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Referendum, prova del No: senza riscaldamento, scoprite la decrescita felice di Beppe Grillo

La foto di di Marco Benedetto

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Al referendum del 4 dicembre volete votare no? Prima di una decisione definitiva fate la prova che sto facendo io a casa mia. Prendete un assaggio di decrescita felice. Non accendete il riscaldamento, anche se fuori siamo di notte vicini allo zero e in casa il termometro scende sotto i 15 gradi.

Come era una volta, nella maggior parte delle case italiane. Una stufa a legna e carbone in mezzo alla sala da pranzo, il gas in cucina. La stufa si accendeva la sera poco prima del rientro a casa degli uomini dal lavoro dopo lunghi pomeriggi di freddo, con le cosce che somigliavano alla mortadella, perché allora i pantaloni si portavano corti fino alla adolescenza.

Per lavarsi al mattino un po’ d’acqua gelida. Gli scaldabagni erano costosi e poco sicuri. Il bagno i ricchi lo facevano al sabato. sto tornando bambino. Non era diverso in Inghilterra. Per far funzionare il riscaldamento ci volevano le monete da due penny (pence), il bagno in comune fra più alloggi.

Ve la sentite oggi di tornare indietro? Prima fate bene la prova, resistete al freddo, state con un berretto in casa, proprio come si faceva una volta. Alle otto e mezzo, dopo il Tg, fiondatevi in letto. Lo faceva Cavour, per risparmiare la legna, provate a farlo anche voi. Tenete la macchina o la moto in garage o in strada, badando alle multe e andate a piedi o in autobus. Se vivete a Roma o a Torino godetevi un anticipo della filosofia dei trasporti pubblici made in M5s.

Poi votate No, garantitevi che Beppe Grillo guidi da fuori un governo con Di Battista, Di Maio e la Appendino, conseguenza inevitabile delle elezioni che si terranno al più tardi nel 2018.

Quando parla di decrescita felice, Beppe Grillo dovrebbe ricordare come era da bambino. Nel paese dell’entroterra dove è nato, nel rione di Genova dove è cresciuto, soldi non ne giravano tanti a quei tempi. Era una vita dura, di sacrifici e tutti sgobbavano e sognavano di stare meglio. Parlo del pleistocene per molti di voi ma Beppe Grillo era già al mondo e dovrebbe ricordarsi come era la vita allora. A meno che Casaleggio non gli abbia spiegato bene bene il significato di quella formula sciagurata, che piace tanto ai figli dei ricchi, quelli che si radunano a Capalbio per ascoltare il verbo del vate….Ma Beppe Grillo dovrebbe ricordare meglio. Ora che stiamo un po’ bene, lui vorrebbe farci tornare indietro di mezzo secolo. Votate No se lo volete davvero.

Gli italiani sembrano formiche impazzite. Si sente parlare di costituzione e di democrazia con toni deliranti, nessuno si accorge del nuovo fascismo che avanza, cent’anni dopo, non a colpi di manganello e olio di ricino, ma di aggressioni verbali, minacce di morte sul web, in una spirale di odio la cui parola chiave è Vaffa.

Pensiamoci bene, prima di farci accecare anche noi dalla spirale di odio nata dalle ceneri della guerra a Berlusconi, alimentata dal risentimento accumulato in sette anni di crisi, acuita dalla furia demolitrice di un governo, quello di Monti, che tutti votarono, da Berlusconi a Bersani, oggi compagni di viaggio di Grillo, consapevoli o inconsapevoli seguaci del tanto peggio tanto meglio. Togliatti si rivolta nella tomba, seguendo sconsolato le prodezze dei suoi indegni nipotini.

Fa male al cuore vedere il disimpegno di giornali che questo clima hanno contribuito ad alimentare, per nobili fini ben sicuro ma che oggi assistono indifferenti. Proprio come nel 1922.