Blitz quotidiano
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Pd sbaglia, ognuno fa partito che gli pare. M5S ossessione

ROMA – Pd sbaglia, sbaglia grosso con il suo vice segretario Lorenzo Guerini quando dice e pensa che una legge dovrebbe dare la forma appunto legale ai partiti politici e alla loro vita interna. Sbaglia grosso, anche se non è certo “fascismo renziano” come subito infiamma la coda di paglia M5S. Sbaglia perché anche la miglior legge immaginabile in tema di forme e regole interne dei partiti politici sarà sempre battuta in principio e di fatto dall’obiezione: e se uno un partito vuole farlo apposta diverso? Nessuno, neanche una legge, può impedire a nessuno di farlo. Una legge diritta non può impedire di volere e fare un partito storto, se lo fa la legge stessa diventa “storta” perché limita una libertà fondamentale, quella della associzione ed azione politica.

Quindi sarebbe proprio il caso che dal Pd la finissero con la tentazione inesaudibile di raddrizzare per via di legge partiti politici eventualmente “storti” nella vita e regole interne. E’ “storto” a questo riguardo M5S? Di certo M5S è un partito ossessionato, ossessionato dai soldi. Gran parte della sua attività interna e comunicazione con il paese ruota intorno alle varie forme che i soldi possono assumere. La restituzione di parte della retribuzione degli eletti e, soprattutto, la spiegazione di ogni dissenso politico con la non volontà di restituire, l’idea della “multa” per chi si candida e non obbedisce…

Il soldo, i soldi è là dove batte il cuore del MoVimento, in perfetta sintonia (altrimenti non si è al 28 per cento nei sondaggi) con buona parte della pubblica opinione che dei soldi si interessa e del resto più o meno se ne frega. Da ultimo l’ossessione M5S per i soldi ha preso appunto la forma della multa. In realtà è una vecchia idea di Beppe Grillo, da tempo dallo stesso raccontata ed esaltata. La multa a sua volta ha due forme, una presentabile, l’altra meno.

La prima forma della multa a M5S è quella a chi cambia partito, a chi “tradisce”. Grillo è da tempo contro l’assenza di vincolo di mandato, lui il vincolo di mandato lo vuole e vincolo di mandato vuol dire che chi è eletto in una lista in quella lista resta per tutta la legislatura. Altrimenti, multa! Multa in soldi e soldoni. In questa forma l’idea della multa è discutibile (si fa dei parlamentari appunto dei “portavoce” e basta) ma è presentabile e da molti accolta perfino come moralizzatrice.

Poi c’è la seconda forma, la multa se cambi opinione. Opinione, non partito. Se cambi o sei hai opinione diversa, multa! Diversa da chi? Da quella, è stato detto con chiarezza, di Grillo e Casaleggio. Questa non è la multa per chi tradisce l’idea, è la multa per chi disobbedisce ai capi. Un partito in cui vieni multato in decine e centinaia di migliaia di euro preventivamente e dal notaio se disobbedisci  ai capi (quei due e solo loro) è un partito “storto” in cui i due capi sono anche di fatto i padroni?

Probabilmente sì, ma nessuno può impedire a nessun altro di fare il partito che gli pare, anche se storto.