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Acqua, la biologa Anna Villarini avverte: se ne beve tanta ma…

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ROMA – Estate, col caldo aumenta la sete e quindi il bisogno di bere acqua. Pochi però sanno che nell’acqua che esce dai rubinetti delle case ci sono sostanze che alla lunga possono essere molto nocive per la salute. Tra queste spicca in particolare l’arsenico, che può provocare il tumore alla vescica.

L’allarme arsenico dura troppo silenziosamente dal 2001, cioè da ormai ben 15 anni, vale a dire da quando una normativa europea ha imposto limiti precisi all’inquinamento dell’acqua potabile tramite il controllo di 48 parametri microbiologici e chimici. Si scoprì così che nelle acque potabili convogliate dagli acquedotti italiani, specie in quelli del Lazio, c’era in particolare troppo arsenico, ben sopra il massimo consentito di 10 microgrammi per litro. E si scoprì che i comuni con acque che era meglio evitare erano 128.

Molti comuni se la sono cavata chiedendo deroghe, fino al massimo consentito di tre e ognuna della durata di tre anni, ma facendo poi poco o nulla. È stato così che due anni fa il commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potocnik, ha raccomandato e ottenuto l’invio all’Italia di una lettera di messa in mora, prima fase formale della procedura di infrazione. Una frustata che si spera acceleri la soluzione definitiva del problema arsenico. Intanto però le statistiche dicono che il tumore alla vescica è la quarta causa di mortalità per gli uomini e la settima per le donne e che la quantità di uomini colpiti ogni anno da questo tipo di tumore è tripla di quella delle donne.

Quali sono le cause principali di questo tumore e della diversità di diffusione tra uomini e donne e come fare per evitarlo? Lo abbiamo chiesto ad Anna Villarini, biologa e specialista in Scienze dell’alimentazione, ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, nonché autrice dei libri Prevenire i tumori mangiando con gusto e Scegli ciò che mangi, una utile guida ai cibi che aiutano a proteggere la salute.

“La causa sta probabilmente nell’esposizione ai fattori di rischio. Infatti sono ancora molti gli uomini che fumano e il fumo di sigaretta costituisce il principale fattore di rischio, ma anche l’esposizione cronica alle amine aromatiche e nitrosamine costituisce un rischio importante ed è frequente nei lavoratori dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio, ma anche in chi mangia spesso carni conservate, come i salumi. Inoltre un consumo elevato di cibi fritti e grassi è associato a un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica, e queste abitudini alimentari sono più frequenti negli uomini che nelle donne. L’incidenza del tumore dellavescica è però in calo nell’uomo e in aumento nella donna probabilmente perché gli uomini stanno riducendo l’abitudine al fumo mentre nelle donne è in aumento. Si stima comunque che l’incidenza nel futuro dovrebbe complessivamente ridursi”.

Veniamo all’acqua dei rubinetti, con presenza di arsenico e alle altre sostanze pericolose per la vescica. Spesso il problema è stato superato non diminuendo o eliminando la sua presenza, ma aumentandone i limiti ammessi per legge. Ci sono conseguenze?

 “Potrebbero. Infatti se da un lato bere molta acqua permette la diluizione dei  metaboliti nelle urine e aumenta la frequenza della minzione, riducendo di conseguenza il contatto di eventuali sostanze cancerogene con l’epitelio vescicale, dall’altro l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha reso noto già dal 2004 che acque contaminate da arsenico sono associate a un elevato rischio di tumori della vescica mentre alcuni studi riportano un aumento di rischio anche a seguito di consumo di acque clorate e, quindi grande cautela ad aumentare i limiti di legge”.

Esiste una stima del costo sociale provocato dall’avere aggirato il problema di queste sostanze negli acquedotti anziché risolverlo? Ovvero: quanti tumori alla vescica in più e che spesa sanitaria conseguente ogni anno?

“È molto difficile per chi non è addetto ai lavori conoscere i dati esatti della spesa sanitaria. Si dovrebbe chiedere al Ministero…”

Arsenico, cloro, nitriti, e cos’altro di pericoloso c’è nell’acqua degli acquedotti?

“Arsenico, cloro e nitriti sono sostanze diverse che si possono trovare nella acque degli acquedotti. Il cloro viene aggiunto per eliminare la carica batterica e renderle potabili, arsenico e nitriti derivano da inquinamento ambientale (ad esempio concimi) e possono essere presenti;  se ne possono tollerare solo in tracce, cioè quantità trascurabili. Dato il rischio in relazione del tumore della vescica ritengo che sianopreferibili le acque imbottigliate, cioè le acque dette minerali, ma stando bene attenti a leggere cosa c’è scritto nelle etichette, vale a dire i risultati di laboratorio. A meno che non si abbia la possibilità di conoscere l’analisi chimica delle acque potabili, anche se il cloro è sempre presente”.

