Lucio Fero

Sindaci alla ‘ndrangheta, Università baroni bari, avvoltoi di residenze: chi è il più ladro?

Sindaci alla 'ndrangheta, Università baroni bari, avvoltoi di residenze: chi è il più ladro?

Sindaci alla ‘ndrangheta, Università baroni bari, avvoltoi di residenze: chi è il più ladro? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Sindaci alla ‘ndrangheta, non facciamo nomi che per ora sono accuse e arresti, non ancora e non è detto condanne e colpevolezze assodate in sentenze. Però fa impressione solo l’idea del sindaco, mica uno, alla ‘ndrangheta.

Cioè agli ordini e al servizio dell’imprenditore che gli porta voti e ottiene licenze e appalti. L’imprenditore che lavora con metodi e uomini di ‘ndrangheta appunto. In Lombardia, non in Calabria. Fa impressione o forse neanche tanta perché non è il primo amministratore pubblico accusato e arrestato per complicità e sponda con la malavita organizzata. Anzi, chi indaga sostiene da tempo che sia sistema, normalità.

Sistema, normalità anche l’abitudine, la prassi di lunga data (e anche la teoria) con cui i baroni in molte Università pilotano, scambiano, fanno mercato e mercanzia delle cattedre e degli incarichi. Anche qui arresti e inibizioni all’insegnamento negli ultimi giorni. Ma sono anni, decenni che nelle Università si seleziona personale docente in base all’appartenenza e fedeltà al clan e non in base a merito e competenza. Ci si consola dicendo che succede spesso, è vero, ma non succede mica sempre.

Sistema, normalità anche quello che ha portato non pochi a inventarsi avvoltoi del terremoto? Avvoltoi delle residenze, in almeno 120 hanno provato a trasformare la seconda casa in Accumoli o Amatrice in prima residenza in modo da intascare il contributo per pagarsi da abitare (da 450 a 900 euro al mese). Sì, purtroppo e in maniera acclarata sistema anche quello. Le cronache sono piene, stracolme di finti poveri, finti invalidi, di imprese che brindano al terremoto, di truffe per fregarsi i fondi europei, di finti campi, finti contributi…di gente che approfitta.

Sindaci alla ‘ndrangheta, baroni d’Università che barano sulle cattedre, avvoltoi di residenze sul terremoto. In tutti e tre i casi ladri di denaro pubblico. In varie e diverse forme ma il denaro è sempre sottratto alla collettività. In questo personaggi e comparse, primi attori e registi della cronaca ladra sono uguali. Ma chi è più ladro? L’amministratore pubblico, il politico che fa affari con la criminalità mettendoci di “suo” il terreno pubblico o la pubblica licenza? O il barone che non intasca soldi ma svende e vende il patrimonio pubblico della conoscenza e dello studio in cambio del mantenimento del suo feudo di potere? O ancora è più ladro quello che si finge residente terremotato per allungare le mani su qualche centinaio di euro al mese?

Che domanda, sono tutti figli d’Italia e tra i figli, si sa, non bisogna far differenze e graduatorie.

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