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Miracolo economico in Italia, si può ancora provare a farlo?

Si può ancora provare a fare un miracolo economico in Italia? Tanti anni fa ho avuto uno scontro con un politologo americano, Joseph La Palombara, durante un convegno (anni Settanta). La sua tesi era che...

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Si può fare un miracolo?” anche sul sito Uomini & Business.

Si può ancora provare a fare un miracolo economico in Italia? Tanti anni fa ho avuto uno scontro con un politologo americano, Joseph La Palombara, durante un convegno (anni Settanta). La sua tesi era che l’Italia aveva una classe politica straordinaria. Da bravo ragazzo con tante buone letture progressiste mi inalberai subito: ma come? Sono una massa di cialtroni. E La Palombara: no, sono fra i migliori del mondo.

A questo punto devo aver detto qualche parola di troppo, il professore mi guarda storto, ma poi comincia a spiegare. Il suo ragionamento è questo.

L’Italia esce dalla guerra semidistrutta, il 90 per cento dei suoi abitanti sono contadini, non ha infrastrutture di sorta, in più è dominata da due forze anti-mercato e anti-capitaliste: cattolici e comunisti. Nonostante questo, conclude La Palombara, in meno di dieci anni siete diventati la sesta potenza industriale del mondo. I vostri politici, allora, non dovevano essere così pessimi.

Giunti a questo punto è evidente che il dibattito era stato vinto da La Palombara: il suo ragionamento era ineccepibile. Però per anni mi è rimasta la sensazione che, da qualche parte ci fosse uno sbaglio.

E’ stato Piero Bassetti (durante un’intervista diventata abbastanza famosa, quella del sciur Brambilla) a fornirmi la giusta chiave di lettura. Guarda che non eravamo così bravi, avevamo solo capito che il paese si stava muovendo, e lo abbiamo lasciato fare, briglie molto lunghe. Infatti, contesto, c’era di tutto: evasione fiscale, soldi in Svizzera, ecc.

E Bassetti: esatto, però hanno fatto il miracolo economico, avranno portato qualche milione in Svizzera e avranno dimenticato di pagare qualche tassa, si saranno comprati qualche barca di troppo, ma in compenso hanno rimesso in moto l’Italia. Non abbiamo sbagliato.

E qui il cerchio si chiude. Non erano fantastici politici, semplicemente avevano capito che il segreto, in quegli anni, era non stare troppo addosso a chi aveva voglia di fare le cose. C’erano i soldi del piano Marshall, un paese da reinventare, e tanta gente che aveva voglia di provarci. E si creò il miracolo.

Oggi sarebbe ancora possibile una strategia del genere? Purtroppo no. Oggi siamo reduci da una crisi profonda e in giro tira un’aria mesta. L’Europa, secondo le previsioni, nei prossimi dieci anni non raggiungerà mai una crescita del 2 per cento. L’Italia arrancherà sotto l’1,5 per cento di crescita annuale.

Se si dovessero lasciare le briglie lungo al sistema (come ai tempi ricordati da Bassetti) i risultati sarebbero quelli appena indicati sopra: modestissimi.

E allora che cosa si può fare? Non ci sono molte ricette. Anzi, forse ne esiste una sola: tagliare la pressione fiscale di 5 punti, di colpo (con la Bce che stampa soldi notte e giorno), e intanto avviare riforme per ridurre il peso dello Stato sull’economia e per aumentare la sua efficienza.

Se non si faranno queste cose (e penso che non si faranno) il futuro è quello indicato sopra: 2 per cento annuale, massimo, di crescita in Europa per i prossimi dieci anni, e 1,5 per cento in Italia. Un fallimento.


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