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Sindaca Madrid fa sfilare Re Magi donne…barbute. Podemos!?

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ROMA – Se n’è accorto Paolo Mieli che ne dà conto sul Corriere della Sera e che  queste cose è attento. Attento, preciso e acuto. Racconta Mieli che il sindaco di Madrid, la signora Manuela Carmena, dopo essersi battuta con successo perché il presepe municipale fosse quest’anno il più piccolo possibile e dopo aver ottenuto la pubblica celebrazione di un natale ufficiale con tamburi africani, poesie serbe e musiche palestinesi, per la Befana, per il giorno, anzi per la notte che precede l’Epifania, ha prodotto il massimo immaginabile del “politicamente corretto”. Il massimo e oltre.

Dunque sfileranno i Re Magi ma, in nome del “riequilibrio dei rapporti tra uomo e donna (parole del sindaco donna), i Re Magi saranno donne. Donne però con barba, donne barbute come si attiene all’iconografia classica, rivista però con le lenti (deformanti) del socialmente e politicamente corretto. I Re Magi saranno dunque stasera a Madrid altrettante Conchita Wurst. Anzi no, Baldassarre sarà donna e basta, senza barba. Forse perché essendo Baldassarre nero mettergli la barba era attacco alla “negritudine”? Chissà.

Giustamente Mieli rileva che presepe piccolo, Natale multietnico e via andando a Madrid, o almeno nella testa del sindaco Carmena, nascono non da uno scontro politico/ideologico su identità nazionale, immigrazione e via discorrendo. Non sono insomma la discutibile reazione a un Salvini spagnolo. No, nella testa del sindaco Carmena c’è l’ossessione del “politicamente corretto”, cioè del dovere civile di tener conto e far di legge di ogni suscettibilità, ogni pretesa, ogni ubbia, anche la più strampalata. Purché sia avanzata a nome di un “gruppo sociale”. Per cui, a nome del genere femminile, ecco i Re magi donne barbute.

Non è sola il sindaco di Madrid in questa lotta dura e pura sotto le insegne del ridicolo. Ridicolo che diventa prepotenza, vittimismo che si fa prevaricazione. Negli Usa sono innumerevoli i casi di proteste contro i classici della letteratura, della cinematografia, della filosofia, dell’arte perché “offendono” qualche inventato e sedicente gruppo o sotto gruppo sociale.

Qui, in Europa, non si può fare a meno di notare che il sindaco Manuela Carmena è sindaco di Madrid grazie ai voti di Podemos. Podemos, quella forza politica nuova che dovrebbe essere trampolino e culla di una politica nuova, di una diversa idea della cosa pubblica, di una nuova cittadinanza. Perciò si chiama Podemos, possiamo. Per segnalare che possiamo, podemos cambiare in meglio, tutto o quasi. Ma era questo che Podemos, i Re magi donne barbute?