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Chiesa perde pelo non vizio, c’è una famiglia politica che..

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ROMA – C’è una Chiesa che perde il pelo ma non il vizio. E’ la ufficialissima Chiesa della Conferenza Episcopale italiana, la Cei, insomma i Vescovi d’Italia. Il loro presidente Angelo Bagnasco a margine e a conclusione della celebrazione di una Santa Messa, quindi facendone una sorta di completamento della liturgia, ha pregato e premuto perché il Senato voti a scrutinio segreto il più che può sulle Unioni Civili, sulla legge in discussione.

Attenzione, l’illustre ed eminente prelato non ha detto ai parlamentari italiani: votate contro, bocciate quella legge. Era ed è nel suo diritto dire questo e il clero giustamente gode di libertà d’espressione. Se la Chiesa ritiene una legge nociva o peggio può certamente dirlo e anche invitare a bocciarla, in un voto parlamentare o in un referendum. Questa non è ingerenza negli affari di uno Stato laico, questa è libertà di pensiero.

Ma premere, pubblicamente e privatamente, sul presidente del Senato e sui gruppi parlamentari, indicando la modalità di voto questo è come se un partito politico invitasse i sacerdoti a celebrare Messa altrimenti. Questa non è solo “ingerenza”, è ostinata incomprensione del proprio ruolo. Nonostante Bergoglio, nonostante i secoli passati, la Chiesa ha ancora difficoltà con la modernità, figurarsi con la contemporaneità.

Bagnasco e molti con lui non comprendono e non accettano che proprio ciò che garantisce alla Chiesa la libertà di predicare contro una legge è fatto della stessa sostanza e trama di ciò che impedisce a un Vescovo di stendere un emendamento e presentarlo in Parlamento. Non ce la fanno, sono talvolta animati dalle migliori intenzione e, è il caso di dirlo, dalla buona fede. Ma non ce la fanno: hanno perso qua e là nella storia e nella geografia (in Italia meno che altrove) il pelo di voler fare della legge di dio una legge dello Stato ma hanno conservato il vizio di considerare i valori della Chiesa supremi e superiori e quindi legittimati a imporsi. Imporsi, non affermarsi.

Quindi un Vescovo, la Cei, che dà indicazioni di comportamento d’aula neanche fosse un Brunetta qualsiasi…Succede, accade talvolta che quando si sente l’urgenza e l’esigenza morale di dare tutto e il meglio di sé nella battaglia si inciampi e si dia anche il peggio. Siamo certi che quello di Bagnasco sia stato una sorta di eccesso di zelo pastorale, un grido sgraziato sfuggito da un uomo e un religioso seriamente angosciato e affranto dalla possibilità diventi lecito ciò che lui ritiene contro dio e contro natura.

Ma c’è un’altra fattispecie in questi giorni di difesa della famiglia. La mette in atto nelle aule parlamentari e in piazza e nella piazza televisiva una antica famiglia politica. O meglio, lo fanno i discendenti, interpreti e legittimi eredi di quella famiglia politica.

Quale famiglia politica si affanna oggi a scoprire che i gay si baciano in pubblico e che i gay si comprano i bambini al mercato, prova ne sia che poi non vogliono neanche in televisione dire il prezzo dell’acquisto. E’ la famiglia politica che quando legiferava fece legge e difese fino a che le fu possibile il “delitto d’onore”. Cioè: se la moglie ti mette le corna puoi ammazzarla. Anzi, se hai sospetto tua moglie ti metta le corna e la ammazzi, la giustizia, il Tribunale capiscono che l’hai fatto per la reputazione, mica per cattiveria. Quindi niente pena o pena minima se ammazzi la “tua” femmina. Ovviamente se la femmina ammazzava il marito perché questi le metteva le corna, o era pazza e andava messa in manicomio o andava messa in galera perché turbava con il suo delitto l’ordine sociale.

E’, quella che oggi difende la famiglia, la famiglia politica del delitto d’onore. E dei figli nati fuori dal matrimonio che era giusto non fossero uguali agli altri figli (a proposito di difensori degli interessi dei bambini). Quando legiferavano loro e per decenni e fino a ieri è stato così: bambini legalmente di serie e categoria superiore se nati nel matrimonio, di serie e categoria inferiore se nati da non sposati.

E’, quella che oggi difende la famiglia avvertendo che con le Unioni Civili non esisteranno più mamma e papà, la stessa famiglia politica che fece campagna contro il divorzio avvertendo che gli uomini, i maschi avrebbero abbandonato tutti le donne in età per fuggire con le giovanette. La stessa famiglia politica che non voleva e non vuole l’aborto legale e assistito e che pochissimo era turbata dagli aborti clandestini e praticati con i ferri da calza…tanto toccava alle donne.

La stessa famiglia politica che quando legiferava libera di farlo in splendida solitudine decretava l’omosessualità reato (Arabia Saudita e dintorni oggi, da noi l’altro ieri storicamente parlando). La stessa famiglia politica che oggi considera il gay un malato da rieducare. La stessa famiglia politica che copriva e approvava che i bambini delle donne “traviate” fossero loro tolti e mai più fatti vedere.

Un rosario di schifezze lungo decenni che gli eredi e i rampolli di quella famiglia politica oggi sgranano in pubblico a mo’ di preghiera timorata di dio. Nessuna divinità, quale che possa essere, apprezzerà.