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Angelo Chizzolini, il parroco anti misericordia. Scuse ma…

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ROMA – Angelo Chizzolini fa il parroco ad Arnasco. Gli succede, niente meno, che una fuga di gas ammazzi due persone, due persone che vivevano e muoiono sul suo territorio di competenza pastorale. Uno è Dino Andrei, italiano e cattolico. L’altra è Aida Bellamouden, marocchina e per di più in sospetto di fede musulmana. I due muoiono insieme nella disgrazia. Sono marito e moglie nella vita. E in morte vanno ciascuno nella sua bara allo stesso funerale, nella stessa chiesa. Ed ecco arriva il prete. Avete mai visto un prete che benedice una salma sì e una no, una bara sì e una no? Che nega ostentatamente quel gesto di misericordia alle spoglie ( e all’anima per chi crede) di chi è cadavere davanti a lui? Ecco, quello che molto difficilmente qualcuno potrà mai vedere sì è visto: quel prete che non benedice c’è stato ed è stato Angelo Chizzolini.

“Assolutamente non pentito, era impossibile benedire, lo impone il codice di diritto canonico…” dirà poi Angelo Chizzolini al Corriere della Sera. E’ talmente convinto di essere nel giusto da aver respinto e ignorato l’invito di Monsignor Borghetti, suo “superiore”. Era stato infatti Monsignor Borghetti ad autorizzare il funerale come “atto di accoglienza e distensione”. Fosse stato per Angelo Chizzolini parroco…Monsignore gli aveva raccomandato “un po’ di buon senso”. Ma niente, il parroco non ha ceduto a lusinghe e pressioni.

Sei morta qui, sei morta tragicamente con tuo marito, sei morta in Italia e io sarei il tuo parroco. La famiglia, il Monsignore, forse perfino il Papa e comunque la pietà tentano di commuovermi e sviarmi. Ma io non cedo, io custodisco le vere regole della liturgia e senza regole liturgia, addio…Così deve aver pensato il giovane e deciso parroco: una islamica in chiesa non doveva entrare e io comunque non la benedico neanche da morta.

Raccontano i suoi parrocchiani che tempo fa Angelo Chizzolini in tonaca ebbe a dire: “Piuttosto che farli entrare gli immigrati, la brucio la canonica”. Poi farfugliò una smentita e il vescovo di Albenga e Imperia, appunto Guglielmo Borghetti, misericordioso lo coprì: “solo un equivoco”. Stavolta no, stavolta il vescovo vuole “fare una lunga chiacchierata” con Angelo Chizzolini.

Uomini di chiesa se la vedranno tra loro. Anzi, se la sono vista e deve essere stato un incontro “franco” come si dice in diplomazia. Incontro che ha prodotto un comunicato in cui Angelo parroco si scusa di non aver benedetto. Si scusa sotto evidente pressione del Vescovo che fa precisare al parroco omaggio a “accoglienza e tolleranza” e adesione alla scelta vescovile del funerale in chiesa.

Infinite e ascose sono le vie del signore…ma, da laico che di chiesa non sa, per quanto infinite e ascose possano esser le vie, quella di Angelo Chizzolini è chiara, marcata, riconoscibile nella sua direzione ed esiti. E’ la via dove la misericordia e la pietà cedono il passo alla regola, al “libro”, alla integrità della scrittura e della liturgia. Più o meno la stessa via che batte ogni fanatico della fede, qualunque fede purché sia unica, la sola vera, guerriera e pura. La fede che non la debolezza della misericordia.