Lucio Fero

“Rossi” da Togliatti a Berlinguer (Bianca): diceva Marx della farsa…

"Rossi" da Togliatti a Berlinguer (Bianca): diceva Marx della farsa...

“Rossi” da Togliatti a Berlinguer (Bianca): diceva Marx della farsa…

ROMA – “Rossi” come un tempo o quasi, insomma non proprio come quando eravamo Pci, ma non più questo “destro” di Renzi che non è neanche Blair (che era “destro pure lui eccome) ed è soltanto un pupazzo, un punta spilli di sconfitte (oltre che di tradimenti dei cari vecchi valori, abitudini, tabù). “Rossi” come un tempo o quasi e se non si può nel Pd, se non possiamo riprenderci il Pd (magari con le “carte bollate” nuova via al socialismo secondo il compagno-magistrato-governatore Michele Emiliano), allora ci facciamo noi un bel partito “rosso” come un tempo…o quasi.

E ci mettiamo dentro quelli che ieri erano nel Pd e se ne sono andati. Sì, certi i compagni Fassina e D’Attorre. Però, lo sappiamo anche se non va detto, con questi cari compagni ci fai la zuppa. Nel nuovo partito “rosso” come un tempo o quasi ci mettiamo gli elettori che a milioni non votano Renzi, i milioni di elettori “nostri” che non votano Renzi, che non l’hanno votato alle amministrative di giugno 2016 e al referendum dicembre 2016, le date del nostro nuovo inizio.

E poi ci mettiamo dentro la gran parte di quelli di Sinistra Italiana che, se ci siamo noi, che ci stanno a fare tutti loro laggiù in un cantuccio eternamente con il muso lungo? Certo non verranno proprio tutti, ma vedrai che sarà una bella e tenera e commovente e pugnace rimpatriata con tanti cari compagni. E ci sarà la Cgil e ci sarà l’Anpi. E vedrete ci saranno anche tanti comitati di base e di quartiere e di fabbrica…di fabbrica magari no che di fabbriche ce n’è poche e lì tira aria di Lega o M5S. Però comitati di prof e di lavoratori del pubblico impiego non mancheranno.

E il programma di noi “rossi” come un tempo o quasi sarà…Sì, d’accordo: abbattere Renzi. Basterebbe quesllo come missione storica (e anche per darci soddisfazione personale). Però bisogna metterci qualcosa d’altro nel programma. Un’analisi di fase sul capitalismo che divora se stesso, ecco. Quindi un nuovo anti capitalismo. Moderno, ma anticapitalismo. Quindi Europa unità sì certo ma critica del capitalismo, almeno quello finanziario. E certamente redistribuzione della ricchezza. In concreto? In concreto qualcosa di assolutamente nuovo che sommi il gran sogno nascosto della Cgil (tutti in pensione) con la grande promessa M5S (stipendio a tutti quelli che non sono in pensione). Dirla così è un po’ rozza, ma ci lavoreremo.

Il partito “rosso” come un tempo o quasi si opporrà ovviamente a Trump e Putin ma anche a Merkel e Draghi, sarà anti Brexit ma anche anti cessioni di sovranità fiscale o di qualunque cosa che sia. Sarà baluardo della Costituzione…e delle pensioni e delle assunzioni pubbliche, del pubblico deficit e debito e della riduzione di entrambi, dei governi e autonomie regionali e della loro riforma, sarà….partito di lotta e di governo! No, questa già sentita, non si può ridire.

E soprattutto, vedrete cari compagni, impediremo “inciucione”, cioè governo Pd-Forza Italia. Impediremo governo Pd-Forza Italia e bloccheremo ogni possibilità di nascita di un governo M5S-Lega. Come faremo? Creando le condizioni per un governo…dell’Ulivo, sì, insomma per ora chiamiamolo così, anche se ‘sta storia dell’Ulivo ha fatto un po’ la muffa.

Qualcuno laggiù chiede e come lo facciamo questo governo…dell’Ulivo? Che pignoleria e mancanza di visione. Primo, votiamo il più tardi possibile e teniamo al governo Gentiloni che poi magari il prezzo elettorale di un anno ancora lo paga il Pd, mica noi. Poi andiamo al voto con una legge proporzionale sì ma, insomma uffa, vedrete che prendiamo un dieci, magari un quindici per cento del voti e nessuno potrà escluderci da nessun tavolo e commissione parlamentare. Con quel dieci per cento con chi ci alleiamo per fare governo…dell’Ulivo? Forse col Pd, magari anche con centristi vari, se ci siamo noi, se ci sono io, non è “inciucione”, neanche “inciucetto”. Magari viene pure qualche M5S, invitato da Bersani.

Dimenticavo, ovviamente nel partito “rosso” come un tempo o quasi viene anche Bersani con annesso Gotor e viene Speranza e viene “l’osso” di quella che Bersani chiama “la ditta”. Certo, ci serve un leader, anzi un leader no perché, insomma, chi pensa e ragiona per tutti e la vede lunga e giusta, insomma la mente c’è e modestamente…

Però ci serve una figura, un qualcuno, una personalità, insomma un volto, un candidato premier (tranquilli sarà sempre candidato, il premier non lo farà mai). E chi potrebbe essere? Ci sarebbe appunto Emiliano governatore della Puglia, il compagno Michele che non sta nella pelle alla sola idea e si candida bussicchiando ogni giorno. Però è troppo magistrato, nella testa. Alquanto tetragono e massiccio, nel pensiero.

Meglio, molto meglio un Berlinguer. Hai visto, avete visto, guardate compagni che nome vi ho tirato fuori. Un Berlinguer, anzi una Berlinguer, Bianca. Certo, per me è una sorta di nemesi storica, con la stima che ho sempre avuto per i giornalisti…Guarda che prova mi doveva forgiare, proprio per me, la storia. Una giornalista! Orrore, eppur va fatto. Bianca Berlinguer è perfetta. Ha il nome, ha l’immagine, per il nostro popolo è cool. Ed ha pure le competenze: politiche e amministrative nessuna. Perfetta.

Mi arriva notizia che qualcuno a proposito del progetto fin qui sommamente esposto si è scioccamente divertito a commentare con un “Da Togliatti a Berlinguer (Bianca), cioè il vecchio Marx che diceva che la seconda volta la vicenda si replicava sotto forma di farsa”. Deve essere uno stolto, noi questa del parttito “rosso come un tempo o quasi” non è la seconda volta ma sarà la quindicesima almeno che la replichiamo. E poi deve essere un renziano e…ho detto tutto. Non proseguo oltre e se qualcosa non è autoevidente in quel che vedo e prevedo, molto è perché voi non capite, un po’ può essere perché talvolta anche Omero dorme (lo dico in italiano perché ormai il ceto dirigente il latino non lo capisce più). Sveglia, Omero sono io.

(Frammenti di appunti trovati o immaginati in un cestino appallottolati a forma di origami, il cestino era nella sala a Via dei Frentani a Roma e si era riempito di quei fogli piegati e sminuzzati dopo l’appassionato e appassionante discorso di Massimo D’Alema, leader maximo dei futuri “rossi come un tempo…o quasi”).

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