Blitz quotidiano
powered by aruba

Movimento 5 stelle avvelenatore di pozzi, bugie e follie dal circo equestre di Beppe Grillo. Guardate questa foto prima di votarlo

Il Movimento 5 Stelle ha un ruolo positivo in Italia? si chiede Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. La risposta è drastica:

“No, sono solo avvelenatori di pozzi”.

Grillini come salvatori della patria? E’ l’ultima invenzione dei supporter (in cerca di lettori) del Movimento. La tesi è semplicissima: se qui non ci fossero Grillo e i suoi amici, scoppierebbe un gran casino di tipo sociale, così forte da travolgere tutto. Il disagio esiste nella società: oggi passa attraverso i Cinque Stelle. Se non ci fossero, troverebbe altre strade, assai più pericolose. Grillo e i suoi incanalano la rabbia sociale che esiste dentro un movimento politico, che quindi assolve a una funzione positiva. Viva i Cinque Stelle. Anzi, ringraziamo il cielo di avere questa brava gente fra di noi. Questa è la tesi, ad esempio, di Alessandro Gilioli su “L’Espresso”. Ma non è il solo.

Difficile immaginare bischerate più grandi di questa. La società italiana ha affrontato, al pari di altre, momenti molto difficili a partire dal 2007 con lo scoppio della crisi sub-prime. Non che prima fosse una meraviglia: paese vecchio, a scarsa produttività, gestione politica assonnata e scadente, impermeabile a qualunque tipo di riforma, tassazione eccessiva. Però, ogni anno cresceva un po’ e la disoccupazione era contenuta entro i limiti del 7 per cento (adesso siamo sopra l’11).

Con l’avvio della crisi tutto è precipitato. Grande austerità, aumento della disoccupazione. Fine del sogno del ceto medio di stare sempre un po’ meglio. E fine, per quelli ancora più in basso nella scala sociale, di poter diventare un giorno ceto medio. Quindi problemi nuovi a fronte di una realtà cambiata, quasi capovolta rispetto a prima del 2007.

Ma anche, per la prima volta, assenza di grandi manifestazioni di massa nonostante l’evidente situazione di difficoltà. Tutto sommato la società italiana reagisce con grande consapevolezza e compostezza alle nuove difficoltà. Un solo esempio: una durissima riforma delle pensioni (la Fornero) passa senza una sola ora di sciopero. Il paese, cioè, capisce che il momento è grave e che tutto è cambiato. E’ arrivata l’ora dei sacrifici. Triste, ma la cosa non appare evitabile.

E è qui che entrano in azione gli avvelenatori di pozzi. La Lega, con la guerra a oltranza ai “diversi” (Rom e immigrati) e all’ euro, immaginando una via facile per l’uscita della crisi, e cioè la ricomparsa della lira (e quindi della svalutazione). La Lega dice stupidaggini senza senso alcuno, ma ritiene che quelle parole abbiano presa sulla gente e quindi va avanti. E infatti risorge e arriva al 10 per cento dei voti. Ma lì si ferma e è evidente a tutti che ormai ha raggiunto il suo massimo. Al punto che nella Lega stessa si comincia pensare di liquidare Matteo Salvini, perché ormai sono finiti tutti in un vicolo cieco.

Anche la Lega, comunque, non mobilita le masse. La presenza alle sue manifestazione è sempre sparuta, poca cosa. Per le strade non ci sono cortei.

Ma sulla piazza arriva anche il Movimento 5 stelle e questa è un’altra storia. Questi sono davvero avvelenatori di pozzi. La loro strategia è molto semplice: diffondere discredito su chiunque abbia un ruolo pubblico, diffondendo bugie, calunnie, falsità in quantità ma viste prima. Il tutto, poi, nelle forme improprie di questo Movimento, che non fa congressi, che ha una struttura monarchica e che è governato di fatto da un ex comico e da una S.r.l privata. Una roba, cioè, che nella politica mondiale non esiste e che non dovrebbe esistere. Solo noi ne abbiamo l’esclusiva. In Europa esistono tanti movimenti di protesta e populisti, ma niente che abbia le caratteristiche di degenerazione privatistica dei Cinque Stelle.

Ancora: il personale a cui vengano affidati ruoli è raccattato sul Web e si dimostra assurdo e incompetente in qualsiasi cosa, capace al più di piantare una grana per due scontrini, ma senza riuscire a fare ragionamenti coerenti su qualche materia, Un circo equestre.

Un circo che sta cercando di avvelenare tutta la società italiana, diffondendo non analisi e soluzioni, magari radicali, ma dotate di senso. No, bischerate qualunque: dai rifiuti zero alla decrescita felice (con tre milioni di disoccupati), dal reddito di cittadinanza alla società vegana.

In politica, poi, il nemico giurato, perché è l’unico competitor serio, il nemico da abbattere (sempre con diffamazioni, falsità, bugie, insulti), è il Pd di Renzi, cioè l’unico “luogo” in cui la politica italiana sta cercando di rinnovarsi e di avviare, finalmente, un processo riformatore.

Dove sia, a questo punto, il ruolo “positivo” dei Cinque Stelle non so chi riesca a vederlo. Non svolgono alcuna attività di contenimento del disagio sociale (che, per fortuna, si contiene da solo), ma cercano invece con ogni mezzo di screditare tutto e chiunque proprio per fomentare il disagio sociale e farlo esplodere. Il tutto, va detto, anche se spesso i Gilioli di turno dimenticano e sorvolano, senza passare attraverso alcuna regola democratica: tutto viene deciso nelle stanze di una S.r.l. privata a Milano e poi imposto al movimento. Con l’assurdità (su cui si sta zitti) dei “contratti di fedeltà” per gli eletti (sindaco di Roma) o gli indicati a cariche pubbliche. Una novità usata fino a ieri solo nelle aziende commerciali per la vendita di aspirapolvere. E questa sarebbe politica?

E se i Cinque Stelle dovessero evaporare? Sarebbe un dramma? Nelle città scoppierebbe l’incendio delle rivolte? Gli assalti ai forni del pane?

Nemmeno per idea. Se i Cinque Stelle dovessero evaporare (come io mi auguro e spero) tornerà la politica. Quelle fatta ci ragionamenti, di programmi, di tentativi di riforma, di confronti sulle cose. In sostanza, i Cinque Stelle non sono il futuro, ma ciò che bisogna lasciarsi alle spalle. E in fretta.