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Referendum, perché il 4 dicembre se non votate sì vincono Beppe Grillo , D’Alema, Berlusconi

La foto di di Marco Benedetto

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ROMA –  Referendum, questo non sarà un voto qualunque, sarà un voto decisivo, una displuviale. Non illudetevi che, non andando a votare, non cambierà nulla. Il vostro voto può essere determinante.

S non andate a votare e non votate sì vinceranno D’Alema, Berlusconi, Bersani, Monti, cioè tutti quelli che sono stati al governo per 20 anni e ci hanno ridotto così; e Beppe Grillo, che ha sfruttato questi anni di recessione per alimentare una campagna di odio sociale che ha spaccato la nostra povera Italia.

Renzi ha tanti difetti e colpe, ma è al governo da soli 2 anni e mezzo, impegnato nel titanico sforzo di scardinare quella rete che soffoca l’ Italia. Fallirà, forse è già fallito, ma la colpa non è sua, ma di quegli altri che ora gli fanno la campagna contro.

Dopo un quarto di secolo di rivoluzione strisciante siamo all’incrocio decisivo. Prima la morte della Dc e del Psi, dalle cui ceneri è emerso Berlusconi. Poi la guerra a Berlusconi, dalle cui scintille è nato Beppe Grillo. Per dimostrare il fallimento di Berlusconi tutti gli argomenti sono stati usati e è stato come dare i missili ai talebani contro i russi. I fantasmi evocati si sono rivoltati contro chi li ha usati.

Non è più tempo di girarci attorno. È in atto un doppio scontro, fra generazioni e di classe. I vecchi schemi sono stati rimescolati. Mezzo secolo di lotte e di redistribuzione ha spostato i confini. I poveri di 50 anni fa hanno accumulato sostanze, comprato case, meritato pensioni. Nuovi poveri si sono affacciati, figli di promesse non mantenute, di sogni non realizzati. Ma anche di poca voglia di studiare prima e di lavorare poi. Al posto dei proletari ci sono i descamisados, a Marx è subentrato Peron.

Destra e sinistra si sono ridefinite, se mai le definizioni in uso fossero appropriate. Tutto è avvenuto sotto i nostri occhi, senza che qualche ne rendessimo conto. Lo scontro è durissimo. Come non lo è mai stato. Noi, prigionieri dei vecchi schemi, non ce ne rendiamo conto.

Questa volta non si può non andare a votare. Sono anni che io personalmente non voto, non c’è partito che meriti. Ognuno ha il suo conflitto di interessi, ognuno ha generato il mostro di una falange di politici che è classe e è casta che divora are e patria e anche la memoria. È una classe di burocrati incapaci quanti presuntuosi. È un mostro di una burocrazia europea senza volto, che ambisce al ruolo del Grande Fratello, non quello della tv ma quello di Orwell.
Il compromesso storico è degenerato in un altro mostro, affaristico, in un compromesso di interessi collusi. Perché perdere tempo e andare a votare?

Andare a votare questa volta non è una inutile perdita di tempo. Il 4 dicembre è un altro 18 Aprile. Se vince il No, inutile illudersi, cade il Governo Renzi ma non evolve nel governo del vostro sogni. Tempo un anno e le elezioni le vince Beppe Grillo. Già i suoi scudieri chiedono elezioni subito e Salvini è con loro.
Si sente dire che se cade Renzi gli subentra Enrico Letta. Avete un vago ricordo del disastro che fu?

Si sente anche dire che Napolitano, largo ai giovani, starebbe tramando per riportare al governo Mario Monti. Se non avete memoria del male che ci ha fatto Monti, guardate il grafico della disoccupazione, dall’8,5% è salita e salita e salita. Il povero Renzi è antipatico, arrogante, provinciale ma con lui, per la prima volta in 5 anni, c’è stato mezzo milione di posti di lavoro in più.

Dopo un anno di Governo con gente di quel calibro, Beppe Grillo entrerà al Quirinale in sedia gestatoria, come il Papa una volta.

Beppe Grillo rappresenta un pericolo ancora più grave per noi italiani di tutti i Monti e Letta riuniti. La sua spregiudicatezza è assoluta, come lo era quella del fu sodale Casaleggio. Masaniello al tempo del web.

Per conquistare il consenso dei descamisados italiani, il Movimento 5 stelle non ha avuto ritegno. Ha promesso case: le vostre, pensioni: le vostre. Non faranno pulizia dei ladri, faranno pulizia di voi.