Blitz quotidiano
powered by aruba

M5s, Scalfari a Di Battista: “Un comico, Beppe Grillo, domina un movimento politicamente comico”

Beppe Grillo è “un comico che domina un movimento che è politicamente comico”, ha detto Eugenio Scalfari in tv parlando con Alessandro Di Battista, in studio a 8 e mezzo con Lilli Gruber sulla 7. Giuseppe Turani vede Scalfari e Di Battista come rispettivamente un entomologo e una mosca, dando il suo appassionato e anche un po’ affezionato giudizio in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

Reazioni furibonde sui social network al dibattito televisivo Scalfari-Di Battista a 8 e mezzo. “Scalfari ha asfaltato Dibba”. “Ha più di 90 anni, stia a casa sua con il plaid sulle ginocchia”. E via di questo passo. Se però lasciamo da parte le tifoserie e andiamo ai contenuti, come si diceva una volta, le cose diventano più chiare.

E è inutile accusare Scalfari di essere troppo vecchio. Ha i suoi anni, parla  lentamente e scandendo bene le parole (lo ha sempre fatto), qualche volta perde il filo del discorso, ma poi lo ritrova. Certo, una prestazione non da star della televisione, ma questa non è mai stata fra le sue ambizioni. Va in tv quando lo chiamano e dice la sua.

Bene, premesso tutto ciò, che cosa è successo? E’ accaduto che il fondatore e ex direttore di Repubblica ha detto (primo personaggio di peso a farlo) una semplice verità sul movimento Cinque stelle: “Siete un movimento comico posseduto da un comico e fate una politica  comica”.

E ancora: “Non avete un programma, non siete di destra, di centro o di sinistra, siete tutto e niente. E raccogliete i voti di tutti quelli insoddisfatti. Non avete un programma e quindi volete distruggere tutto. Per fare cosa poi non si sa”. “E infatti si vede che poi avete delle difficoltà a amministrare le città che avete conquistato”.

Parole chiarissime, concetti che non ammettono equivoci. Soprattutto, cose mai sentite in tv, dove si fa finta che il movimento cinque stelle sia una cosa normale.

Al punto che a me viene il sospetto che tutti quelli che se la prendono con l’età di Scalfari e il suo lento parlare, lo facciano solo per evitare di misurarsi con quello che ha detto.

Micidiale anche la battuta iniziale, forse comprensibile appieno solo da quelli che conoscono bene Eugenio. Alla Gruber che gli dice: “E’ la prima volta che lei si confronta con un grillino”, la sua risposta è: “E’ la prima volta che vedo un grillino in carne e ossa”. Traduzione: sono sette anni che stanno sulla piazza, hanno un terzo dei voti dell’elettorato, ma Scalfari non ha mai avuto la curiosità di conoscerli, considerandoli appunto una sorta di “niente comico” dal punto di vista politico.

Chi conosce anche superficialmente Eugenio Scalfari sa che in questi 70 anni si è impegnato a conoscere tutti i protagonisti della vita pubblica italiana: da Agnelli a Togliatti, da Moro a Renzi. Verso i Cinque stelle niente. Nessuna curiosità.

D’altra parte, c’è stato uno spettacolo nello spettacolo: gli sguardi. Di Battista, di solito discreto tribuno (sulle piazze è uno che va forte, incendia), ha cercato in qualche modo di accreditarsi, vestendo i panni del bravo ragazzo pieno di buona volontà.

Ma Scalfari non si è spostato di un millimetro e ha continuato a guardarlo come un entomologo può guardare una mosca.

E mantenendo ferma la propria convinzione: partito comico posseduto da un comico, che fa una politica comica.

Bravo.