Lucio Fero

Smog è…una cosa grave, ma non seria

Smog è...una cosa grave, ma non seria

Smog è…una cosa grave, ma non seria

ROMA – L’alta pressione atmosferica, l’inverno che non c’è, la morsa asfissiante dello smog…Tra dieci giorni i titoli e le chiacchiere saranno sulla morsa…del gelo e sull’inverno polare e qua e là pure killer. Non c’è alcun tratto, non diciamo di scientificità, ma neanche di consapevolezza minima nel rumore che il sistema di comunicazione collettivo (dalla televisione al bar, dai politici ai giornalisti, dalla gente agli “esperti”) produce a ritmo e getto massicci e continui.

Spuntano e si rincorrono percentuali di incidenza sull’insorgenza di tumori che vanno allegramente dall’uno al cinquanta per cento a seconda del grafico in studio o in redazione o dell’audience/polemica da tener su nel talk di, si fa per dire, “approfondimento”. Appaiono come fantasmi 64 mila cadaveri su cui “il governo passeggia”. Ma qualcun altro dice 84 mila, pare che l’importante, il sicuro, il certo sia che l’ultima cifra debba essere quattro.

I peggio dei peggio come al solito sono i politici. Puoi vedere quello che ieri al governo in qualche città era per il blocco del traffico oggi gridare all’offesa e danno a chi vuole lavorare (ogni riferimento a Mattero Salvini è voluto). Ma come Salvini fanno più o meno tutti: se sono all’opposizione cantano che chi è al governo non fa niente di “strutturale”. Quelli che sono al governo, tutti quando ci vanno al governo, di strutturale non fanno nulla. Per precisa strategia, cultura. Per condizioni reali della società. E perché la gente che lamenta “non si fa niente” se si facesse qualcosa di strutturale farebbe rivolta se non sommossa.

“Strutturale” sarebbe tenere il riscaldamento nella case al massimo tra i 18 e i 20 gradi. Se lo “ordini” in Germania o Austria o Olanda, allora la gente da sola regola in ogni edificio e casa la temperatura in quei limiti. Se lo “ordini” in Italia nessuno neanche ti sente. E tutti si riparano dietro il “non ci sono i controlli”. L’unico controllo possibile in queste cose sono i cittadini stessi. Ma noi questo controllo non ce l’abbiamo, siamo fatti così, i nostri politici lo sanno, sono lo specchio di noi stessi.

Strutturale sarebbe vietare sempre e non solo qualche giorno la circolazione dei veicoli più inquinanti, in soldoni auto e moto e motorini vecchi. Ma se lo fai e anche se incentivi fiscalmente l’acquisto di auto e moto e motorino nuovi, allora parte l’accusa di essere al soldo delle case automobilistiche e magari un magistrato ti indaga pure.

Strutturale sarebbe eliminare i bus vecchi del trasporto pubblico e comprarne di nuovi. Ma per far questo bisognerebbe andare a guardare nei bilanci e spese delle aziende pubbliche di trasporto pubblico. E scoprire che la gran parte dei soldi (tanti) se ne va in stipendi e dirigenti e appalti a perdere contanti ma a rientrare in mazzette. Se lo fai hai contro niente meno che i lavoratori del settore.

Strutturale sarebbe chiedere all’autotrasporto qualcosa di aggiornamento tecnologico sui mezzi in cambio delle centinaia e centinaia di milioni che ogni anno il settore incassa come pubblica sovvenzione. Se lo fai ti ritrovi con i blocchi stradali dei Tir.

Strutturale sarebbe chiedere al settore ormai ricco delle energie rinnovabili, ricco di decine di miliardi di sovvenzioni pubbliche che tutti paghiamo in bolletta, di smettere di aspirare soldi come idrovora visto che il fotovoltaico ad esempio in Italia è sovvenzionato il doppio se non il triplo di altri paesi europei. Se lo fai ti accusano di essere al soldo delle compagnie petrolifere, nemico del clima e dell’energia niente meno che “democratica”. Già, c’è pure l’energia democratica e quella no…

Strutturale sarebbe chiudere al traffico della auto e dei bus turistici il cuore dei centri storici. Se lo fai commercianti, tours operator e anche cittadini indignati ti spellano vivo.

Strutturale sarebbe produrre energia tramite centrali nucleari ma questa è suprema bestemmia e quindi neanche a dirlo…

Strutturale sarebbe sapere almeno un po’ di cosa si parla, assumersi qualche responsabilità, accettare una bilancia diritti/doveri, apprezzare e coltivare la serietà del pensare e dell’agire. Ma, riprendendo un vecchio sofisma, non si può. Lo smog da noi è “una cosa grave, ma non seria”.

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