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Emanuela Orlandi, indagini e soldi buttati dietro scoop che…VIDEO

La foto di di Pino Nicotri

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Emanuela Orlandi, anni di indagini e soldi buttati dietro scoop che forse a guardarci meglio dentro sarebbero apparsi subito quello che erano, favole. Dalle oltre 20 mila pagine distribuite in 833 cartelle di atti giudiziari del mistero Orlandi, archiviato lo scorso 5 giugno, emergono le cartelle n. 4039515, 4039453, 4039534, 4039448 e 4039535. Intercettazioni telefoniche e deposizioni testimoniali alla mano, esse contengono la ricostruzione di cosa c’era dietro e dentro il clamoroso scoop  mandato in onda da Roma Uno TV la sera del 16 giugno 2011 nel corso del programma Metropolis, durante la puntata intitolata “Emanuela Orlandi: 28 anni dopo” ideata dalla conduttrice televisiva Valentina Renzopaoli: si tratta dell’elettrizzante scoop che fece sperare per qualche mese che Emanuela fosse viva e rintracciabile a Londra.

Quella sera per presentare il loro libro “Mia sorella Emanuela. Voglio tutta la verità” erano ospiti di Metropolis Pietro Orlandi fratello di Emanuela e il giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci. A un certo punto, subito dopo una pausa pubblicitaria, telefona e viene immediatamente mandato in onda uno sconosciuto che afferma di essere stato l’agente segreto Lupo Solitario del nostro servizio segreto militare quando si chiamava ancora SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare). Il Lupo Solitario ulula in diretta più di una notizia sbalorditiva:

“Io so dov’è Emanuela. È viva e si trova in un manicomio in Inghilterra, nel centro di Londra ed è sempre stata sedata. Con lei ci sono due medici e quattro infermiere. Emanuela è passata per la Germania, la Francia e l’Inghilterra”.

Scompiglio e grande emozione di Pietro e di tutti i telespettatori! Segue un dialogo fin troppo sorprendete tra gli ospiti di Roma Uno TV e l’asserito ex 007 del SISMI, che aggiunge rivelazioni su rivelazioni, condite con particolari inediti molto precisi. Tanta conoscenza gli viene dal fatto che, stando alle sue affermazioni, lui era presente come supervisore in loco delle operazioni di “prelevamento”, cioè del rapimento, di Emanuela per mano di agenti segreti di vari Paesi, compresi 007 inglesi che hanno poi caricato la ragazza su un’auto “Mini verde familiare”.

Il “botto” di Roma Uno TV è seguito il 19 giugno da una prima lunga intervista di Peronaci al Lupo Solitario, intervista che ora è accessibile al pubblico con qualche complessità perché trasferita all’archivio storico del Corriere. Cercarvi l’intervista è un’impresa. Vi si racconta che il Lupo Solitario vive sei mesi in Italia e sei in Brasile, dove sostiene di avere una grande fazenda, cioè una grande azienda agricola, che però non specifica mai dove si trova.  Segue poi  a razzo un viaggio a Londra e a Birmingham di Pietro Orlandi alla ricerca di Emanuela con tanto di troupe di “Chi l’ha visto?”.  E quando il 22 giugno torna in Italia, poche ore prima della puntata di “Chi l’ha visto?” dedicata al suo blitz londinese,  Pietro pur non avendo trovato nulla di nulla rilascia dichiarazioni ottimistiche:

“Sono venuto molto scettico, per proteggermi dall’ennesima delusione, ma torno con uno spiraglio aperto e in attesa di altri riscontri ”  .

Indagato per usurpazione di titoli e simulazione di reato, il Lupo Solitario fasullo verrà infine condannato a otto mesi di prigione, intanto però si trova in Tunisia.

Il 18 giugno, cioè due giorni dopo la trasmissione con la telefonata del falso 007, Valentina Renzopaoli viene contattata dall’ispettore di  polizia giudiziaria Teresa Cirasuolo, che in seguito la interroga negli uffici della Squadra Mobile della questura di Roma. A Renzopaoli viene chiesto:

“Ci può spiegare come è avvenuto il contatto  con il sedicente agente del SISMI?”.

La conduttrice di Metropolis risponde:

“Non so esattamente chi abbia contattato “Lupo Solitario”, ma sono a conoscenza del fatto che l’uomo abbia lasciato la propria utenza cellulare, la quale successivamente è stata data al giornalista Peronaci. Quest’ultimo, essendo ospite della mia trasmissione, ha ritenuto che Lupo era un personaggio molto interessante che asseriva che Emanuela Orlandi era ancora viva. Per tale motivazione mi ha proposto di farlo intervenire in diretta. Suppongo che Fabrizio avesse avuto già qualche contatto con il misterioso personaggio tanto è vero che, avendo la sua utenza cellulare, lo ha personalmente contattato per farlo intervenire in trasmissione. Fabrizio mi ha consegnato l’utenza che io stessa ho passato alla regia che ha provveduto a chiamare in diretta “Lupo Solitario””.

