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Emanuela Orlandi, flop evento. Le 17 domande senza risposta

La giornata evento per Emanuela Orlandi e Mirella Gregori al Trullo, a Roma, è stata un flop. Ma ha lasciato 17 domande senza ancora una risposta.

La foto di di Pino Nicotri

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ROMA – Mistero Emanuela Orlandi: purtroppo l’ambiziosa “Giornata Evento Mirella&Emanuela” è stata un flop. Dei 400 posti a sedere del teatro S. Raffaele, nel quartiere Trullo di Roma, ne sono rimasti liberi talmente tanti che gli stessi organizzatori della Giornata Evento hanno preferito evitare accuratamente di pubblicare foto del rado pubblico in platea. Uniche foto pubblicate, quelle dei relatori malinconicamente impegnati sul palcoscenico, quelle delle volenterose ragazze che dallo stesso palcoscenico hanno recitato una breve parte e del cantante Simone Cristicchi in pose un po’ istrioniche.

Stranamente assente la redazione di Chi l’ha visto?: dopo dieci anni di overdose sul mistero Orlandi ha forse compreso che, come si suol dire, il troppo stroppia. Ha mollato di colpo l’osso con la stessa disinvoltura con il quale lo ha spolpato e rosicchiato a lungo fino a non farne restare che un po’ di polvere? Il posto dell’irrisolto mistero Orlandi pare venga preso in questi giorni da un nuovo mistero: Andrea Ghira, il massacratore del Circeo morto e sepolto in Spagna, è vivo?

Per fortuna però l’intero dibattito tenuto al S. Raffaele è messo in rete da Radio Radicale, e resta perciò interamente ascoltabile con un apposito link. Chiunque può rendersi conto dell’inconsistenza con la quale anche nella Giornata Evento ognuno ha insistito a rifilare la solita propria minestra riscaldata. Tralasciando per educazione ciò che ha detto contro il sottoscritto Pietro Orlandi, immediatamente contraddetto dalla giornalista Anna Maria Turi, vediamo invece quanti e quali punti oscuri avrebbero essere potuto essere chiariti spontaneamente, o su domande del troppo rado pubblico, dai vari relatori seduti sul palcoscenico della serata al Trullo. Vediamo cioè quali e quante occasioni sono state perse anche questa volta:

1) – presente in platea, Natalina Orlandi non ha spiegato – e nessuno le ha chiesto di farlo – perché è stato mantenuto il silenzio sul fatto che nel parlamento italiano lei era la segretaria del capo dell’Ufficio Legale avvocato Gianluigi Marrone, il quale era contemporaneamente Giudice Unico del Vaticano: veste nella quale respingeva tutte le rogatorie dei magistrati italiani che chiedevano di interrogare alcuni cardinali riguardo Emanuela.

2) – La stessa Natalina non ha spiegato – e nessuno le ha chiesto di farlo – perché nella puntata del 5 luglio 2010 di “Chi l’ha visto?” ha affermato assieme alla conduttrice Federica Sciarelli che nell’83 la stazione ferroviaria Roma S. Pietro non esisteva ancora, mentre invece esisteva dal 29 aprile 1894, cioè da oltre un secolo! Inesattezza servita solo a non far sapere ai telespettatori che da Monte del Gallo si sente il fischio dei treni di quella stazione e che quindi l’Americano la sua prima telefonata a casa Orlandi, il 5 luglio 1983,  potrebbe averla fatta proprio da Monte del Gallo. Avvalorando così in qualche modo la voce secondo la quale Emanuela è morta a Monte del Gallo la sera stessa della scomparsa.

3) – Idem per quanto riguarda l’altra affermazione della stessa puntata di “Chi l’ha visto?”, e cioè che nell’83 la stazione ferroviaria interna al Vaticano non funzionava più. Invece funzionava ancora come scalo settimanale per treni merci e per qualche viaggio del papa.

4) – A proposito di Monte del Gallo, non è stato spiegato come mai Pietro Orlandi abbia inseguito e avvalorato tutte le piste più strampalate, ma sia sia invece sempre tenuto ala larga da quella di Monte del Gallo.

5) – Non è stato spiegato come mai Pietro Orlandi e il giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci abbiano dato credito per mesi alla “rivelazioni” di Luigi Gastrini, che sosteneva di essere un “ex 007 dei servizi segreti militari, col nome in codice Lupo Solitario”, e di avere “coordinato in loco il prelevamento di Emanuela, oggi sedata e chiusa in un manicomio del centro di Londra”. Eppure erano stati prontamente avvertiti che Gastrini era un potenziale millantatore, reato per il quale alla fine si è guadagnato una condanna a due mesi di reclusione e ha pensato bene di fuggire in Tunisia.

6) – Non è stato spiegato perché Peronaci pur essendone stato messo al corrente abbia sempre taciuto sulla ipotetica truffa milionaria tentata con più persone a Milano dall’avvocato di Gastrini: un bel po’ di euro in cambio “dell’andare a prendere Emanuela a Londra per riportarla in Italia”.

7) – Non è stato spiegato per quale motivo il giornalista di “Chi l’ha visto?” Fiore Di Rienzo non ha mai detto ai telespettatori che la signora Laura Morelli, da lui intervistata per avvalorare la faccenda del “flauto di Emanuela” portato in dono da Marco Fassoni Accetti, ha raccontato una cosa alquanto imprecisa. E cioè che a tutto il 22 giugno ’83 l’insegnante di flauto di Emanuela era il povero Jures Lello Balboni, in realtà morto ben 7 mesi prima.

