Lucio Fero

Stupri in 8 mesi: 2.438. Stupratori: italiani 1.534, stranieri 904. L’isterica contabilità

Stupri in 8 mesi: 2.438. Stupratori: italiani 1.534, stranieri 904. L'isterica contabilità

Stupri in 8 mesi: 2.438. Stupratori: italiani 1.534, stranieri 904. L’isterica contabilità (foto Ansa)

ROMA – Stupri in 8 mesi, quelli del 2.017, finora. Li ha contati il Ministero degli Interni, la conta la pubblica il Corriere della Sera in un articolo di Fiorenza Sarzanini. Finora, ma ogni giorno la contabilità va aggiornata, contati 2.438 casi di stupro in Italia. Quelli denunciati. Secondo criminologi e investigatori per ogni caso di stupro denunciato ve ne sono nella realtà da tre a cinque subiti e taciuti.

Quindi 300 stupri denunciati al mese, uno al giorno. E il triplo o cinque volte di più se si prova a stimare quelli non denunciati per paura, vergogna, soggezione, disperazione. Lo stupro viene fatto sulle donne, la donna è la vittima. Ma almeno nelle cronache e nel cosiddetto sentir comune la donna stuprata sta smettendo di essere la protagonista e il centro di attenzione quando c’è uno stupro.

Il protagonista e il centro dell’attenzione è lo stupratore. O meglio il colore della sua pelle e la sua nazionalità. Oramai quando si legge di un caso di stupro l’occhio e la mente scorrono in fretta, quasi saltano nome e cognome della donna vittima e corrono alla “categoria” dello stupratore: italiano o straniero, bianco o scuro?

Di qui la contabilità di quanti italiani e stranieri, di quanti bianchi o scuri. E’ una contabilità isterica, ossessiva e ossessionata da pulsioni, umori e pensieri a loro volta isterici e compulsivi. Ma tant’è: è una contabilità che tutti in qualche modo facciamo. Tanto vale averla ufficiale questa isterica contabilità.

Eccola: finora, fino a ieri nel 2.017 gli stupratori italiani sono stati 1.534, quelli stranieri 904. Gli stupri stranieri, fatti da stranieri, sono quindi circa il 36 per cento del totale.Quelli fatti da italiani circa il 64 per cento.

C’è quindi materia per le opposte predicazioni. Quella di chi trova conferma del fatto che lo stupro sia crimine anche se non soprattutto legato all’etnia e alla cultura: dieci per cento più o meno gli stranieri in Italia e 36 per cento gli stupri loro attribuibili. Quindi, cifre alla mano, gli stranieri stuprano di più. Facile arrivare a dire ce l’hanno nel sangue.

Ma c’è materia anche per confermare la tesi di chi dice che lo stupro fatto da uno straniero viene gonfiato dalla comunicazione, dalla Rete, dalla gente. A sentire queste tre fonti e casse di risonanza che lavorano in costante reciproco rimbalzo e appoggio sembra che a stuprare siano soprattutto se non solo stranieri. E invece il 64 per cento, quasi due su tre degli stupri denunciati sono fatti da stupratori italiani. Quelli denunciati ed è ipotizzabile che tutti gli stupri subiti da uno straniero finiscano tra quelli denunciati. Meno, molto meno si denuncia se lo stupratore è, come spessissimo accade, un amico, un parente.

I numeri della esatta ma non per questo non isterica contabilità danno sostegno ad entrambe le tesi, ad entrambi gli umori. C’è però una cosa che quei numeri, quella contabilità dello stupro non contiene ma riflette. Qualcosa che è ormai sui social network, nella politica, in televisione, nei quartieri, nella testa di moltissimi se non tutti. Quel qualcosa è che ormai di reati di stupro ne concepiamo due e diversi tra loro: quello “semplice”, bianco su bianco e quello nero su bianca (quello bianco su nera fa per non pochi stupro a metà).

Questo andiamo a contare, a leggere, a cercare quando succede. Dunque ieri in Salento turista 19 anni stuprata. Lui italiano. Rimini, altro tentativo di stupro. Lui marocchino. Bologna, tentato stupro. Lui senza tetto pakistano. Desio, stupro. Lui marocchino, anzi tre marocchini. E la donna di 81 anni stuprata a Milano chi sarà stato? Italiano o straniero. Siamo onesti e sinceri, abbiamo tutto un certo vergognoso uzzolo di conoscere l’etnia di chi stupra l’ottantenne.

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