Lucio Fero

Tabaccai, va bene tutto. Ma nascondersi dietro lo Stato no

Tabaccai, va bene tutto. Ma nascondersi dietro lo Stato no

Tabaccai, va bene tutto. Ma nascondersi dietro lo Stato no

ROMA – Tabaccai, l’organizzazione di categoria che raccoglie circa 48 mila dei 53 mila tabaccai italiani (tra questi 35 mila sono i concessionari di gioco d’azzardo) protesta e pesta i piedi. Sono infuriati con i sindaci che qua e là per l’Italia mettono limiti di orario e di calendario al libero gioco d’azzardo con le macchinette elettroni che sono nei locali dei tabaccai e anche ai mille e mille Gratta e Vinci che dai tabaccai si comprano.

Dicono che ogni sindaco fa di testa sua, che non è possibile ognuno regoli a suo piacere il “sui feudo”, che ci vuole normativa nazionale se non  non è eguaglianza di impresa…Dicono insomma che non gli va e trovano ingiusto e dannoso l’ordinanza comunale che dice più o meno qui non si gioca dall’ora x all’ora y…

San raffaele

E fin qui, va bene. Più o meno. Va bene più o meno tutto in questo paese. Va bene anche che i trenta milioni di italiani che nell’ultimo anno hanno giocato a qualche gioco in cui si vince o si perde abbiano perso in media 570 euro a testa.  Tentare la fortuna ha un costo, giocare si paga e il conto alla fine è sempre ed è sempre stato che si paga più di quanto si vince. Se milioni di italiani vogliono perdere 570 euro l’anno a testa, liberi di farlo. Purché adulti, consapevoli e coscienti di quel che fanno.

Verificare che siano adulti è compito, disatteso, dei gestori del gioco, tabaccai compresi. Non è compito dei tabaccai verificare siano coscienti e consapevoli. Quindi va bene tutto, ci sta che i tabaccai difendano il proprio reddito, le proprie fonti di reddito: appunto il gioco più libero possibile e non ostacolato da nessuna restrizione o ordinanza comunale.

Ci guadagnano i tabaccai con le macchinette e i tagliandi e quindi ci sta che il loro sindacato si mobiliti contro minacce, ostacoli o tagli al guadagno che viene loro dal gioco d’azzardo. Si può essere d’accordo o no, ma ci sta. L’organizzazione di categoria dei tabaccai se attacca le ordinanze dei sindaci fa il suo mestiere.

Ma, sia consentito dirlo, non ci sta, non è serio ed è invece irridente e a prendere in giro l’opinione pubblica ripararsi dietro lo Stato. Dicono i tabaccai: limitare il gioco diminuisce gli introiti dello Stato, quindi i sindaci che limitano il gioco nei nostri locali danneggiano l’interesse generale. Quindi i tabaccai si muovono e protestano mica per il loro reddito, ma per impedire il danno all’interesse generale.

No, questo no. Va bene, ci sta che ogni gruppo e categoria se ne sbatta dell’interesse generale, lo fanno tutti, perché no i tabaccai? Ma che vadano a raccontare che loro sono pensosi e in ansia per le entrate pubbliche, questo è prenderci in giro, usare lo Stato come paravento, nascondersi dietro lo Stato. E non è solo ipocrisia comunicativa, è l’ennesima declinazione del “furbettismo” italiano.

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