Lucio Fero

Renzi colpito e affondato. Tempesta perfetta, senza scampo

Renzi colpito e affondato. Tempesta perfetta, senza scampo

Renzi colpito e affondato. Tempesta perfetta, senza scampo

ROMA – Renzi è colpito, colpito forte, al di là della sua possibile resistenza. Colpito e affondato nei fatti, il suo futuro politico non ha rotta praticabile. Su Renzi una tempesta perfetta, che non gli dà scampo.

L’onda giudiziaria che monta e sovrasta: il padre Tiziano Renzi, l’alleato politico Denis Verdini, lo stretto collaboratore e ministro Luca Lotti. Tutti associati a vario titolo nelle cronache, racconti, sospetti, indagini a parole quali tangenti, appalti, spartizione di soldi pubblici, mercato dei favori.

Se è vero, se ci sono colpevoli, allora schianta, polverizza, spiana. Se è falso, se ci sono innocenti e tutti innocenti, comunque smonta, spegne, scaccia. L’onda giudiziaria diranno i magistrati se nasce, corre e travolge nasce realmente dalla corruzione. Anche così non fosse, anche non ci fosse alla fine reale corruzione, l’onda è già troppo forte, basta ad affondare. Non è una previsione, è una constatazione.Che ha abbondanti contro prove nella storia politico-giudiziaria degli ultimi anni e decenni.

L’uragano politico che scoperchia ogni casa e cosa intorno a Renzi. Ha contro, è il bersaglio principale delle forze cosiddette anti sistema, ha contro Salvini e Grillo. Grillo e Salvini che vogliono la sua testa politica. Ha contro la destra non sovranista, o quel che ne resta, insomma Forza Italia e Berlusconi. Ha contro la sinistra, tutte le varie sinistre che su una sola cosa concordano: eliminare Renzi.

Ha contro l’anti sistema e…il sistema. Ha contro antipatie accumulate da varie caste unite nell’intento di fargliela pagare (così il prossimo al posto suo impara e non ripete l’errore di dare fastidio). Ha contro la gran parte dell’opinione pubblica, l’elettorato, la sconfitta, anzi la disfatta del referendum.

E pure dentro il Pd che sarebbe suo dopo la scissione ogni giorno aumentano i contro di lui, i dubbiosi su di lui. Al punto che non sarebbe una sorpresa così clamorosa dovesse perdere o vincere di misura le primarie Pd. E anche le vincesse le primarie Pd di aprile (ogni giorno gli lima il consenso pure dentro il partito), anche dovesse essere rieletto segretario, non sarebbe, non è più spendibile per un ruolo di premier di un futuro governo.

Tempesta perfetta, colpito e affondato, senza scampo. Gli resta la resa, se può e se sa, la vita privata.

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