un microgrammo di simpatie popolari nonostante si circondasse di…(i “nani e ballerine del tempo di Craxi sarebbero un complimento rispetto al cerchio intorno a Berlusconi ai tempi belli).

Questa del “giglio magico” è una di quelle cose che i giornalisti e i politologi inventano e poi se ne innamorano e decidono quindi sia reale. Renzi è antipatico non certo perché dà più retta a Luca Lotti che a Graziano Del Rio.

Sostiene D’Alema che Renzi è cretino. Sostiene Bersani che Renzi è sordo. Sostiene Ferilli che Renzi è Berlusconi senza il contatto con la realtà (per la Ferilli analista politica Brexit o Riforma Costituzionale sono entità astratte, inconsistenti). A tutti e tre Renzi sta antipatico assai. D’Alema lo accusa di “rottamare milioni di voti che erano del Pd”(con l’ausilio di qualche bugia, tipo lo stupore dalemiano per il Pd forte ai Parioli e a Prati e debole in periferia a Roma, è così da decenni e il “popolo” a Roma ha sempre votato allegramente Msi o An). E D’Alema investe Renzi con il seguente argomento definitivo: crede di essere Blair, “ma Blair era intelligente”. Sottinteso, Renzi è cretino. In asse Bersani e la Ferilli intimano a Renzi di ascoltare e dialogare, ascoltare la gente e dialogare con la gente. Già, ma che si fa se la gente italica vuole come diritto naturale scippato andare in pensione a 60 anni? Bersani, Ferilli non dicono, però attestano: Renzi antipatico perché arrogante.

Ovviamente quelli M5S Renzi non lo sopportano e così neanche i Brunetta e i Salvini. Ma anche alle Camusso e Landini Renzi sta anche personalmente sulle scatole. E a un sacco di rap e cantautori, a più di un conduttore televisivo, ai bagnini, ai posteggiatori abusivi e non, ai bancarellari, ai vigili, ai prof, ai commercianti, agli autisti di bus, agli utenti di bus, a quelli che “morte ai rossi”, a quelli che “una volta eravamo rossi…”. Come fa Renzi a stare antipatico a moltissimi, ai più, perfino a molti di quelli che lo votano?

La gota pienotta, troppo, subliminalmente una giovinezza cascante . L’aria da saputello, però spesso solo l’aria. L’ostentata astuzia, non l’astuzia che piacerebbe. Ma lui la ostenta con fare provinciale. La troppa propaganda sulle magnifiche e progressive sorti dell’Italia “se fa l’Italia”, quindi la gassosità della sua analisi e lettura dell’Italia stessa. E la narrata burbanzosità sbrigativa (in Italia però, paese dei “tavoli” di discussione eterna, può semplicemente significare la voglia di decidere). Chi lo sa perché, certo è che antipatico è.

Forse antipatico anche perché tranne quello della presunzione politica non gli si conoscono vizi privati e neanche storie tese di qualunque natura e questo, si sa, in un paese contro riformista (la contro riforma del Concilio di Trento) insospettisce e mal dispone.

Antipatico, ma è per questo che perde le elezioni? Per questo quell’elettore ex Pd e oggi passato alla Raggi dichiarava in piazza a Roma di volerlo “prendere a pizze” (che non sono a Roma da mangiare ma sono mani si appoggiano con violenza sulla faccia)? E la gente annuiva…

Saranno, sono non pochi tra giornalisti, politologi e anche politici e anche gente comune a sostenere che sì, perde perché è antipatico. Anzi sono i più che declineranno il come e il quanto Renzi dovrebbe dismettere la sua naturale propensione ad essere antipatico: ascolti, medi, tratti, cambi, dialoghi…I più e i più autorevoli. Ma si sbagliano tutti.

Un leader politico, chiunque esso sia, può esaltare o limare i processi, i fatti politici, storici e sociali dentro i quali vive e opera. Non può invertirli, sopprimerli. Un laeder riformista, se è simpatico e le indovina tutte viene votato e vince se il paese che governa o vuole governare ha voglia e capacità di produrre ricchezza, mutamento, perfino rischio. Se invece il paese vive nel terrore della consunzione della ricchezza acquisita, soffre il mutamento come sopruso e ha orrore e schifo del rischio, puoi essere simpatico quanto vuoi ma o fai quel che il paese reclama o non ti votano.

Se il paese stravota per M5S che ha in caldo referendum per uscire dall’euro, se il paese promette di sentirsi più al sicuro nelle sue rendite con una moneta nazionale…

Se il paese stravota per M5S che prende in esame il default, il rifiuto di pagare quote del debito pubblico come soluzione al debito pubblico, se il paese quindi rifiuta sdegnoso e irato la questione del come e dove smettere di far debito…

Se il paese stravota M5S che ha in programma di chiudere Equitalia e di organizzare su base locale la riscossione, se il paese vuole raddrizzare il legno storto del fisco italiano (molti pagano troppo, troppi pagani niente) facendone un falò delle tasse (a quando il referendum sulle tasse?)…

Se il paese vive come sopruso e violenza andare in pensione a 66 anni e starci in pensione 15/20 anni e ritiene suo diritto andarci a 60 anni e starci un quarto di secolo…

Se il paese ritiene la via giusta al posto di lavoro sia l’anzianità di precariato, se il paese che si è mangiato pane e companatico ritiene di essere stato affamato, se il paese è sempre più abitato da auto nominatesi guardie a cinque stelle in eterno corteo vigilante sul web…

Se un paese che da un quarto di secolo cambia e smonta senza smettere ceto e sistema politico e continua a invocare cambio senza accorgersi e domandarsi come accada, cosa sia questo cambio che genera solo bisogno ancora di cambio…

Se il paese è così, e così è, l’antipatico Renzi di suo nella sconfitta subita (e in quelle che verranno) ci ha messo solo il non aver capito come in realtà il paese è. Un paese in cui, tra l’altro, sostiene Ferilli…