8) – Non è stato chiarito perché mai Pietro e Natalina presenti in studio in quella puntata NON abbiano smentito né in diretta né in seguito, e a tutt’oggi, la signora Morelli.

9) – Non è stato detto perché i vari Nazio, Notariale e Peronaci, seduti sul palco a pontificare al Trullo, NON hanno neppure loro mai smentito la signora Morelli, pur avendo scritto a chiare lettere nei loro rispettivi libri il nome, Loriano Berti, del vero insegnante di flauto di Emanuela .

10) – Nessuno ha spiegato come mai “Chi l’ha visto?” ha iniziato nel settembre 2005  il lungo tormentone su De Pedis e la sua sepoltura nella basilica di S. Apollinare con una “telefonata” anonima che i magistrati hanno appurato NON essere una telefonata. Forse Di Rienzo, Nazio e Notariale, tutti giornalisti di quel programma in quel periodo, avrebbero potuto chiarire il piccolo mistero.

11) – Pietro Orlandi non ha spiegato perché quando la pista De Pedis era ormai alla frutta ha dichiarato in interviste che alcune amiche di Emanuela dei tempi del conservatorio si sono ricordate di colpo di un particolare inedito: e cioè che che la direttrice suor Dolores vietava alle ragazze di frequentare la basilica di S. Apollinare perché riteneva pericoloso il suo rettore don Piero Vergari. Tale divieto o anche semplice monito di suor Dolores purtroppo NON figura in nessuna testimonianza resa agli inquirenti e in nessuna dichiarazione delle interessate ai giornalisti. Per giunta, è stato invece accertato dalle indagini che le studentesse di suor Dolores in occasione del Natale e in altre ricorrenze usavano cantare senza problemi e fastidi di sorta nel coro della basilica. E Pietro Orlandi si è dimenticato di specificare i nomi delle amiche di Emanuela che, a suo dire, gli avrebbero raccontato quel loro improvviso ricordo.

12) – E’ rimasto ignoto il motivo per il quale Pietro Orlandi si sarebbe inventato che in un (mio) libro c’è scritto che “Emanuela faceva la geisha per i cardinali del Vaticano”.

13) – E’ rimasto ignoto anche il perché il signor Andrea Mario Ferraris, marito di Natalina Orlandi, sorella di Emanuela e Pietro, abbia presentato un esposto all’Ordine dei giornalisti scrivendo che nello stesso (mio) libro accusato a vanvera da Pietro si afferma che “Emanuela si prostituiva per i cardinali della Curia” e che “i suoi genitori nascondevano tale vergogna”. Due affermazioni semplicemente inesistenti.

14) – Non è stato spiegato come mai la giornalista Raffaella Notariale insista a dire – lo ha fatto anche al S. Raffaele – che De Pedis è rimasto incensurato solo perché è stato ucciso prima che potesse essere celebrato quello che secondo la collega era un processo pendente. Quale sarebbe il “processo pendente” in questione, a quale reato si riferiva e chi erano i magistrati che se ne occupavano? Domande anche queste senza nessuna risposta.

15) Resta oscuro perché mai Pietro Orlandi, convintissimo che la banca vaticana IOR sia “un tassello” del mosaico criminale che ha inghiottito Emanuela, ci abbia lavorato in silenzio per molti anni e perché sia andato in pensione in età ancora lavorativa. Com’è possibile, inoltre, che pur lavorando al suo interno non abbia notato nulla riguardante il ruolo dello IOR nella scomparsa di Emanuela? Infine: se è così convinto del ruolo criminale dello IOR e dei rapporti IOR-Banda della Magliana-De Pedis, perché lui e gli altri Orlandi non hanno mai chiesto che venissero interrogati i vertici dello IOR degli anni ’80?

16) – Pietro Orlandi è arrivato a dichiarare

“Persone attendibili mi hanno detto che Matteo Messina Denaro sa cosa è successo a Emanuela”.

Ma allora perché non fa neppure i nomi di queste “persone attendibili” che tirano in ballo il grande boss della mafia?  Marco Fassoni Accetti non fa i nomi della “fazione vaticana” per conto della quale afferma di avere organizzato “la scomparsa consenziente” delle due ragazze. Il fratello di Emanuela, una delle due ragazze, tace nomi anche lui: quelli delle “rivelazione” a scoppio ritardato su suor Dolores e quelli delle “persone attendibili” che accusano Denaro.

17) – Se gli Orlandi tutti sono così convinti del ruolo criminale o complice del Vaticano, perché la loro madre, signora Maria Pezzano, ci abita ancora pur avendone perso il diritto da molti anni?

Argomenti spinosi, imbarazzanti, certo. Domande fastidiose, ancor più imbarazzanti, certo. E che non è affatto divertente né simpatico fare. Ma si può forse evitare di farle?

Se si continua a tacere e a non spiegare, è inevitabile che anche sullo show al quale è stato ridotto il mistero Orlandi si spengano le luci. Non solo quelle del teatro al Trullo. E infatti….

Causa del suo mal, pianga se stesso.

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