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Sanità, crisi e tramonto. Aldo Ferrara spiega che…

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Sanità, crisi e tramonto. Con la prefazione del professor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, e edito da Bonfirraro Editore, arriva in libreria “Quinto Pilastro – Il tramonto del Sistema Sanitario Nazionale”, 222 pagine di indagine impietosa sul decadimento del nostro sistema sanitario. L’autore è Aldo Ferrara, professore di Malattie Respiratorie dal 1983, prima presso l’Università di Milano e successivamente in quella di Siena (1986-2015).

La sanità ha il più elevato capitolo di spesa di tutti in Italia, un plafond di ben 111 miliardi di euro, ma è diventato un sistema che distingue tra chi va trattato bene perché può pagare e chi è invece bistrattabile perché indigente.

Tra le personalità scientifiche che hanno sostenuto nel 2006 la candidatura di Dario Fo a sindaco di Milano, autore di vari libri in settori assai diversi tra loro, Ferrara è stato anche tra i coordinatori dell’iniziativa “Milano per voi” del Circolo De Amicis, presieduto dall’ex sindaco socialista Aldo Aniasi, consulente del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale ( SULPL) per la difesa del lavoratore a rischio e patrocinatore del comitato milanese “Aria Pulita”.

– Professor Ferrara, perché quinto pilastro? E quali sono gli altri quattro?

Già, perché questo titolo? Quinto ci riporta al potere dei media, tanto indispensabili quanto pervasivi. Il termine Pilastro è ormai entrato di prepotenza nel lessico assicurativo, con le polizze, elemento di svolta dell’assistenza sanitaria. Il cittadino, dunque, deve farsi carico della propria salute se e quando lo Stato, nelle vesti del SSN, non dà piena garanzia dell’offerta sanitaria come sancito dall’Art. 32 della Costituzione. Il primo pilastro è quello assicurato dal SSN. Il secondo è la medicina partecipativa (ticket e contribuzione diretta). Il terzo è quello della Medicina Assicurativa e ci aspettiamo che ne arrivi un Quarto con il quale saranno convenzionate gran parte delle Strutture territoriali private cui demandare per appalto la sanità. Ed infine un Quinto Pilastro, al quale abbiamo dedicato il titolo di copertina, che faccia da quadro, a diagnosi, cura ed assistenza esclusivamente a pagamento dei cittadini malati. Malati, umiliati ed offesi di dostoevskijana memoria? Certo che sì!

– Il tema è molto importante, oltre che purtroppo attuale. Perché quindi una piccola casa editrice non molto conosciuta?

Non c’è solo la necessità di dare impulso all’editoria ma è anche giunto il momento che l’editoria del territorio si muova in sinergia con gli interessi tutti territoriali tra cui la Medicina che ormai , confinata nella grandi Aziende Ospedaliere, lascia letteralmente che si muoia nel territorio. Siamo tornati a ritroso nel Far West abbandonando anziché conquistando i territori. L’Editore Bonfirraro sta operando con un metodo nuovo: affiancare l’editoria classica fatta di saggistica e narrativa con l’inchiesta sociale di interesse nazionale.

– Quali sono le principali cause del tramonto del sistema sanitario italiano?

Il meccanismo dell’aziendalizzazione ospedaliera, che trasforma i malati in  “clienti”, ha lo stesso senso politico della privatizzazione nell’industria. Svuotare lo Stato e affidare al privato i servizi. La Riforma del Titolo V della Costituzione, primo atto dello svuotamento della Carta, ha trasferito alle Regioni gran parte del budget di 111 miliardi, conferito potere assoluto a Governatori, creato una macchia di leopardo nell’offerta sanitaria ad una domanda crescente. Domanda di salute diffusa in Italia, risposta regionale differente: per assurdo nelle Regioni dove è più alto il costo sanitario/pro capite il rendimento offerto è peggiore.

– Sono i politici che come sempre nel corso della Storia svuotano man mano le garanzie che sono stati costretti a fare al popolo o hanno voluto fare per guadagnare voti alle elezioni?

Il capitolo sulla Corruption ( Cap. 6.2)  solleva questione gravi: circa 4/6 mld volano per atti di corruzione non sempre palese e non sempre tale. Vige molto più spesso un sistema spesso fuori controllo (appalti, forniture, prebende etc, tutte analizzate nel volume) sistema elusivo piuttosto che dichiaratamente contra legem. Inchieste recenti indicano che un’azienda sanitaria ogni tre presenta episodi di corruttela negli ultimi 5 anni, non affrontati in maniera appropriata e confermando i circa 6 mld dissipati in corruzione sanitaria. Inoltre va precisato che esiste una gamma di sfumature del , che va dalla corruzione eclatante, che potremmo definire evasione dai limiti di legge, a fatti che sono in un crinale border line quasi da elusione della legge vigente. Un esempio: all’atto delle visite specialistiche private, che sono l’ultimo stadio della fase diagnostica mancata, 10 milioni di cittadini paganti out of pocket non hanno ricevuto regolare fattura. Medesima doglianza riguarda la cura odontoiatrica, alla luce di 7 milioni di pazienti che hanno pagato parcelle in black. Senza trascurare che anche per queste motivazioni, 11 milioni di malati hanno dovuto esimersi dalle cure perché esose.

