Lucio Fero

Trump: io la giustizia, io la sicurezza, io sono io e voi non siete un c…

Trump: io la giustizia, io la sicurezza, io sono io e voi non siete un c...

Trump: io la giustizia, io la sicurezza, io sono io e voi non siete un c…

ROMA- Trump, un Marchese del Grillo alla Casa Bianca, ma non fa ridere. Perché Trump quando comunica al resto del mondo il suo “io sono io e voi non siete un c…” è maledettamente serio.

Il Marchese del Grillo della commedia, quando scandiva in faccia agli occasionali e plebei compagni di partita di carte clandestina la diversa condizione sociale che portava loro ad essere arrestati e lui ad essere omaggiato dallo stesso ufficiale di polizia, declinava un così va il mondo non senza condirlo di una qualche compassione e di una robusta ironia. Quella del Marchese ai popolani non era una sfida, era una presa d’atto.

Al contrario la riproposizione via tweet cui Trump affida la goduria dell’affermare io sono io e voi non siete un c…è appunto goduria, esibizione muscolare, pubblica misurazione del proprio io…più lungo di tutti.

Trump ha affermato, teorizzato, praticato che “la giustizia sono io”. Ha convocato il capo dello Fbi, gli ha chiesto a muso duro totale lealtà e soprattutto lealtà al presidente, lealtà al capo sopra ogni cosa. Quello, Comey, ha risposto: “Posso garantire onestà”. Trump gli ha detto che non bastava, anzi che dell’onestà non sapeva che farsene e lo ha rimosso dall’incarico. Perché Fbi indagava su rapporti e intrecci e interessi comuni tra Trump candidato, Trump entourage, Trump amministrazione e la Russia.

Trump ha ordinato di smetterla di indagare su questa roba e ha cacciato via chi si rifiutava di garantire la pietra tombale su questo tipo di indagini. Lo ha fatto perché e in nome del “la giustizia sono io”, io presidente eletto stabilisco cosa la giustizia deve fare e cosa no. Quindi ha fatto qualcosa che negli Usa, nella tradizione politica e giuridica del paese, è stata finora assai pericolosa se non letale per chi la fa: ha dato stop alla giustizia, ha fatto ostacolo alla giustizia. Altri presidenti per molto meno hanno rischiato o perso la presidenza. Ma Trump Marchese del Grillo alla Casa Bianca appare per ora immune.

Ha poi detto Trump al paese e al mondo: la sicurezza sono io. Servizi segreti di un paese alleato in una località della Siria hanno trovato gli elementi che conducono ad un piano in atto da parte Isis di attaccare aerei in volo verso gli Usa (ma non solo) grazie ad una nuova tecnologia che trasforma i laptop in bombe e soprattutto maschera la trasformazione. Di servizio segreto in servizio segreto l’informazione di sicurezza è arrivata a Trump. Che ha deciso di trasferirla ai russi al primo colloquio utile con l’ambasciatore e il ministro degli esteri russi.

Dirlo ai russi non vuol dire un semplice guarda, mi hanno detto che vogliono far saltare un aereo con un tablet, questo sono buono tutti, non ci vogliono servizi segreti e presidenti. Vuol dire comunicare come, presumibilmente quando, quali tecnologie, sviluppate come, in mano a chi e dove. Cioè vuol dire rivelare non solo l’informazione ma l’informatore, scoprendo la notizia si scopre la rete che l’ha raccolta. Non è proprio come dire all’amico al bar stai attento all’incrocio.

I servizi di sicurezza americani alla notizia che Trump aveva riversato tutto ai russi si sono messi le mani nei capelli. Il Mossad israeliano che insieme a quello giordano aveva lavorato sul campo hanno giudicato la chiacchierata di Trump alla stregua di una falla nella sicurezza e gli stessi europei si stanno pubblicamente domandando, visto che Trump ne fa l’uso che gli pare, se sia il caso d’ora in poi di condividere tutte le informazioni di sicurezza con gli americani.

Ma Trump letteralmente se ne frega e applica “la sicurezza sono io”. Pubblicamente rivendica il diritto da capo supremo e indiscusso di dire ciò che gli pare a chi gli pare e di valutare lui e solo lui ciò che fa bene o male alla sicurezza.

Non è finita, il Marchese del Grillo alla Casa Bianca si ingegna e diverte anche a fare “l’informazione sono io”. Quando Trump ha licenziato Comey, gli uomini dello staff di Trump hanno detto che era per il cattivo lavoro Fbi, addirittura per come Fbi aveva creato confusione intorno a Hillary candidata. Insomma hanno messo in piedi probabili e improbabili coperture al non tanto confessabile e rivendicabile licenziamento perché non ubbidiva e non chiudeva Russia-Gate. Trump ha fatto parlare il suo staff e poi l’ha reso ridicolo dicendo in prima persona: l’ho cacciato perché non ubbidiva e non chiudeva.

Stessa storia con le informazioni di sicurezza: staff Casa Bianca smentisce che Trump abbia detto niente ai russi, portavoce del Cremlino smentisce a accusa stampa americana di fabbricare menzogne, Trump fa fare ad entrambi patetica figura rivendicando: certo che l’ho detto, è mio diritto, dico quello che mi pare a chi mi pare. Perché io sono io, sono la giustizia, la sicurezza, l’informazione…io sono io e voi non siete un c…

 

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