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Iran, corsa per vendere aerei, una partita di 100 miliardi

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MILANO – Iran, corsa per vendere aerei, una partita di 100 miliardi. Finito il purgatorio e inferno delle sanzioni economiche è scattata la corsa a vendere aerei civili all’Iran, che per rimettere in sesto la sua compagnia di bandiere e rilanciarla ha bisogno di centinaia di velivoli grandi e medi. La corsa vede decisamente in testa i francesi, seguiti a distanza da canadesi e statunitensi, mentre l’Italia è almeno per ora totalmente assente e se continua così rischia di restare a bocca asciutta in un business di oltre 100 miliardi di euro in totale.

Il responsabile dell’Organizzazione dell’Aviazione Civile dell’Iran, Ali Abedzadeh, ha dichiarato alla stampa iraniana che entro pochi mesi saranno consegnati alla compagnia di bandiera Iran Air da cinque a otto Airbus  A320 e A330, aerei di costruzione franco-tedesca capaci rispettivamente di un massimo di 180 e 298 passeggeri. Si tratta dell’avanguardia di una mega fornitura  di 118 velivoli commerciali per un valore totale di 27 miliardi di euro decisa con un accordo di massima firmato dal capo del governo Hassan Rouhani nel corso della sua visita a Parigi a gennaio, successiva a quella in Italia.

Il ministro dei Trasporti francese Alain Vidalies, arrivato nei giorni scorsi a Teheran con il primo aereo francese atterrato in Iran negli ultimi otto anni, ha confermato che Airbus ha già iniziato i lavori per la mega fornitura. Vidalies ha aggiunto che sono in corso negoziati con l’amministrazione del presidente USA Barack Obama per superare definitivamente anche gli ultimi strascichi dell’epoca delle sanzioni.

Desta sorpresa la presenza nel contratto degli A330, perché per quanto se ne sa l’ultima consegna di questo tipo di aereo è avvenuta nel 2007: per la precisione, il 12 luglio di quell’anno con il 561° esemplare alla statunitense Federal Express, nota anche come FedEx, leader mondiale nel settore del trasporto aereo delle merci con consegne in 220 Paesi.

E’ comunque certo che l’Iran avrà bisogno di acquistare un totale di almeno 500 jet commerciali di vari modelli per tratte di breve, media e lunga distanza, per una spesa totale di almeno 100 miliardi di euro. Per questo, ai primi di aprile sono iniziati colloqui esplorativi anche con la statunitense Boeing, quanto mai interessata a che Obama faccia sparire tutti i rimasugli delle sanzioni contro Teheran.  E’ in gara anche la canadese Bombardier, il cui presidente Pierre Beaudoin di recente è volato da Montreal a Teheran per discutere con il presidente dell’Iran Air Farhad Parvaresh la possibilità di creare nel giro di due mesi una nuova compagnia aerea nel sud del Paese per i collegamenti con l’isola di Qeshm, la più grande dell’Iran e dell’intero Golfo Persico con un’area di 1.336 chilometri quadrati e una lunghezza di quasi 136 chilometri. Qeshm ha grande importanza commerciale perché è un porto franco.

Secondo la portavoce Marianella de la Barrera “Bombardier ha identificato significative opportunità nella regione per quanto riguarda il settore dell’aviazione commerciale”. I funzionari della zona di libero scambio Qeshm hanno avuto colloqui con varie società aeronautiche, ma sono desiderosi di trovare un accordo con il costruttore canadese perché dotato di una varietà di modelli di aerei a corto e medio raggio in grado di competere vantaggiosamente con quelli della Boeing e dell’Airbus. L’asso nella manica della Bombardier è il modernissimo bimotore Q400, ultimo nato della famiglia Q Serie di grande versatilità e unico bimotore turboelica al mondo capace di portare fino a 90 passeggeri. All’Iran Air ne servirebbero subito almeno 20.

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