– Perché negli Usa fare una riforma sanitaria nazionale a carattere davvero assistenziale e democratico è così difficile dal risultare pressocché impossibile?

La riforma Obama Il welfare statunitense non è assimilabile al nostro e si inscrive nel modello statuale ed economico improntato alla libera iniziativa, laddove la presenza della collettività nella fornitura dei servizi è limitata. Eppure Obama ha fatto un autentico miracolo. Ha esteso le fasce di corresponsione dell’assistenza contributiva ai redditi più bassi, invitando le Compagnie a fare sconti e defiscalizzando. Paradossalmente il Programma Medicaire USA ha caratura sociale più marcata del nostro ordinamento.

– Il tramonto è dovuto anche a sprechi e a ruberie? Se sì, può farci degli esempi?

Nel volume vengono analizzati soprattutto sprechi e rivoli di dispersione evitabile. Quanto alla corruption in sanità, di cui si è detto prima, è compito della magistratura indagare, ed in qualche caso questo avviene. Il tramonto è innescato ad orologeria dalla classe politica che ha fatto della sanità scempio, basti pensare che mediamente l’80% ( dal 76 all’85%) del PIL regionale è destinato alla sanità.

– È vero che le forniture sanitarie sono un business tale da avere fatto entrare nel suo mercato la mafia, la camorra, l’andrangheta, etc.?

Anche l’elusione di legge è entrata nel mercato della sanità. Il volume non ha il compito di condurre un’inchiesta su questi aspetti bensì configurare le aree di spreco che, attraverso farmaci inutili, sprechi nella stessa distribuzione dei prodotti, appalti di pulizia etc., creano un sistema di rivoli dispersivi evitabili.

– Quanto incassa e quanto spende ogni anno il nostro sistema sanitario nazionale in totale e in media pro capite?

Spendere l’8.8% del PIL in sanità non configura una distorsione, siamo in perfetta linea europea. Il fatto è che a Bolzano ed in Molise si spende la stessa cifra procapite: 2 mila €. Ma a Bolzano ci si va a curare e dal Molise si fugge. Il pendolarismo sanitario è l’antitesi che ha impedito il federalismo sanitario, ossia una perequata offerta di salute.

– È l’industria farmaceutica che si adegua al sistema sanitario nazionale o è questo che si adegua alle esigenze produttive e di bilancio dell’industrial farmaceutica anziché conformarsi alla realtà della salute degli italiani e annesse malattie più frequenti?

La farmaceutica è uno di grandi problemi acuti dall’arrivo dei nuovi farmaci biologici, estremamente utili ma molto costosi. E’ inevitabile lo spreco quali-quantitativo che nessuno cerca di arginare.

– Può farci degli esempi di farmaci inutili e di sprechi nella distribuziine dei prodotti? Ma se sono inutili, perché quei farmaci vengono prescritti?

Cito nel volume un’intervista del 2015 del professor Silvio Garattini, che afferma il ruolo di organismi europei come l’EMA ed italiani come l’AIFA. Essi hanno il compito, non facile, di operare uno screening per i farmaci utili da quelli doppioni o inutili. C’è molto da lavorare in questo senso. A tal proposito nel volume si cita una recentissima ricerca che indica il cattivo utilizzo dei farmaci monodose in base al rapporto peso/quantità da somministrare. Una volta aperte le confezioni, utilizzata la dose per paziente, lo scarto eccedente deve essere necessariamente eliminato. Negli USA l’eccedenza di farmaco, ammonta a circa 1.7 miliardi di $ per le forme tumorali di maggiore incidenza.

– È democratico che ci siano mesi di attesa per visite e operazioni chirurgiche anche urgenti per pazienti che non possono pagare e pochi giorni di attesa per chi invece può pagare di tasca propria o tramite assicurazioni sanitarie e casse mutue?

Questo è il target del volume. L’aver trasformato il malato in cliente, tramite anche il DRG il sistema di classificazione delle patologie in funzione dei costi ha creato una macchina mostruosa di capitalizzazione e di spesa a scapito dell’offerta sanitaria. Venti anni di aziendalizzazione sono stati sufficienti per svelare il volto duro e cinico di una strutturazione che ha trasformato il malato in cliente. Così da Servizio è assurto a Sistema, e come tale lo chiameremo in avanti, una macrostruttura amministrativa, politica, finanziaria, che ha perso la sua connotazione originaria.

– E poi che succederà?

La nuova fase che si profila è quella della privatizzazione, più o meno malcelata, in cui chi può crearsi un ombrello assicurativo è parzialmente protetto, chi non può resta condannato. Mentre nei Paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) aumenta la quota di PIL destinata alla Health Spending, in Italia la fase restrittiva è già in atto da tempo. Ma soprattutto è la mutazione del SSN che preoccupa gli italiani: da sistema pubblico, vanto europeo fino agli anni ottanta, a sistema semi-privatizzato, con un baricentro squilibrato a favore dei privati imprenditori della Medicina. Ed i cittadini divisi in intoccabili perché possono pagare e bistrattabili perché indigenti.