Sta prendendo piede l’uso di dotare i rubinetti della cucina di un filtro depuratore dell’acqua. Serve o aggiunge inquinamento?

“Contro l’inquinamento potrebbe essere utile, ma demineralizza troppo l’acqua e questo non è un bene per la nostra salute, specialmente al nostro cuore”. 

Quali acque minerali bere: in vetro o in bottiglia?

“Il vetro è sempre da preferire, ma la plastica delle bottiglie utilizzata oggi non dovrebbe rilasciare sostanze dannose. Non dovrebbe: uso il condizionale”. 

Esiste una prevenzione attraverso la nutrizione? Prevenzione sia ex ante che ex post, cioè sia per non essere colpiti da questo tipo di tumore e sia per evitare recidive. Insomma cosa non mangiare e cosa invece sì in entrambi i casi.

“Direi che seguire il Codice Europeo contro il Cancro, facilmente reperibile in Internet, è la cosa più utile e scegliere le acque giuste, delle quali pure esiste l’elenco completo con annessi risultati delle analisi e, ovviamente, smettere di fumare anche se non riguarda strettamente te la abitudini alimentari”.

Parlare di cibo significa implicitamente parlare di peso e purtroppo anche di obesità.  Ci si deve controllare  anche nel peso?

“Ma certo! Il peso elevato è associato a maggior rischio di patologie oncologiche e cardivascolari. Quindi, a prescindere dalla malattia che vogliamo prevenire, mantenere un peso adeguato è fondamentale! Ridurre al minimo i dolci e lo zucchero è utile non solo per il peso, ma anche a limitare i picchi di glicemia e di insulina che portano alla produzione non equlibrata di ormoni e di sostanze infiammatorie. Se si vuole proprio dolcificare un cibo è bene utilizzare solo zucchero di canna integrale, ma in quantità davvero minime”. 

Spezie. Molti medici e urologi le vietano in blocco, invece curcuma, zenzero, curry, anice, cannella, ecc., pare apportino notevoli benefici.

“Alcune spezie hanno proprietà antitumorali, come lo zenzero e la curcuma, e possono essere utili anche per la vescica. In alcuni casi possono però interferire con i farmaci quindi è bene chiedere sempre all’oncologo di riferimento. Di zenzero se ne possono mangiare fino a 30 grammi al giorno, magari utilizzato per fare una tisana o un  decotto, mentre di curcuma se ne può prendere un cucchiaino al giorno, potenziata con un pizzico di pepe nero e comunque mangiandola con altri cibi contenenti grassi (olio extravergine) e non da sola altrimenti non si assorbe. Va bene anche il curry perché è a base di curcuma, pepe e zenzero”.  

Anche mangiare aglio e cipolle crude i sia una buona prassi preventiva. Possibile che per evitare l’odore dell’aglio si eviti di mangiarne accettando così di correre dei rischi? Comportamento che cozza contro il fumare sigarette, sigari e pipa, che non lasciano certo odore gradevole e per giunta non fanno bene neppure ai denti e alla pelle almeno dal punto di vista estetico.

“Il fumo fa male anche per i tumori della vescica, mentre l’aglio è protettivo : quindi se dobbiamo avere un odore non buonissimo scegliamo l’aglio, che almeno si guadagna in salute. Ma anche questo senza esagerare: troppo aglio può far male allo stomaco e alle mucose dell’apparato digerente. Un intero capo d’aglio al giorno è un po troppo!! Bastano un paio di spicchi”.

Quanto costa alla società l’ignoranza su cosa bere – e cosa mangiare – in termini di conseguenze tumorali e quindi anche di spesa sanitaria nazionale?

“Costa sicuramente molto. Troppo e non solo in termini economici!!. Speroche il ministero possa attivare campagne di prevenzione sempre più mirate per ridurre l’incidenza di tutte le patologie cronico-degenerative”.

La vita sedentaria o quanto meno con troppe ore seduti in ufficio o a casa danneggia o no la vescica?

“Di sicuro bene non fa. In ogni caso, essere attivi e non sedentari ci protegge da tante patologie”. 

Si sta diffondendo il camminare a passo svelto per almeno mezz’ora, forse diventerà una nuova mania come il correre a piedi. Ma è utile?

“Sì. Tantissimi studi indicano che almeno 30 minuti di passeggiata a passo veloce tutti i giorni aiutano a prevenire tumori, malattie cardiovascolari, diabete e altro. In molti casi aiutano a prevenire le ricadute”.

E quindi?

“Quindi mangiamo bene e muoviamoci tutti i giorni!”.