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Terremoto, bravo Grillo. M5S ci sta davvero? Renzi raccoglie?

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ROMA – Terremoto, sull’azione di governo, sugli aiuti, i soccorsi, i piani e i fondi per la sopravvivenza e la ricostruzione Beppe Grillo ha detto, anzi scritto, che è pronto a collaborare. In particolare pronto a collaborare nel dire forte e chiaro all’Unione Europea che l’Italia non accetta limiti di deficit se la spesa è appunto spesa per il dopo terremoto. Non si tira la cinghia, non si lesinano soldi per questo dramma nazionale. Grillo e Renzi lo hanno detto quasi con le stesse parole e praticamente nelle stesse ore.

Sembra ovvio che sia così, che così vada, che governo e opposizione trovino parole e forme di collaborazione in casi di emergenza e interesse nazionale. Sembra, ma ovvio non è per nulla. Specialmente alle nostre latitudini (e bassezze) politiche. Da noi è più ovvio e usuale bastonare il cane che affoga. Quindi bene Grillo, bravo Grillo. Quando c’è un terremoto così lungo e dannoso, quando la ricostruzione obbligatoria di un pezzo d’Italia si configura appunto come una doverosa e difficile Grande Opera, si collabora non si sabota e sgambetta.

Bene Grillo, bravo Grillo. Ma M5S ci sta a questa indicazione, a questa linea, a questa assunzione di responsabilità? E’ capace davvero M5S, il suo corpo politico e la sua anima d’opinione, di sospendere il pensiero dominante e unico per cui governo è sinonimo di misfatto, collaborare è “inciucio”, costruire è la culla del malaffare e comunque “quelli” non vanno toccati neanche con un dito altrimenti ci si contagia?

M5S è in grado davvero di starci all’indicazione del leader, starci con atti in Parlamento e non solo con parole sul blog. E’ in grado M5S di trasmettere questa parola d’ordine, di volere questa collaborazione, di praticarla? Bene Grillo, bravo Grillo. Ma la sensazione è che M5S farà omaggio formale alle sue parole e…nulla più.

Eppure anche Forza Italia, sia pure in sordina e con timidezza, ha fatto sapere di essere pronta ad azioni comuni con il governo e con gli altri partiti sul dramma terremoto. A parole dunque le tra maggiori forze parlamentari si dichiarano disponibili ad agire d’intesa, collaborare. Ma che vuol dire, cosa può voler dire collaborare?

Schierarsi tutti perché Bruxelles non abbia l’insensibilità e non compia l’indecenza di condannare la spesa a deficit per il terremoto (passata nelle stime dopo le ultime scosse da 4 a 5 miliardi) è un primo passo. Almeno per il momento si è evitata la sceneggiata dell’opposizione che dice Renzi servo di Bruxelles e del governo che dice M5S e Forza Italia sabotatori pure nei giorni del terremoto. Poco, ma bisogna saper accontentarsi. Schierarsi a difesa da Bruxelles bene. Ma anche facile e semplice.

Collaborare vuol dire anche collaborare nella stesura degli atti legislativi per la ricostruzione? Vuol dire anche concordare insieme tagli di spesa altrove se fosse necessario spendere ancora di più per la ricostruzione? Anche questo dovrebbe voler dire, se non sono solo chiacchiere. Ma questo è possibile in un mondo dove ogni blog e post riferibile a M5S è puntato, se non a dire che il governo imbroglia sulla magnitudo, di certo a dire che dove il governo tocca là c’è infezione?

E Renzi avrà la capacità, la voglia e lo spazio per raccogliere davvero quelle parole di Grillo? Magari per metterlo alla prova verità delle sue stesse parole. Ma Renzi ha la voglia e lo spazio per farlo? Sarebbe per lui ad un mese dal referendum un’immagine nuova e positiva quella del sedersi al tavolo terremoto con le opposizioni. Se Renzi lo capisce e lo fa davvero, M5S e Forza Italia lo faranno davvero o non troveranno il modo di tirarsi indietro perché il terremoto sì, va bene…ma non vorrai, facendo calare il livello della rabbia riscaldata quotidianamente, regalare al Sì qualche voto?