Pietro Orlandi era al corrente di tutto ciò? Alla domanda, rivoltagli pochi giorni fa, purtroppo preferisce non rispondere. Senza dubbio la rivelazione ha suscitato un bel clamore sul mistero Orlandi e notevole pubblicità al proprio libro. Sta di fatto che per occuparsi anche di questo la magistratura e la polizia giudiziaria hanno dovuto spendere un sacco di tempo e di quattrini.

Leggiamo la cartella n. 4039453, il verbale d’interrogatorio del 22 giugno di Luigi Gastrini davanti agli ufficiali di polizia giudiziaria di Bolzano  Mario Andreoli e Rein Kuppelwieser. Come abbiamo già visto, il fratello di Emanuela al suo rientro il 22 giugno da Londra nascondeva di avere ricevuto un bidone e rilasciava dichiarazioni ottimistiche, la sera prima aveva invece telefonato adirato allo 007 fasullo per dirgli che non era riuscito ad avere nessuna informazione e aveva anzi sbattuto “contro un muro”.

Tradotto in italiano: Pietro Orlandi sa bene di essere tornato a mani vuote, però ai cronisti invece dice di essere tornato con uno “spiraglio aperto” e “in attesa di altre conferme”. È imminente la puntata di “Chi l’ha visto?”, che di lì a poche ore infatti parla proprio della trasferta inglese per avvalorarne l’ottimismo pur sapendo bene che in realtà era totalmente infondato.

Passiamo ora ai tentativi di Lupo Solitario di riuscire a spillar quattrini in cambio delle sue “rivelazioni”.

Il 10 agosto 2011 ho reso noti i tentativi nei miei confronti che Gastrini fece fare al suo avvocato, che era in buonafede, prima per convincermi in cambio di tre milioni di euro ad andare a Londra “a prendere Emanuela per portarla in Italia”  e poi per farmi comprare in cambio di molto ma molto meno i propri diari “esplosivi”, dove si parlava anche del sequestro di Aldo Moro. Ora dalla cartella 4039535 si apprende che tentativi simili erano stati tentati anche con i giornalisti Giangavino Sulis del settimanale Oggi e Nicola Santini collaboratore di Panorama. Gastrini insiste con Sulas per scrivere un libro, poi però finisce con l’accontentarsi di un contratto per un’intervista:

Gastrini: “Mettetemi in condizione che io me ne vado… me ne vado con qualche soldino in tasca”.

Sulas: “Sì, sì, sì”.

“Gastrini: “ ..con un contratto firmato”.

Sulas: “Sì ho capito, ho capito, ho capito dai…”.

Gastrini: “lei gli faccia.. gli dica al Direttore di farmi fare un’offerta… cosa sono 50…20….30 mila”.

Sulas: “Sì”.

Gastrini: “Io anche se c’ho 30 mila me ne vado egualmente”.

Sulas: “ … ho capito”.

Gastrini: “poi vedete voi… fatemi un’offerta voi.. e vi do tutta la… tutta la roba [i diari “esplosivi”, ecc.: NDR] ve la do a voi… tutto quello che c’ho”.

Nella cartella 4039538 leggiamo infine i brogliacci di intercettazioni telefoniche riguardanti il tentativo di Gastrini e di un suo amico tunisino, secondo la polizia “dovrebbe identificarsi per Mouez Dhafer”,  di fare autorizzare dalla Banca d’Italia il pagamento di una cifra, non specificata, per una mega fornitura di “gasolio”, venduta da non si sa chi a non si sa chi. Nei brogliacci delle intercettazioni vengono spesi i nomi dell’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, dell’allora governatore Mario Draghi, dei dirigenti d’alto livello Lorenzo Bini Smaghi e Fabrizio Saccomanni: tutte persone con le quali Gastrini vuole parlare per lo sblocco dei pagamenti, ricevendo la garanzia del tunisino.

A un certo punto il brogliaccio così sintetizza le telefonate tra Luigi Gastrini e il suo amico tunisino:

“Luigi dice che aspettava di fargli vedere dei documenti… l’uomo risponde perché l’ONU ha risolto tutto… non serve nessuna autorizzazione… serve solo l’approvazione della banca centrale, per sbloccare la situazione… serve soltanto avere un contatto all’interno della Banca centrale… qualcuno che possa dare il benestare e basta”.

Ecco di cosa ha dovuto occuparsi la magistratura!

 

 

 


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