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Merkel sbaragliata in…Val D’Aosta. Ma ora basta migranti

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ROMA – Merkel, se uno legge i giornali italiani e la tv italiana ascolta apprende che la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata sconfitta, travolta, sbaragliata alle elezioni e tanto bene non si capisce perché sia ancora al governo e non si dimetta. Non solo, qua e là sui giornali italiani si può registrare esultanza da stadio tipo “E’ bellissimo, la Merkel a pezzi” nel titolo a tutta prima pagina. Abituata e avvezza ai toni alti e alla sostanza improbabile dei talk show e dei tweet dei politici italiani, la stampa italiana dà conto di elezioni tedesche mai avvenute.

Già, perché in Germania si è votato in Meclemburgo-Pomerania, regione nel nord est del paese dove vive il due per cento della popolazione. Due per cento, insomma la Merkel ha perso…la Val D’Aosta. Anzi a esser precisi (concediamoci questo vizio) la Val d’Aosta tedesca non l’ha persa per l’ottimo motivo che non l’aveva mai avuta. Primo partito nella regione che ha votato era ed è la Spd, i socialdemocratici passati dal 35 per cento allo scarso 31. Il partito della Merkel era in regione il secondo e ora è il terzo scavalcato da Afd della destra soprattutto anti immigrati. A contorno sparizione dei Verdi e crollo elettorale della Link, la sinistra tedesca. Afd dopo questo voto non governerà il Meclemburgo, tanto meno la Germania. Per i funerali politici della Merkel celebrati in Italia la Merkel potrebbe dire: circola una notizia leggermente esagerata, porta bene…

Allora non è successo nulla? Succede una cosa enorme, in Germania e in tutta Europa, un’eruzione di cui il Meclemburgo tedesco è solo un rigurgito di lava. Lì, in quella regione tedesca dove peraltro (nessuno lo ricorda) di immigrati praticamente non ce ne sono, è bastata solo l’idea di immigrati in casa a trasferire votanti in massa dalla destra conservatrice e moderata della Merkel alla destra nazionalista ed estrema che in Germania sempre qualche brivido suscita. Ad Afd i voti dei moderati di destra andati senza problemi e difficoltà. E con altrettanta scioltezza Afd i voti della sinistra sedicente alternativa.

Con una intelligente osservazione l’ex premier italiano Letta notava che Brexit è figlia soprattutto della incapacità europea di gestire il dramma Siria. Dice Letta: gli operai e gli impiegati inglesi che hanno votato in massa per Brexit lo hanno fatto guardando lo sconcio montante dei migranti accampati a Calais, hanno votato contro l’arrivo in Gran Bretagna dei migranti. Donald Tusk da Pechino a nome dell’Europa ha ieri tentato di dire al mondo: Non ce la facciamo più, “vicini al collasso sui migranti”.

E vicina al collasso emotivo, sociale, culturale e anche etico politico è davvero l’Europa sulla questione dei migranti. Da Londra a Budapest, passando per Varsavia e anche in Germania e presto anche in Francia e Italia e ovunque si voti la gente, sempre più gente, vota contro i governi che accolgono migranti. I governi fanno il loro dovere e per questo, proprio per questo, la gente vota contro di loro.

Un quarto almeno, presto più di un terzo dell’elettorato europeo è disposto a votare chiunque gli prometta di cancellare i migranti. Con ogni mezzo. Il “con ogni mezzo” prende oggi il tra il 20 e il 30 per cento dei voti dei liberi e democratici e civili cittadini europei. A questo siamo, a questo già siamo.

Non manca moltissimo ad ancora di più, molto di più. Semplicemente il sistema politico e possiamo anche dire civile dell’Europa contemporanea non regge sotto il peso dell’immigrazione di massa. Non regge e muta in qualcosa di altro, di diverso dalla sua identità attuale anche se non ignoto, per nulla ignoto, alla sua natura. Quindi, se non si vuole che questa mutazione acceleri e si perfezioni, va fatto stop ai migranti.

Durissimo da dire ma la salute politica e civile hanno qui e ora bisogno di uno stop ai migranti. Stop sotto forma di polizia europea domani che blocca e rimpatria. Stop sotto forma di rimpatri più effettivi per quanto costosi. Stop sotto forma di imposizione ai paesi di provenienza di riprenderseli pena sanzioni economiche. Stop sotto forma non di muri, mura e filo spinato e lager ma certo sotto forma di minore garanzia che una volta sbarcati in Europa in Europa si resta.

Due cose da dire e da fare e probabilmente sarebbe necessario anche fare qualche cosa poco accogliente e solidale. Va cambiato in fretta il messaggio per chi parte. Oggi può morire nel viaggio ma se arriva resta. Va trasformato in ti aiuto ancora di più a non morire in viaggio ma per te è possibile, anzi probabile un biglietto di ritorno, non è detto che resti, anzi.

O così o l’Europa, l’Europa democratica, sarà travolta. Travolta nella sua civiltà. Non perché invasa o contaminata come ricantano i razzisti e con loro in coro la brava gente che si venderebbe senza esitazioni libertà e diritti umani in cambio di un quartiere senza “scuri”. No, travolta nella sua civiltà l’Europa senza uno stop ai migranti perché se continua la mutazione politico-elettorale-sociale-etica in corso diventiamo, ridiventiamo, l’Europa degli anni 20/30 del secolo scorso. Magari con lo smartphone e il web in più, ma quella Europa.