Lucio Fero

Roma, la Raggi anti buche: “Andate a 10 all’ora”

Roma, la Raggi anti buche: "Andate a 10 all'ora"

Roma, la Raggi anti buche: “Andate a 10 all’ora” (foto d’archivio Ansa)

ROMA- Roma, si sa, è la discussa capitale dell’intero paese (molti non la amano e spesso di capitale ha solo l’insegna e non la sostanza) ma di certo è la capitale della nuova politica, la politica nuova, nuovissima, diversa e alternativa. Non è forse Virginia Raggi la sindaca di Roma e non è forse Virginia Raggi esponente e prodotto di M5S e M5S non è forse la politica antitetica a tutto quello che c’era prima? Di essere la nuova e diversa e antitetica politica Raggi e Grillo e Di Maio e tutto M5S ne fanno un vanto, una bandiera, una ragion d’essere, una missione.

Ecco dunque che la nuova politica a Roma si è imbattuta in un problema molto vecchio. Molto vecchio e molto grande. E, è il caso di dirlo, assai terra terra. Il problema è che le strade di Roma sono piene di buche, avvallamenti, asfalto dissestato, trappole per chi va in auto, moto…e anche, se non sta attento, per chi va a piedi. Chi non ha visto non può credere. Le strade di Roma hanno buche di ogni tipo e formato in misura e quantità che letteralmente non trovi in Africa o in Sud America. Ovviamente qualcosa del genere che è norma a Roma non la trovi, neanche se la immaginano in Europa o Nord America.

Migliaia, decine di migliaia di punti di asfalto sconnessi su cui guidare e muoversi è arduo e pericoloso, a Roma l’automobilista o lo scooterista medio quotidianamente fa un po’ di rally. E spesso casca e si fa male. Molto più spesso ci rimette una gomma o un cerchione. Qualche volta “sbatte”. D’inverno poi la buca diventa pozza e quindi si sbanda pure. E’ così ovunque, in centro, in periferia, in semi periferia, sui colli e a valle.

Nota giustamente Mattia Feltri su La Stampa che la vecchia politica che faceva con le buche delle strade di Roma? Le riempiva, le riparava. Magari male perché le riparazioni erano quasi sempre una “pezza” di asfalto che poi si riscollava. Sembrava proprio che le riparazioni delle buche fossero fatte a regola d’arte per portare proprio le riparazioni ad essere…riparate. Insomma si andava di appalti sicuri e mazzette probabili che era un piacere e una giostra. Insomma la vecchia politica le buche le riparava e sopra ci mangiava e faceva mangiare.

La nuova politica no, giammai, questo non lo fa. Cosa non fa? Tutto non fa. Per evitare giostra appalti e mazzette le buche non le ripara (è la linea Olimpiadi ma è un po’ tutta la cifra di governo M5S, mai decidere, scegliere e fare davvero, che dietro ogni scelta e decisione e azione concreta c’è in agguato la speculazione, la corruzione…).

L’Amministrazione Raggi le buche non la ripara (anche se di quando in quando la sindaca annuncia che “stanno lavorando a un piano…”). Deve essere lo stesso piano “cui stanno lavorando” per i rifiuti che abitano stabilmente le strade di Roma insieme alla buche. Le buche non le ripara ma…

Ma sono apparsi simpatici e risolutivi cartelli su alcune strade di Roma che ordinano ad automobilisti e motociclisti di non superare la velocità di 30 chilometri l’ora e in alcuni punti e snodo la velocità di 10 chilometri l’ora. E’ questa la risposta della nuova politica al problema buche: andate piano, molto piano, quasi fermi.

Giocando sul paradosso Mattia Feltri osserva che portando a zero chilometri la velocità consentita si compie il miracolo di governo di risolvere il problema del traffico. E che la logica per cui la risposta alla strada dissestata è il muovetevi al rallentatore equivale a consigliare a chi paga troppe tasse di guadagnare di meno, oppure a chi teme la malasanità di restare in salute o ancora, sempre per restare a Roma, di prendere due piccioni con una fava: “ratti ai rom”. Incaricare i rom di un lavoro socialmente utile: mangiare i ratti e così si affrontano due emergenze.

Feltri lavora di amarissima ironia e usa il paradosso. Ma non è paradosso anzi è realtà, anzi ideologia quella del “non fare perché come fai sbagli” della nuova politica. Ideologia che concorrono a formare una robusta dose di anti modernismo, una ancora più robusta dose di arcaismo nei valori e cultura, abbondanti porzioni di non competenze di base e in ogni disciplina e scienza e infine un più terra-terra fattore politico. E il fattore politico è che M5S è tante e tali di umori, voglie, rancori, odi, simpatie, luoghi comuni, pensieri di gente che se un sindaco o un garante o un direttorio (o domani un ministro o un premier) ne sceglie uno e ne fa azione di governo, sempre dentro M5S ci sarà qualcuno che si dispiace e molto.

Allora disfare il mal fatto ma non fare nulla che fare è pericoloso (e poi, chi lo sa fare?) è la cifra dell’essere e del governare M5S. Grillo lo sa, lo sa talmente che lo ripete ogni giorno: mai e poi mai allearsi con nessuno, ci si inquina. E quindi, coerentemente, M5S a Roma non vuol farsi inquinare magari da appalti per riparare le buche. La linea Raggi è: andate a 10 all’ora e prendetevela (in eterno) con quelli di prima. Vale per le buche di Roma, vale per il paese intero.

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