Blitz quotidiano
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Per Salvini i cinesi sono penosi solo quando votano per Sala

ROMA – Per Matteo Salvini i cinesi sono penosi solo quando votano per Sala ovvero: la coerenza, questa sconosciuta. Evidentemente il leader del Carroccio Matteo Salvini non spicca per coerenza e nemmeno per credibilità, perché se come metro di valutazione dobbiamo prendere in considerazione le primarie svoltesi a Roma sabato 27 e domenica 28 febbraio 2016, i risultati sono sicuramente catastrofici. Votazioni senza controlli, senza documenti richiesti, più di una persona ha votato a nome di altre. Insomma, come ha detto anche Berlusconi, una pagliacciata.

Cinesi. Cinesi ovunque. È incredibile apprendere quanti sostenitori tra le file degli occhi a mandorla abbia Irene Pivetti. Questo ci racconta chi è andato a votare. Cinesi che arrivavano ai banchetti leghisti e l’unica parola che sapevano pronunciare era proprio il nome dell’ex Presidente della Camera. Inutili le parole a difesa del regolare svolgimento delle votazioni dell’onorevole leghista Saltamartini a cui qualcuno dovrebbe spiegare che gli stranieri extracomunitari, come i cinesi, non possono votare alle elezioni amministrative, neanche se residenti. Ma forse noi non lo sappiamo e la Lega vuole lanciare un’iniziativa per introdurre il diritto di voto per gli extracomunitari.

Ma quello che ci chiediamo, e che speriamo Salvini chiarisca oggi in conferenza stampa, è quale sia la differenza tra i cinesi di Milano e quelli di Roma, perché solo pochi giorni fa il buon Matteo si esprimeva così sulle primarie per il candidato sindaco PD del capoluogo lombardo:

 “File di cinesi, molti dei quali intervistati dalle tivù non parlano neanche italiano, votano il renziano Sala alle primarie Pd per Milano. Che pena, povera Milano e povera sinistra!”

Evidentemente ci sono cinesi e cinesi…io lo definisco opportunismo, ma sicuramente Salvini troverà un altro modo per definirlo che faccia rima con ruspa.