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Tobia, sul bimbo meglio tutti zitti. A partire da Vendola

La foto di di Lucio Fero

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ROMA – Tobia, un bimbo appena nato in California. E su quel bimbo le parole tutte in qualche modo fuori luogo dell’intera politica italiana o giù di lì. E anche le parole della gente perché di Tobia, di come è nato, parla e parla anche la gente comune.

Ecco, su quel bimbo sarebbe stato meglio, molto meglio, da parte di tutti tacere. Meglio, molto meglio stare zitti e pensarci tre volte prima di aprire bocca. Meglio, molto meglio chiedersi una sorta di papale “chi sono io per giudicare”? Quali strumenti etici e scientifici abbiamo per giudicare? E talvolta, anche un giudizio lo abbiamo nella mente e nel cuore, talvolta astenersi dal giudizio pubblico si deve a si può. Insomma su Tobia avremmo dovuto star tutti zitti, a partire da Nichi Vendola. Non fosse altro che per rispettare e tutelare Tobia.

Tra le cose dette ci sono delle mostruosità, delle maligne cattiverie tipo “Tobia nato orfano” ed anche delle supponenze ignoranti quanto presuntuose tipo “In qualificabile egoismo farlo nascere”. Sono le cose dette dalle parti della Lega di Salvini e di Ncd di Giovanardi.

Tra le cose dette ci sono frasi e concetti come quello del “sentimento low cost” (Beppe Grillo) che colgono con precisione un aspetto della questione. E frasi come quelle di molte donne di sinistra che non ce la fanno ad approvare l’uso del corpo femminile, dell’utero, come di una macchina riproduttiva in affitto. Non c’è bisogno di essere donne e di sinistra…

Resta però il fatto che anche chi non ha insultato avrebbe fatto meglio ad astenersi. Meglio star zitti e riflettere. Perché, se si è contrari all’utero in affitto, e si può esserlo eccome, bisogna anche dire che dei 600 bambini in Italia già nati così, di questi umani che facciamo, siamo contrari anche a loro, li mandiamo in orfanatrofio? E l’utero in affitto è pratica immorale solo se a ricorrervi è una coppia gay? Quando lo fanno invece due eterosessuali è cosa accettabile?

Non bastasse, siamo proprio sicuri che un ripudio per così dire morale dell’utero in affitto sia più saggio di altro approccio? La biotecnologia è lì, non è che se la metti fuori legge sparisce. Tutti ottimi argomenti per star zitti almeno un po’. Anche se pensi d’istinto, ragione e cultura, che l’adozione è un diritto del bambino ad avere genitori e non un diritto degli adulti ad avere figli. Anche in questo caso un respiro prima di parlare…

Purtroppo il primo a non star zitto è stato Nichi Vendola. Doveva star zitto per molte e ottime ragioni.

Prima: se, come giuri, far nascere Tobia come figlio di coppia gay da una donna indonesiana è stata scelta d’amore, se la realizzazione della tua vita privata reclama, come reclami, rispetto da parte altrui, se questo chiedi e predichi, allora elementare senso di coerenza vuole che tu come uomo pubblico sparisca quando si parla di stepchild adoption e di Unioni Civili.

Detta più dura e tosta, Vendola, se sapesse cosa è un uomo pubblico, non avrebbe partecipato al pubblico dibattito mentre Tobia era nel ventre affittato di una donna. Avrebbe avuto rispetto della sua scelta privata, quello che giustamente chiede al prossimo ma che non ha concesso al prossimo.

Ma Vendola non è stato uomo pubblico, fare il Governatore, essere più volte eletto, guidare un partito non basta. In questa circostanza Vendola è stato, ha voluto essere l’uomo simbolo di una lobby. E comunque la notizia della nascita di Tobia doveva essere coperta, non sbandierata. Non perché sia una vergogna ma perché Tobia nato e vivo non è il manifesto della lobby gay e neanche la parola d’ordine di una battaglia politica. Tobia è un bambino, sul quale per il quale avremmo fatto tutti meglio a star zitti, sospendere la parola. Non fosse altro che per volergli bene a Tobia, come ad ogni altro bambino.