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Sud, Santa Fede del No: i Cardinal Ruffo vestiti da “rossi”

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ROMA – Sud, la Santa Fede del No ha ai giorni nostri i suoi Cardinal Ruffo vestiti da “rossi”. Sud d’Italia lazzaro e brigante, c’è ancora, in parte è ancora così. Lazzaro perché quel che una volta si chiamava popolo e oggi si dice gente ancora talvolta indulge ad essere plebe. Plebe mobilitabile per assalti ai forni 2.0, ma sempre assalti ai forni sono. E plebe infiammabile e sempre disponibile per una jacquerie che dia fuoco a carte, suppellettili e immagini di Stato ma lasci tranquilli quelli che in casa, in paese, nel contado e in città comandano davvero. Brigante perché non solo la criminalità organizzata esiste e persiste  (esiste anche al centro e nord italia) ma perché è istituzione, costituzione materiale.

Non è solo lazzaro e brigante il Sud, ma al Sud il lazzaro e il brigante non sono soli. Hanno da qualche tempo una nuova entità che con loro fa trinità. Sono i Cardinal Ruffo vestiti da “rossi”, gli uomini, le guide, i capi dell’immobilismo sociale ed economico, civile e politico, culturale e tecnologico che oggi vestono i panni degli “uomini del popolo”. D’altra parte anche nel 1799 il popolo era con il Cardinal Ruffo a far fuori intellettuali, scienziati, borghesi, “francesi”. In no della giusta fede e soprattutto della tradizione. Tradizione offesa, violata da protervi e blasfemi scienziati della politica e della società. Anche nel 1799 il popolo non voleva diavolerie e gli uomini del popolo li guidarono in battaglia. nche Cardinal Ruffo papà dei sanfedisti aveva in fondo sulle spalle mantella rossa come da iconografia ufficiale.

Hanno manto “rosso” sulle spalle, iconografia e movenze da uomini “della gente e non dello Stato” quelli che guidano nel Sud di oggi i movimenti, gli umori, la santa fede nel No.

No al petrolio in Val d’Agri in Basilicata, petrolio che uccide e corrompe. No a chi lo estrae o raffina. No a chi fa industria con loro. No al Tap, il gasdotto, in Puglia. Gas che avvelena e sporca. No a chi lo impianta, anzi no a chi lo progetta. No all’abbattimento degli ulivi in Puglia malati di Xylella. Anzi, no proprio alla Xylella, non esiste, come ai tempi del Cardinal Ruffo non esistevano i batteri ma solo le punizioni divine. No alla bonifica di Bagnoli. Perché questo no? Perché se la fanno i “francesi” il popolo “non si fida e non ci crede”.

Quei “francesi”, spiega Luigi De Magistris sindaco di Napoli, portano il peggior groviglio di interessi estranei a questa terra”.  Michele Emiliano presidente Regione Puglia ha meno visioni e missioni evangeliche da assolvere di quante De Magistris non assegni a se stesso, è meno profeta. Però non è da meno nel sostenere che progresso è star fermi e democrazia è non offendere e mortificare le opinioni con una decisione.

De Magistris, Emiliano e con loro, attorno a loro, in maniera analoga tutto un vasto sentire. Sentire di gente e di ceto politico. M5S, Sel e, più acquattati quel che resta di Forza Italia e delle tante incarnazioni della destra post Msi, ciascuno a suo modo condivide il sospetto e il disprezzo per le tecniche e le tecnologie, per lo Stato e i governi nazionali. Allora, ai empi del Cardinale ed era il 1799, sospetto e disprezzo era per gli “scienziati”, la “ragione” e la “scienza” perché “venivano da fuori” e pretendevano di cambiare “le sacre cose nostre”. Oggi non molto è mutato, il sentire di gente e di ceto dirigente al Sud ha pulsioni analoghe e similari.

I Cardinal Ruffo vestiti da “rossi”, i guardiani e capi e guerrieri della Santa Fede del No del terzo millennio non fanno affari né sono alleati con il lazzaro, tanto meno col brigante. Però col lazzaro e col brigante non hanno per così dire conflitti di interessi. Lo si è visto quando la Santa Fede del No ha unito “rossi”, verdi, anti Stato, anti scienza con Lazzari e Briganti nell’opporsi a discariche e inceneritori. Lo si vede a Bagnoli, in Salento, in Basilicata… il vento del  Sud è quello della Santa Fede del No.