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Pd, M5S… nonostante la politica sia in vacanza si discute sul nulla

Pd, M5S... nonostante la politica sia in vacanza si discute sul nulla

Pd, M5S… nonostante la politica sia in vacanza si discute sul nulla

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Agitati e rimbambiti” anche per il sito Uomini & Business.

Matteo Renzi, complici le vacanze estive, tace, il comico genovese deve essere in vacanza chissà dove, e quindi la politica di colpo si fa discretamente silenziosa. Ma non del tutto. Esistono gli esagitati, quelli che non possono perdere nemmeno un minuto. Si distingue Di Battista, detto Dibba, una specie di Che Guevara dei noantri in motorino (da cui cade, anche), che si mette a urlare contro Pierferidinando Casini, colpevole di non aver convocato la commissione esteri per il caso Regeni. Secca risposta di Casini: “Mica convochiamo la commissione per farvi fare i vostri show, ripassi più tardi”. Asfaltato.

Ma la parata degli scemi prosegue con altri protagonisti. Dopo un lungo silenzio riemerge Gino Strada, medico universalista, che accusa Minniti di avere una biografia da sbirro. Solo per aver riportato un po’ di ordine nel caos delle Ong e degli sbarchi.

Poi c’è Salvini (ti pareva?) che è lesto nell’accusare gli immigrati se in Italia è arrivata la malaria (un caso, ancora misterioso). Solo che gli immigrati si possono magari espellere anche tutti, ma con le zanzare della malaria come si fa? Salvini con retino in Val Brembana a caccia di insetti? Magari insieme al suo consulente Claudio Borghi Aquilini, che sa poco di economia, ma forse una zanzara la sa riconoscere?

Sulla scena, ormai nemmeno più tanto estiva, debutta poi il trio comico Bersani, Speranza, Fava. Se la prendono con il Pd perché in Sicilia vuole mettersi insieme a Alfano. Proprio loro che sono stati con Berlusconi, Casini, Monti e con lo stesso Alfano. Bevuto troppo? Il sole? La faccia di tolla?

E così via. Mai a uno di questi che gli venga in mente che magari la gente un po’ ricorda, che non sono tutti stupidi e che esiste un limite alle sciocchezze. Diciamo due al giorno?

A questi casi, preoccupanti se non fossimo sul finire dell’estate, e quindi ancora in una stagione tollerante, si aggiungono poi il governatore Zaia, un vero e proprio recordman della cacata, e l’altro governatore, Emiliano, che nonostante la mole ingombrante sembra vagare leggero come una piuma in direzione della parte più idiota del paese: gli anti-vaccinisti, detti anche no-vax, all’americana. Anche se si sforza molto, comunque, non riesce a strappare la palma a Zaia: battaglia per stabilire l’origine del tiramisù, obbligo a tutti di esporre bandiera veneta (con tanto di leone di San Marco), referendum su autonomia del Veneto, e, naturalmente, opposizione alla legge sui vaccini. Manca ancora che metta i dazi sulle salamelle, e poi ha quasi fatto tutto.

Questa, purtroppo, è la politica italiana all’inizio di una nuova stagione che si annuncia carica di problemi.

Ma sembra di essere a Disney: ognuno dice la sua, fa le boccacce e cerca di far ridere. Mediamente tutti si occupano di cose senza senso o sbagliate.

Furbo Matteo Renzi che almeno sta zitto e ancora più furbo Grillo che starà mangiando ostriche su qualche yacht.

Questi altri invece parlano, agiscono, si muovono, vedono gente, fanno piani, hanno l’aria di dirigere il mondo. E non sanno che invece l’ineffabile Razzi è già partito per la Corea del Nord per convincere il suo amico Kim a smetterla con questa storia delle bombe.

Insomma, i migliori sono in azione. Non ci lasciano mai soli.

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