Pino Nicotri

Grillo in Europa: elezioni 2014 senza Porcellum

beppe grillo

Beppe Grillo in comizio

Alcune riflessioni sui risultati delle elezioni 2013. Il partito di Beppe Grillo non si trova nella condizione di dover ricevere l’incarico di formare il nuovo governo, come sarebbe logico perché è il partito che ha preso più voti di tutti, 8.688.545 contro gli 8.642.700 del Pd, solo perché il tanto deprecato porcellum ha permesso di attribuire al Pd e ai suoi alleati un premio di maggioranza al parlamento semplicemente strepitoso: il Pd si ritrova infatti con alla Camera 292 deputati contro i 108 di Grillo pur avendo avuto 45.845 voti in meno.

Se Grillo si fosse alleato con qualcuno, con il porcellum si sarebbe ingrassato lui e oggi avrebbe in pugno la Camera. E senza il fino a ieri stramaledetto porcellum il presidente Napolitano dovrebbe dare l’incarico di formare il governo di fatto Beppe Grillo, anche se per interposto uomo, perché il leader di 5Stelle non era candidato premier. Dario Fo ha rifiutato l’offerta di andare al Quirinale. Ciò non toglie che il sempre meno Belpaese è ormai nelle condizioni reali di essere un Paese con un fenomenale e geniale istrione, per giunta premio Nobel, come capo dello Stato e un comico riciclato a capo del governo. Una rivoluzione? Ah, sì, certo. Ma in marcia verso dove? La Bastiglia? Il Palazzo d’Inverno? Il Teatro delle Marionette? La Fossa delle Marianne?

Ricordiamo che alla Camera il premio di maggioranza viene assegnato alla lista o alla coalizione di liste più votata a livello nazionale e che consiste nell’assegnazione del numero di seggi necessari a raggiungere quota 340 deputati su 630. Ma al Senato, il Pd e coalizzati contano invece non più di 120 senatori contro i 158 necessari ad avere la maggioranza. Al Senato il premio è infatti calcolato su base regionale anziché nazionale: in ciascuna regione (tranne Molise, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, regioni per le quali vigono disposizioni particolari) viene dato alla lista o alla coalizione di liste più votata il numero di seggi necessario a raggiungeril 55% cento dei seggi assegnati alla regione. Le regioni decisive per il calcolo del premio al Senato sono state la Lombardia, la Campania, la Puglia, il Veneto, la Calabria e la Sicilia, dove ha vinto il centrodestra. Solo la vittoria per una manciata di voti in Piemonte ha consentito a Pd e alleati di avere la consolazione piuttosto magra di una maggioranza relativa.

Detto in altre parole: senza la riforma elettorale che lo stesso suo inventore, Roberto Calderoli, ha definito “una porcata” (da qui il nome), ci troveremmo ad essere governati da un movimento che, stando a quel che si legge sui giornali, non ha né na sede né statuto né organi dirigenti. Una rivoluzione? Sì, certo, ma totalmente imprevista dagli stessi rivoluzionari e senza mete dichiarate. Con Berlusconi siamo diventati lo zimbello d’ Europa: che dire ora di fronte alle prospettive che abbiamo schivato solo grazie a “una vera schifezza”? Il porcellum ha evitato che la realtà italiana avesse le sue logiche conseguenze in parlamento, ma non ha certo cancellato la realtà stessa.

C’è anche un’altra cosa alla quale non mi pare si sia ancora pensato: che succederà alle elezioni europee, nel 2014, dove il porcellum non esiste, se l’Italia manda al parlamento europeo una falange maggioritaria di “grillini”? Sì, certo, in ogni caso resterebbero una minoranza perché in quel parlamento ci sono anche gli eletti degli altri Paesi europei, almeno per ora senza grillini per la testa. Però non credo che sarebbe comunque una cosa da ridere.

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