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M5s controlla il sindacato degli assenteisti in Atac Roma, 3 su 4 sono per Grillo

Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e associati: Giuseppe Turani sente un forte odore di bruciato e odore è un eufemismo se è vero quanto riportato sulla Stampa di Torino da Jacopo Jacoboni, cronista informato e affidabile. Giuseppe Turani disegna un quadro sempre più fosco in questo articolo, pubblicato anche su Uomini & Business.

Ormai dall’avventura romana dei Cinque Stelle si leva un odore di bruciato che metà basterebbe. Si sono infilati in vulcano e, essendo quello che sono e essendo guidati da un pasticcione parolaio, rischiano una fine fra le più ingloriose. Non escludo l’arrivo dei carabinieri.

Al di là delle sciocchezze, come le continue nomine e disnomine dell’asre al bilancio (che non c’è ancora, ma che entro il 30 settembre dovrà firmare e depositare il bilancio del Comune), stanno emergendo vicende piuttosto inquietanti. Almeno due.

1- L’affaire Muraro. Per quanta buona volontà ci si metta, non si capisce perché l’asre alla monnezza debba essere proprio lei. Una signora, cioè, che in quel giro si muove da più di dieci anni e che è stata consulente dell’Ama proprio quando non era una società specchiatissima. E che inoltre pare che avesse rapporti d’affari con gente finita nei guai proprio per via dei traffici sulla spazzatura (Manlio Cerroni). Perché rimanere così sul “vecchio”, quando si è una forza giovane e rivoluzionaria come i Cinque Stelle? Perché rischiare, come sta accadendo, di fare avanti e indietro con la Procura? Non era più semplice un taglio netto con “quel” mondo?

L’unica spiegazione sembra quella data a suo tempo da Virginia Raggi: “Non toglietemi la Muraro, qui di spazzatura non capisce niente nessuno”. Valli a capire. In Italia ci sono otto mila comuni e in tutti, più o meno, la spazzatura viene portata via e in nessuno di essi c’è la Muraro. Come faranno?

Il sospetto che emerge, visto che anche un altro esponente Cinque Stelle, è indiziato per avere avuto rapporti un po’ troppo stretti con il giro della spazzatura, è che fra il Movimento e la monnezza, ci sia stato da sempre un rapporto speciale. Rapporto probabilmente costruito durante la precedente tornata comunale, quando il Movimento era comunque una robusta forza di opposizione, candidata a succedere a Marino. Lieti, domani, di scoprire che non è così. Ma oggi i sospetti ci sono e sono anche molto forti. Basta fare la storia dei rapporti fra a signora Muraro e le aziende del signor Cerroni (il ras della monnezza a Roma) e vengono i brividi.

2- L’altra grande questione romana è quella dei trasporti, a cui sovrintende l’ Atac, probabilmente la peggior azienda europea del settore. Autobus rotti, corse saltate, ritardi, debiti ciclopici, perdite da record, autisti e personale spesso latitanti. Ma questo, nel corso degli anni, è diventato un feudo dei Cinque Stelle, che raccoglie da questo sfaticato personale montagne di voti. Bene.

Secondo le circonstanziate accuse del quotidiano “La Stampa” la nuova amministrazione capitolina aveva pronto un piano per liquidare tutti i dirigenti che cercavano e cercano (quelli che nel frattempo non sono stati già cacciati) di opporsi all’andazzo degli autisti che stanno a casa.

Una fonte sindacale “importante” ha confidato a Jacopo Jacoboni della Stampa che dei dodicimila dipendenti dell’azienda, quasi il 70 per cento ha votato M5S. E ora si fanno valere, con sindacati di vario genere e modalità anche fisicamente aggressive.

Se tutto ciò fosse provato (rapporti Movimento-spazzatura e Movimento-lavativi Atac) altro che nuovo che avanza e “meravigliosi ragazzi”: saremmo in presenza di una replica delle peggiori amministrazioni del passato. E la battuta di Grillo (“andiamo avanti”) avrebbe tutto il sapore di una minaccia.