Lucio Fero

Soldi ai poveri. Pane e veleno…No, solo veleno

Soldi ai poveri. Pane e veleno...No, solo veleno

Soldi ai poveri. Pane e veleno…No, solo veleno

ROMA – Soldi ai poveri, chiunque li stanzia, chiunque ne fa una legge, chiunque li sborsa, pochi o tanti che siano…sempre in Italia vige una regola ferrea. Eccola: se i soldi ai poveri li do io è encomiabile e nobile “giustizia sociale”. Se invece i soldi ai poveri li dai tu, allora è miserevole e ignobile “mancia elettorale”.

Non si scappa, una volta erano solo gli estremisti, i bulli, i picchiatori della politica e del giornalismo ad obbedire a questa regola. Oltre che estremisti, bulli, picchiatori erano anche, diciamo così, i più semplici, intellettivamente parlando.

Ora invece la regola l’osservano tutti. Si verificano così cose lunari, se ne sentono da vertigine. Il governo ha stanziato poco meno di seimila euro l’anno a sostegno di circa mezzo milione di famiglie con redditi valutati ai limiti della sopravvivenza? Ecco il Tg7 definire sereno seimila euro l’anno una “tachipirina” per la polmonite. Certo, se seimila e passa li guadagni in un mese o in mezzo mese allora ti possono sembrare una “tachipirina”.

Ma meglio del Tg fa certamente il neo capogruppo del neo partito nato dalla scissione Pd. Fino a ieri, fino a che stavano nel Pd hanno richiesto, quasi posto come condizione per restare nel partito, comunque li volevano come segno e cosa di sinistra quei seimila euro l’anno ai poveri. E ora che sono legge il neo capogruppo con la faccia più…seriosa del mondo dichiara che sono miseria, elemosina.

Ma meglio fa ovviamente l’opposizione che bolla d’infamia quei seimila euro e li marchia come “mancia elettorale”. Quindi secondo M5S seimila l’anno a mezzo milione di famiglie povere sono “mancia elettorale”. E cosa sono allora mille circa al mese, 12 mila e passa l’anno cui si ha diritto per il fatto di essere iscritti all’anagrafe? Una super mega mancia elettorale? Meno che mai, sono il fiero e giusto “reddito di cittadinanza”.

A parti in commedia inverse sarebbe stata più o meno la stessa cosa. Tutti hanno smarrito e calpestato la serietà, la decenza, la misura. Puoi dire che seimila l’anno a mezzo milione di famiglie sono pochi. Che ce ne vogliono di più e per più persone. Se lo pensi puoi dirlo. Ma un minimo di onestà, sì onestà, dovrebbe consentire a tutti di riconoscere che seimila l’anno per mezzo milione di famiglie povere non sono insulto, imbroglio, guaio. Sono anzi aiuto, aiuto concreto.

Ma nessuno lo fa e nauseante è il gioco dello scambio di posizioni a seconda della convenienza polemica, vedi Renato Brunetta Forza Italia che tuona contro la tassa-favore ai ricchi in coro con Sinistra Italiana. Entrambi a cantare “Vergogna, vergogna far pagare solo centomila euro l’anno di tasse”. Sepolcri imbiancati che hanno passato una vita a legiferare perché nessuno o quasi pagasse centomila euro di tasse e che fanno finta di non sapere che centomila tondi di tasse in Italia non li paga quasi nessuno.

In “Signori si nasce” nella casa in cui in cinque fanno forzato digiuno perché non hanno una lira, scoppia una lite. E uno dei due maschi (la spalla comica) esclama: “Qui si mangia pane e veleno”. E Totò corregge: “No, solo veleno”. Ecco siamo come in quella casa dove anche se arrivano un po’ di soldi ai poveri, anche se quel po’ di pane non elimina certo il veleno della povertà, c’è chi per mestiere grida, vede e sparge sempre e solo veleno. In Signori si nasce c’era la sublime ironia, la grandissima comicità e l’happy end. Nella casa Italia 2017 le prime due mancano di sicuro e con tutta probabilità latiterà anche il lieto fine.

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