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Piede torto equino, missione da Italia a Bangladesh per aiutare i bambini a camminare

La foto di di Pino Nicotri

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Prossima tappa il Bangladesh, per lanciare il progetto  “Neglected clubfoot”, che vedremo tra poco in cosa consiste.  I suoi autori non si può certo dire che manchino di costanza e forza di volontà. Hanno cominciato come semplice e modesto movimento di genitori decisi ad affrancare i propri figli dall’handicap di essere nati  con i piedi storti, patologia nota come “piede equino” o anche “piede torto congenito” (PTC), ma decisi anche a evitare loro le pene di interventi chirurgici tanto invasivi quanto spesso inefficaci.

Per un bel pezzo piuttosto malvisti dagli ortopedici tradizionali, hanno man mano raccolto molti adepti e sono diventati l’Associazione Nazionale Piede Torto Congenito, che ha ancor più diffuso il metodo di cura Ponseti, dal nome dell’ortopedico spagnolo Ignacio Ponseti che nel 1940, sfruttando la peculiare elasticità di ossa, tendini e cartilagini dei neonati e dei bambini, ha iniziato a risolvere la malformazione del piede torto con tutori e piccole ingessature invece che con gli interventi chirurgici. E perciò senza anestesie, ricoveri e degenze ospedaliere, senza quindi i costi sociali sanitari. Infine gli ex “movimentisti” sono riusciti a farsi accettare anche dall’ortopedia classica, fondando assieme a suoi esponenti l’Associazione Ponseti Italy.

E ora, per dare più sprint a questa associazione ed evitare il rischio che diventi una scatola vuota, vanno in Bangladesh per insegnare a curare assieme con un ortopedico locale, Shamim Khan, chi è affetto dalla patologia del “piede torto mai trattato”: vale a dire, chi non è più bambino ed è costretto ad affrontare la vita con una malformazione che spesso vede adulti con i piedi  completamente rovesciati. Il progetto  Neglected Clubfoot consiste per l’appunto nell’occuparsi di chi finora è stato dimenticato e lasciato solo con i suoi piedi disgraziati.

Per dimostrare ancor più l’efficacia del metodo e diffonderne maggiormente la sua metodica anche in Italia, Silvia Ghigna e Marco Scattolon, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Nazionale PTC nonché genitori, ben noti a Blitz, di una vivacissima bambina curata con pieno successo con il metodo Ponseti, sono andati pochi mesi fa con la dottoressa spagnola Anna Ey Battle, massima autorità mondiale della cura Ponseti, in Bangladesh (vedi foto), Paese dove la patologia del piede torto è un grande problema sociale, e si apprestano a tornarvi.

Il Bangladesh è grande la metà dell’Italia, ma ha 160 milioni di abitanti, più o meno quanti ne ha la Russia, che però è enormemente più grande. Per fortuna vi esiste una fondazione che aiuta, in maniera del tutto gratuita, chi nasce con la patologia del piede torto. La fondazione è stata creata dal dottor Khan e si chiama Lion Mukhlesur RahmanFoundation . L’anno scorso Khan è venuto a parlarne in Europa, Italia compresa, e ha così conosciuto anche Ghigna e Scattolon. In particolare Khan in Europa ha presentato Clubfoot Zero, iniziativa da lui fondata nel 2010 e con la quale sono stati curati gratuitamente con il metodo Ponseti più di 3000 neonati affetti da piede torto.

In Bangladesh infatti il metodo Ponseti gode dell’appoggio del governo e di molti medici, inoltre la stampa ne ha diffuso la conoscenza in modo capillare. Tuttavia, come in molti altri Paesi, per i bambini più grandi, per gli adolescenti e gli adulti nati con il piede torto e mai curati non esistono per ora soluzioni di guarigione. Vi si vedono infatti tantissime persone che camminano con i piedi completamente rovesciati, costretti a una vita limitata e di dolore non solo fisico.

Che il metodo Ponseti possa essere usato anche per gli adulti, cioè per curare piedi torti mai trattati, lo ha dimostrato l’anno scorso a Praga al 16°Congresso Europeo di Ortopedia e Traumatologia la dottoressa Anna Ey Batlle. Pioniera del nuovo metodo, intervistata a suo tempo da Blitz, la dottoressa ha presentato una sua relazione sulle decine di adulti e adolescenti, dall’Asia al centro America, da lei guariti dal piede torto con piccole ingessature, manipolazioni e un solo intervento di minima chirurgia. È riuscita a guarire perfino adulti con PTC in forma grave.

Durante il viaggio assieme a Ghigna e Scattolon, Ey Battle ha tenuto corsi e curato decine di casi. Ora vi torna per far debuttare il progetto Neglected Clubfoot, ideato dalla nostra Associazione Nazionale Piede Torto Congenito e che ha come obiettivo aiutare a formare ortopedici specializzati nel Ponseti e garantire la migliore cura, gratuita, a tutti gli adolescenti e adulti per permettere loro di avere piedi e vita normali.

Mentre preparano il nuovo viaggio, Ghigna e Scattonon ricordano volentieri quello precedente:

“L’accoglienza che il Bangladesh ci ha riservato è commovente: fiori, regali e grandi sorrisi ci hanno accolto durante le nostre soste nelle cliniche fondate da LMRF. Tantissimi bambini nati con piede torto oggi sono perfettamente curati e possono vivere una vita normale, come tutti gli altri loro coetanei”.

E per chi non è stato ancora curato aggiungono:

“Grandi speranze esistono poi per tutte quelle persone, bambini e adulti, che si sono presentati per una visita con la dottoressa Ey Battle. Una speranza di vita migliore oggi esiste anche per loro. L’intento della nostra Associazione è far si che gli ortopedici locali imparino bene il metodo Ponseti e lo applichino a tutte quelle persone, bambini e adulti, nati con il PTC e che non sono stati mai curati”.