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Roma: Tavolino Selvaggio vince. Tar Tribunali delle cause storte

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ROMA – Tavolino selvaggio vince in aula e a Roma bar e ristoranti del centro potranno reimpadronirsi, riprendersi quanta parte di piazze e strade pare e piace ai loro gestori. Con il timbro della legge, anzi con buonissima sentenza del Tar del Lazio, chi si era allargato con le sue sedie e tavoli e gazebo e stufe sulla strada e sulla piazza pubblica a misura del suo budget e delle sue voglie, potrà continuare a farlo dopo aver subito l’ingiustizia del restringimento coatto. Coatto e illegale, perpetrato non a fil di codice da pericolosi soggetti quali il Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Roma e la Regione Lazio.

I pensosi e vigilanti giudici del Tar cui Tavolino Selvaggio era puntualmente ricorso per vedere riconosciuti i suoi diritti a fare come gli pare, hanno sentenziato che la revoca delle autorizzazioni e la marcia indietro di tavoli e sede e gazebo e stufe e tettoie dal suolo pubblico non s’aveva e non s’ha da fare. Perché? Ma come perché, ma che domanda! Manca secondo Il Tar “l’intesa tra l’Autorità statale e le Autorità Territoriali nell’adozione della misura del divieto di occupazione…Il Ministero ha interferito sull’organizzazione del Centro Storico senza coinvolgere le locali autorità…esorbitando alle competenze del Ministero stesso, inerenti alla sola tutela del bene culturale…”.

Bonissima sentenza, non c’è dubbio. Basata sull’assenza di intesa, accordo, tra Ministero dei Beni Culturali (si faccia i fatti suoi, il panorama urbano di Roma non è cultura) e Comune, Regione e autorità locali. Dunque Comune e Regione erano contro la ritirata di tavolino Selvaggio…Neanche per sogno. La mancanza di intesa, l’intesa mancata che il Tar scova è quella burocratica e formale, hanno trovato un pezzo di carta che mancava e forte è la sensazione che abbiano trovato quello che cercavano (un pezzo di carta mancante in Italia c’è sempre).

Questa la fredda cronaca dell’ultima del Tar del Lazio. Sentenza formalmente corretta a punire inadempienza formale. Risultato: vince Tavolino Selvaggio, perde Interesse Pubblico. Ma questo ai giudici dei Tribunali Amministrativi Regionali non deve interessare, a loro giustamente deve interessare solo codice e codicilli. Applicano la legge, chiunque ci guadagni o ci rimetta. Se non fosse che da anni e anni ormai i Tar in Italia, mica solo quello del Lazio, sono il porto sicuro cui si rivolgono e cui approdano tutte la cause storte. Qualunque interesse di lobby o di sindacato di blocco o di boicottaggio di un interesse generale va ai Tar per fermare l’interesse generale. Interesse generale che i Tar regolarmente fermano.

E’ successo troppe volte per essere casuale, troppe volte anche per essere solo rigoroso rispetto del formalismo giuridico, quella dell’essere dalla parte di ogni Tavolino Selvaggio contro ogni Ministero (magari anche con l’ausilio di scaltro cavillo) sembra ormai essere una compiuta vocazione.