Marco Benedetto

Diabete, testosterone anti age: il medico di base è out, la Lorenzin impone lo specialista

Diabete, testosterone anti age: il medico di base è out, la Lorenzin impone lo specialista

Diabete, testosterone anti age: il medico di base è out, la Lorenzin impone lo specialista

Diabete, l’ultima vergogna” è il titolo con cui Repubblica denuncia questo nuovo scandalo della Sanità in Italia. Beatrice Lorenzin è forse troppo occupata a allattare i suoi gemelli per rendersi conto di quello che le fanno dietro le spalle. Ma è bene che gli elettori ne siano informati, se c’è qualcuno intenzionato a votarla. E forse è anche bene che il ministro della Salute Lorenzin si colleghi con il video forum di Repubblica, lunedì 28 agosto 2017, dedicato a questa odiosa decisione del suo Ministero. Conduce Daniela Minerva, alle 16,30. In studio Antonio Gaudioso, direttore generale di Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato.

Come scrive Repubblica nella sua presentazione,

“il medico di base non può prescrivere i nuovi farmaci. I pazienti devono recarsi ogni volta da uno specialista. Ma per molti è troppo gravoso. E rinunciano a curarsi. È l’ennesimo capitolo di un vuoto grave del nostro servizio sanitario: l’abbandono delle persone con malattie croniche che non trovano i servizi di cui hanno bisogno”.

Repubblica parla di vuoto, in realtà si tratta di abuso.

In base al nuovo trend del Ministero della Salute, ci sono medicine, come i nuovi farmaci per il diabete, che non possono essere prescritti dal medico di base. Ci vuole la ricetta dello specialista. Questo vuol dire che di colpo, per ogni scatola di farmaco, partono da 100 a 150 euro per la ricetta, unica e non ripetibile. A meno, forse, di fare ore di coda in ospedale, pagando solo il ticket.

Ci sono tutti gli ingredienti di uno scandalo corporativo. Le varie categorie di specialisti hanno chiaramente svolto attività di lobby presso il ministero, escludendo dalla prescrizione di certi tipi di medicine i medici di base. Il primo segnale si è avuto con l’appropriazione, da parte degli andrologi e urologi, delle ricette degli integratori a base di testosterone. Ne fanno molto uso nelle palestre, è un mercato esploso negli ultimi anni. Le medicine a base di testosterone sono da tempo considerate una efficace cura anti age in America.

Può essere giusto controllare, regolare e limitare eventuali abusi da parte del popolo delle palestre. Ma l’atteggiamento assunto dal Ministero è stupidamente punitivo e può solo stimolare il mercato nero. La maggior parte dei fanatici del culturismo non sono milionari ma gente con una normale attività e un normale stipendio che hanno quella fissa lì. Gli integratori a base di testosterone sono già costosi di loro, un po’ sotto i cento euro per una confezione da 30 dosi. Non li passa la mutua. Con la ricetta dello specialista, unica e non ripetibile, il costo più che raddoppia.

Peggio mi sento con i diabetici. In Italia sono milioni. Per i diabetologi costituiscono una riserva di caccia finora poco sfruttata. Una visita ogni tanto, la prescrizione eventuale di un nuovo farmaco, un predicozzo sulla dieta, spesso impartita da “nutrizionisti” e “nutrizioniste” imprestati da qualche retrobottega.

Le nuove medicine sono sempre più costose. Quelle vecchie, efficaci ma “superate”, sono state spinte fuori produzione. Si prenda euglucon, costava 2 euro e mezzo. Non lo fanno più. Ora comanda la metformina, in varie declinazioni, tutte molto care. Paga lo Stato, è vero. Ma alla fine sono soldi nostri che dalle nostre tasse finiscono alle case farmaceutiche.

Dice che l’euglucon poteva mandare in ipoglicemia. Il diabetologo inorridisce. Allora propone uno shot di insulina. Ma dicono che anche l’insulina ti manda in ipoglicemia. Ho conoscenza di diabetici costretti a imbottirsi di pane. Vedo un giorno un diabetico di mezza età alle prese con una gigantesca micca di pane o pagnotta imbottita non ricordo se di stracchino o mortadella o prosciutto. Gli chiedo: “Ma che fai? sei diabetico e ti strafoghi così?”. Risponde: “Prendo l’insulina e non voglio andare in ipoglicemia”.

C’è qualche contraddizione nel sistema.

 

 

 

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